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West Nile, l’entomologo: “Con il caldo estremo zanzare più letali”

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Fabrizio Montarsi, responsabile del monitoraggio dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie: “Il ciclo vitale degli insetti accelera: quest’anno ne abbiamo trovati di positivi al virus già a metà giugno”
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«Il virus West Nile è apparso per la prima volta in Italia nel 2008. Da allora non è mai andato via. Zanzare, uccelli, cavalli o uomini: non c’è più stato un anno in cui non l’abbiamo trovato. La sua presenza, anzi, da sporadica è diventata sempre più diffusa».

Fabrizio Montarsi dirige il laboratorio di entomologia sanitaria e patogeni trasmessi da vettori dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie a Legnaro. Il suo lavoro consiste fra l’altro nel controllare se le zanzare in circolazione ospitano virus trasmissibili all’uomo. In uno di questi monitoraggi, due settimane fa, ha trovato West Nile proprio a casa sua.

Come è successo?

«Il monitoraggio consiste nel piazzare trappole per zanzare, poi individuare i virus presenti negli insetti catturati. Avevo messo una trappola in casa e la zanzara al suo interno era positiva al West Nile».

Si è spaventato?

«Non particolarmente. In Veneto il virus c’è da anni. Probabilmente col tempo una parte della popolazione ha sviluppato g…

«Il virus West Nile è apparso per la prima volta in Italia nel 2008. Da allora non è mai andato via. Zanzare, uccelli, cavalli o uomini: non c’è più stato un anno in cui non l’abbiamo trovato. La sua presenza, anzi, da sporadica è diventata sempre più diffusa».

Fabrizio Montarsi dirige il laboratorio di entomologia sanitaria e patogeni trasmessi da vettori dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie a Legnaro. Il suo lavoro consiste fra l’altro nel controllare se le zanzare in circolazione ospitano virus trasmissibili all’uomo. In uno di questi monitoraggi, due settimane fa, ha trovato West Nile proprio a casa sua.

Come è successo?

«Il monitoraggio consiste nel piazzare trappole per zanzare, poi individuare i virus presenti negli insetti catturati. Avevo messo una trappola in casa e la zanzara al suo interno era positiva al West Nile».

Si è spaventato?

«Non particolarmente. In Veneto il virus c’è da anni. Probabilmente col tempo una parte della popolazione ha sviluppato gli anticorpi».

In quali zone circola di più?

«Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, in misura minore Piemonte. Negli ultimi anni però il West Nile si è allargato. L’abbiamo visto arrivare in Sicilia, Sardegna, Toscana, Campania. E ora anche nel Lazio. Il numero dei casi resta in genere costante, poi ogni quattro o cinque anni registriamo un picco di contagi. È avvenuto nel 2013, un po’ nel 2018 e poi di nuovo nel 2022. Non sappiamo perché, forse dipende dalla durata degli anticorpi, e quindi dell’immunità».

Il 2025 quindi non ha nulla di eccezionale?

«Il numero di casi è nella norma. Il ciclo vitale degli insetti però con il riscaldamento del clima tende ad allungarsi. In passato iniziavamo il monitoraggio a fine maggio. Poi ci siamo accorti che le zanzare a quel punto erano già numerose e abbiamo deciso di partire a inizio maggio. Fino all’anno scorso trovavamo i primi insetti positivi al West Nile a luglio. Quest’anno abbiamo iniziato a metà giugno».

Il virus è diffuso anche fra gli animali?

«Può essere trasmesso dalle zanzare a tutti gli animali, inclusi quelli domestici. Causa però sintomi di malattia solo a esseri umani ed equidi».

Dagli animali domestici il contagio può arrivare agli esseri umani?

«No, esseri umani, cavalli, animali domestici sono chiamati ospiti a fondo cieco. Solo la presenza di uccelli infetti può portare alla trasmissione del virus. Vuol dire che se una zanzara punge un volatile con il West Nile diventerà contagiosa. Se punge qualsiasi altra specie non accumulerà nel suo organismo una quantità di virus sufficiente a trasmettere l’infezione. In nessun modo quindi un essere umano può contagiarne un altro, neanche se si viene punti dalla stessa zanzara».

Quali sono gli uccelli infetti?

«Soprattutto cornacchie, merli, corvi, tortore, piccioni, rapaci notturni. Una zanzara che ne punga uno può trasportare il West Nile nel raggio di uno o due chilometri».

Ci sono altri virus tropicali trasmessi dalle zanzare quest’anno in Italia?

«Al momento abbiamo due focolai autoctoni, che non coinvolgono cioè persone che si sono infettate all’estero. Sono entrambi in Emilia Romagna: uno di dengue, con tre infettati, e uno di chikungunya con un contagio».

Quali zanzare trasmettono il West Nile?

«Le Culex pipiens, le zanzare comuni che vivevano in Italia già prima dell’arrivo della zanzara tigre. Sono una specie notturna, vivono sia in città che in campagna, anche se i contagi umani sono avvenuti quasi sempre in campagna. Le zanzariere aiutano molto a difendersi. I repellenti più efficaci sono quelli etichettati come presidi medico chirurgici (pmc) e l’indicazione delle specie di zanzare per le quali sono stati testati. Durano in genere sei o sette ore. Gli altri prodotti, indicati come cosmetici, hanno invece un’efficacia più limitata nel tempo, di norma una o due ore».

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