Morte Laura Santi, Filomena Gallo: “Ha lottato per vivere ma era sofferente e sfinita”
dalla nostra inviata Romina MarcecaPerugia – Solo sei persone conoscevano la data in cui la giornalista Laura Santi sarebbe passata “dall’altra parte”. Una di queste è Filomena Gallo, la sua avvocata e segretaria nazionale dell'associazione Luca Coscioni.
“Era coinvolgente, un’attivatrice di diritti a Perugia. Penso alla raccolta firme per la legge di iniziativa popolare sul fine vita. Fino a qualche settimana fa la si vedeva ai tavoli in tutta Umbria, l’ultimo proprio qui a Perugia”, ricorda e si commuove.
Laura Santi ha combattuto per il rispetto del diritto all'autodeterminazione.
“La libertà di scelta è un diritto della nostra carta costituzionale che deve essere riconosciuto a tutti. E lei si è battuta fino alla fine per questo. Anche se non poteva muoversi riusciva a esserci.…
Perugia – Solo sei persone conoscevano la data in cui la giornalista Laura Santi sarebbe passata “dall’altra parte”. Una di queste è Filomena Gallo, la sua avvocata e segretaria nazionale dell'associazione Luca Coscioni.
“Era coinvolgente, un’attivatrice di diritti a Perugia. Penso alla raccolta firme per la legge di iniziativa popolare sul fine vita. Fino a qualche settimana fa la si vedeva ai tavoli in tutta Umbria, l’ultimo proprio qui a Perugia”, ricorda e si commuove.
Laura Santi ha combattuto per il rispetto del diritto all'autodeterminazione.
“La libertà di scelta è un diritto della nostra carta costituzionale che deve essere riconosciuto a tutti. E lei si è battuta fino alla fine per questo. Anche se non poteva muoversi riusciva a esserci. Scrivendo e partecipando quando poteva alle iniziative e anche con i video in cui invitava, smuoveva partecipazione, riflessione, e a reagire per le nostre libertà”.
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La Laura che ricorda lei è l’attivista a tutto tondo.
“L’attivista attivissima, direi. Ma per me era anche un’amica carissima. Solare, sempre di buonumore. Lei ti lasciava senza parole, aveva una capacità unica di esprimere sentimenti. Era tenace. Nonostante ci fossero dei momenti della giornata in cui non riusciva più a parlare... aveva anche una iniziale comparsa di piaghe da decubito”.
Perché Laura Santi ha scelto il 21 luglio per andare via?
“In realtà aveva individuato un’altra data, a inizio mese. Sapeva però che poteva rinviare, non c'era una scadenza. Infatti, poi ha deciso il 21 luglio perché voleva ultimare alcuni impegni presi, come la raccolta firme e la mobilitazione per la proposta di legge regionale ‘Liberi subito’. Era il peggioramento delle sue condizioni che le ha dato la determinazione di scegliere una data perché non voleva che la malattia avanzasse fino a privarla della possibilità di autosomministrarsi il farmaco per il fine vita. Nessun altro avrebbe potuto farlo perché è vietato per legge”.
Le aveva detto che era decisa ad andare avanti o ha avuto qualche tentennamento?
“Nell’ultima telefonata mi ha detto ‘Sono decisa, non ce la faccio più’. Aveva amore, presenza di amici, aveva cure, assistenza, non era in uno stato di abbandono affettivo e di cure. Laura non era sola, Laura era stanca e sofferente a causa della sua malattia”.
Lunedì era con lei, a casa sua?
“No, ci eravamo viste nei giorni precedenti in video collegamento e sentite sabato. Ma lei aveva voluto anche inviarmi un audio in cui mi dice ‘Ciao amica mia. Mi fa piacere che il saluto che ti ho inviato per il Consiglio generale e la lettera da diffondere ti siano piaciuti. Noi non ci salutiamo perché io starò sempre con te’. Era positiva fino alla fine, era piena di entusiasmo e non ha mai smesso di curarsi e di lottare contro la sua malattia. È giusto che si sappia, Laura ha lottato per vivere”.
Cos’altro vi siete dette?
“A ognuno ha lasciato dei compiti, dalla lettera da diffondere, a un audio per la giunta del consiglio generale".
La sua battaglia non finisce con la sua fine, ne è certa?
“Ci sono persone che sembrano fragili ma hanno una forza unica, con consapevolezza cercano di arrivare al cuore della politica. Il motto dell’associazione Coscioni è ‘Dal corpo del malato al cuore della politica’ e con Laura abbiamo dovuto presentare ricorsi in tribunale, esposti, e dopo 2 anni e 8 mesi ha ottenuto il riconoscimento delle condizioni previste dalla Consulta. Con la precedente giunta regionale praticamente avevamo un muro”.
Perché?
“C’è una sentenza della Corte costituzionale che va solo applicata, loro trovavano i cavilli per non riconoscere i requisiti di Laura. Ma era tutto evidente, bastava leggere i referti medici, le cure e l'assistenza a cui era sottoposta. E alla fine è intervenuta di nuovo la Corte costituzionale per chiarire il requisito del trattamento del sostegno vitale, in favore di Laura e delle persone malate come lei”.