Lupi “Non mi candido ma è inutile cercare un Mandrake civico”
di Lorenzo De CiccoNon ho mai posto la mia candidatura a sindaco di Milano, ma sbaglia chi nel centrodestra va a caccia di un Mandrake civico», sostiene l’ex ministro Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati.
Onorevole Lupi, Beppe Sala ha fatto bene a non dimettersi?
«Conosco Beppe da prima che fosse sindaco, la sua capacità e le sue qualità morali non sono in discussione. E non faccio il garantista a corrente alternata. Credo che abbia fatto bene a non dimettersi per un’indagine in corso, ci mancherebbe. Ma dovrebbe riflettere sulle divisioni della sua maggioranza, chiedersi se in questi 15 anni di sinistra tutto abbia funzionato, siamo al paradosso che lo stesso Pd ora chiede discontinuità e quindi lo boccia. Quanto all’inchiesta, non so dove finirà, vedo il rischio di demonizzare un modello».
Il modello Milano non va demonizzato? Strano sentirlo da destra…
«Ma non è un modello del centrosinistra. È ciò che ha reso forte Milano, a prescindere dal colore politico di chi governava. Il privato non…
Non ho mai posto la mia candidatura a sindaco di Milano, ma sbaglia chi nel centrodestra va a caccia di un Mandrake civico», sostiene l’ex ministro Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati.
Onorevole Lupi, Beppe Sala ha fatto bene a non dimettersi?
«Conosco Beppe da prima che fosse sindaco, la sua capacità e le sue qualità morali non sono in discussione. E non faccio il garantista a corrente alternata. Credo che abbia fatto bene a non dimettersi per un’indagine in corso, ci mancherebbe. Ma dovrebbe riflettere sulle divisioni della sua maggioranza, chiedersi se in questi 15 anni di sinistra tutto abbia funzionato, siamo al paradosso che lo stesso Pd ora chiede discontinuità e quindi lo boccia. Quanto all’inchiesta, non so dove finirà, vedo il rischio di demonizzare un modello».
Il modello Milano non va demonizzato? Strano sentirlo da destra…
«Ma non è un modello del centrosinistra. È ciò che ha reso forte Milano, a prescindere dal colore politico di chi governava. Il privato non è il demonio».
Il centrodestra deve accelerare sulla scelta del candidato?
«Intanto vediamo quanto resisterà questa giunta. In teoria si vota nella primavera del 2027, il tempo c’è, ma non facciamo gli errori dell’altra volta».
Serve un civico, come dice FI?
«Ho sentito chi invoca un super man civico, addirittura hanno già scelto gli assessori, ma mi sembra un modo per lavarsi la coscienza. E in giro non ci sono Mandrake. Prima dobbiamo chiederci perché in 15 anni non abbiamo costruito un proposta alternativa credibile, che Milano immaginiamo nel 2050. La politica deve tornare a essere forte».
La Russa ha caldeggiato una sua corsa da sindaco. Dunque è in pista o no?
«Mi onora, ma io non ho mai posto la mia candidatura. Certo, Milano è la mia città e Noi Moderati ci sarà da protagonista».
Crede a un ritorno di Roberto Formigoni?
«A Roberto voglio molto bene, è stato il miglior presidente della Lombardia. Deciderà come dare il suo contributo».
Sulle regionali d’autunno in maggioranza non c’è un accordo sui nomi. Nel vertice di lunedì niente fumata bianca.
«Di sicuro la coalizione sarà unita. Per ora ci siamo dati un metodo: faremo sondaggi per capire chi, in Toscana, Campania e Puglia, è il candidato più competitivo, indipendentemente dalle aspirazioni dei 4 partiti. Niente bilancino. Per le Marche, la prima sfida, invece, il candidato già c’è, Acquaroli, e ha governato bene».
Il Veneto resterà alla Lega?
«Non abbiamo deciso, ma il Veneto non è un problema, per il centrodestra i consensi sono alti. Lega o non Lega, stiamo dialogando per trovare anche lì il miglior candidato, tenendo conto dei pesi dei partiti».
In Campania può ancora correre Mara Carfagna o si candiderà il “fratello” Edmondo Cirielli?
«Ci siamo dati il metodo dei sondaggi, appunto. Noi Moderati abbiamo chiesto la disponibilità di Carfagna, per la Lega c’è Zinzi, Cirielli per FdI, candidatura autorevolissima. Ma abbiamo voluto verificare se ci sono figure che possono aprire di più la proposta del centrodestra».
Come il capo della Zes del Mezzogiorno, Giosy Romano?
«È un nome emerso al tavolo».
Ieri Giovanni Toti ha lasciato l’incarico in Noi Moderati. Che segnale è?
«Giovanni ha scelto di lasciare la politica attiva, ma continua a sostenere il progetto. Anzi, abbiamo colto l’occasione per consolidare il nostro percorso, con la nomina di Ilaria Cavo a presidente del consiglio nazionale, ma già a dicembre abbiamo aperto il partito ad altre realtà, con l’ingresso di Carfagna, Gelmini, Versace, Brambilla. La sfida è rafforzare il centro del centrodestra. Milioni di persone che si sono allontanate».
Maurizio Lupi, insieme a Barbara Carfagna e Ilaria Cavo