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Laura Santi, Bagnasco: “La Chiesa ha il dovere di parlare in difesa della vita”

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L’ex presidente della Cei: oggi c’è una “deriva etica” individualista nel quale “la verità è sostituita dall’opinione”. Suicidio assistito, “il Parlamento tenga conto che nessuna autorità umana decide il bene e il male in assoluto”
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La Chiesa ha il dovere di esprimersi in difesa della vita umana. Lo afferma il cardinale Angelo Bagnasco, già presidente della Cei e del Ccee (Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee), a commento della morte di Laura Santi, mettendo in guardia la cultura occidentale, più in generale, da una “deriva etica” individualista nel quale “la verità è sostituita dall’opinione”.

Eminenza, che sentimento le suscita la notizia di una donna malata di sla che si dà la morte assumendo un farmaco letale?

“Il sentimento immediato è quello di un grande dolore, una persona che si toglie la vita è una perdita per tutti. E per arrivare a questo atto ci deve essere una grande sofferenza: questo dispiace a tutti”.

Però?

“L’articolo 32 della Costituzione dice che la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività: questo è un punto straordinario che codifica in termini costituzionali il fatto che una persona, ciascuno di noi, è un bene per tutti”.

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La Chiesa ha il dovere di esprimersi in difesa della vita umana. Lo afferma il cardinale Angelo Bagnasco, già presidente della Cei e del Ccee (Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee), a commento della morte di Laura Santi, mettendo in guardia la cultura occidentale, più in generale, da una “deriva etica” individualista nel quale “la verità è sostituita dall’opinione”.

Eminenza, che sentimento le suscita la notizia di una donna malata di sla che si dà la morte assumendo un farmaco letale?

“Il sentimento immediato è quello di un grande dolore, una persona che si toglie la vita è una perdita per tutti. E per arrivare a questo atto ci deve essere una grande sofferenza: questo dispiace a tutti”.

Però?

“L’articolo 32 della Costituzione dice che la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività: questo è un punto straordinario che codifica in termini costituzionali il fatto che una persona, ciascuno di noi, è un bene per tutti”.

Laura Santi ha lasciato scritto: “Dobbiamo essere noi che viviamo questa sofferenza estrema a decidere e nessun altro”

“Provo rispetto per le altre opinioni, ma la Costituzione enuncia un principio diverso, quello della relazione di ognuno di noi con gli altri, con chi ci è vicino e chi lontano, chi ci conosce e chi non ci conosce. Negare questa realtà, a prescindere dal caso concreto, è una mentalità fortemente individualista sempre più diffusa, ma che è lontana da quella visione umana che ha fondato il nostro Continente”.

Ci sono però persone che non sopportano più il dolore della malattia

“La Chiesa ha sempre rifiutato l’accanimento terapeutico, sempre. Però bisogna definire bene l’accanimento terapeutico, che si verifica quando il corpo umano rifiuta qualunque farmaco. Continuare, a quel punto, è un inutile accanimento. Poi è importante non lasciare la persona sola nelle sofferenze fisiche e morali. Le cure palliative hanno fatto grandissimi progressi e possono continuare a svilupparsi”.

Laura Santi ha scritto: "Sul fine vita sento uno sproloquio senza fine, l'ingerenza cronica del Vaticano, l'incompetenza della politica"

“E’ una opinione di questa persona per la quale sia io che molti altri preghiamo il buon Dio che vede i cuori. Non vedo assolutamente ingerenze quando si tratta del bene, sia personale che collettivo, rappresentato dalla vita umana. Una vita che non ci diamo da soli ma ci è data da qualcun altro, che è nelle nostre mani e di cui siamo responsabili. Quando si parla del bene personale e collettivo la Chiesa ha il dovere di dire le proprie convinzioni”.

Cosa dice la Chiesa al legislatore che si appresta a decidere sul suicidio assistito?

“Innanzitutto, che la legge non decide la morale: la legge può dichiarare legale un comportamento ma questo non vuol dire che esso corrisponda al vero bene della persona e della società intera. Ci sono valori oggettivi e universali che non decidiamo noi, ma dovremmo riconoscere. Lo Stato non deve essere uno Stato etico, come può essere avvenuto in altri secoli. A prescindere dal singolo caso, o l'Occidente ritorna alla coscienza morale o altrimenti continua nella deriva che i giornali, le televisioni e i mezzi di comunicazione segnalano ogni giorno. La cultura occidentale dovrebbe riflettere sulla direzione che ha intrapreso: quella di un individualismo morale nel quale ciò che conta è quello che decido io, punto”.

Il legislatore deve però esprimersi in materia dopo l’intervento della Corte Costituzionale

“Interverrà, spero, tenendo conto che nessuna autorità umana decide il bene e il male in assoluto. C’è una legge naturale che è il fondamento dei valori morali, dei comportamenti e della conoscenza. Oggi la ragione è delegittimata continuamente, la verità è sostituita dall’opinione, c’è una deriva etica. L’albero si giudica dai frutti e se i frutti sono quelli che la cronaca ci presenta quasi tutti i giorni, come i continui atti di violenza su se stessi o sugli altri che vedono protagonisti anche giovani e minori, dovremmo essere molto più riflessivi”.

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