C’era aria di festa ieri nel condominio in cortina alle pendici di Monteverde Nuovo. Perché Stella, per ora, rimarrà qui con sua mamma e i suoi nonni, nel quartiere che si è battuto per lei, perché nessuno la portasse via con la forza per affidarla a una casa famiglia.
Il tribunale civile di Roma ha sospeso l’allontanamento forzoso della bimba di cinque anni e mezzo affetta da una rara malattia genetica, la sindrome di Fabry, diagnosticatale al Meyer di Firenze, e portatrice di anemia mediterranea. E ha chiesto un approfondimento tecnico per capire se la separazione dalla mamma possa aggravare la sua patologia.
È una tregua. Un altro reclamo è pendente in Corte d’appello. «Siamo lieti della prudenza manifestata dal tribunale», gioisce l’avvocata che difende la madre, Marina Marconato. Mentre le legali che assistono nei procedimenti civili e penali il padre, Stefania Todaro ed Elisabetta Perugini, minimizzano: «Il provvedimento non sospende il collocamento della minore in casa fam…
C’era aria di festa ieri nel condominio in cortina alle pendici di Monteverde Nuovo. Perché Stella, per ora, rimarrà qui con sua mamma e i suoi nonni, nel quartiere che si è battuto per lei, perché nessuno la portasse via con la forza per affidarla a una casa famiglia.
Il tribunale civile di Roma ha sospeso l’allontanamento forzoso della bimba di cinque anni e mezzo affetta da una rara malattia genetica, la sindrome di Fabry, diagnosticatale al Meyer di Firenze, e portatrice di anemia mediterranea. E ha chiesto un approfondimento tecnico per capire se la separazione dalla mamma possa aggravare la sua patologia.
È una tregua. Un altro reclamo è pendente in Corte d’appello. «Siamo lieti della prudenza manifestata dal tribunale», gioisce l’avvocata che difende la madre, Marina Marconato. Mentre le legali che assistono nei procedimenti civili e penali il padre, Stefania Todaro ed Elisabetta Perugini, minimizzano: «Il provvedimento non sospende il collocamento della minore in casa famiglia ma solo quello relativo all’uso della forza pubblica, reso necessario dalle manovre ostruzionistiche della madre. E comunque solo per eseguire accertamenti a scanso di ogni dubbio circa la asserita “malattia rara” della piccola».
Intanto però la bambina di Monteverde, come ormai la chiamano tutti, un piccolo miracolo lo ha già fatto. Ieri i ministri alla Famiglia e alla Giustizia, Eugenia Roccella e Carlo Nordio, la sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro e la garante per l’Infanzia Marina Terragni si sono visti a Palazzo Chigi: un incontro per parlare proprio dell’allontanamento dei minori dalle famiglie, un primo passo per una legge che impedisca la barbarie, già vista in Italia, dei prelievi con la forza pubblica dei bambini, minori trascinati di peso, mani e piedi bloccati, per essere messi in un istituto pure quando non sono in pericolo di vita.
Così sarebbe potuto accadere a Stella, finita in mezzo a una separazione difficile. Dietro alla richiesta del suo prelievo coatto c’è una storia di denunce e contro-denunce, di maltrattamenti che la mamma avrebbe subito da parte del papà della bimba, rinviato a giudizio per lesioni, il rifiuto della piccola a incontrare il babbo, l’addebito alla donna da parte dei servizi sociali e della Ctu (la consulente tecnica d’ufficio) di aver sviluppato un rapporto simbiotico con la figlia, la perizia che bolla la donna come «ostativa» rispetto a un sereno rapporto della bambina con il padre.
La tutrice della minore aveva chiesto l’uso della forza pubblica, rimettendo poi la decisione ai giudici. Per due volte, nel febbraio e nel giugno scorsi, il tribunale aveva stabilito che Stella dovesse lasciare l’appartamento materno, sottratta dunque a entrambi i genitori e collocata in una casa famiglia. La prima volta la bimba si era nascosta sotto a un tavolo, legata con lo scotch. La seconda volta si erano presentati in quindici per portarla via. Davanti alla porta sbarrata e alla rivolta condominiale, il prelievo forzoso era stato rimandato, in attesa di un nuovo ordine dei giudici.
Stella, legata a un tavolo con lo scotch per evitare di essere portata via
Ieri però il tribunale, «nel preminente interesse della minore», ha deciso di sospendere l’efficacia esecutiva» del provvedimento. E, come aveva chiesto l’avvocata della mamma, Marina Marconato, ha disposto «un’indagine specifica, al fine di acquisire un parere tecnico qualificato» sul rischio che la patologia rara di cui è affetta Stella, «per quanto oggi silente e asintomatica, possa essere slatentizzata (e dunque tornare a manifestarsi nei suoi gravi sintomi, ndr) da un’esperienza traumatica quale il distacco dalla madre, cui è visceralmente legata». Una nuova Ctu, specialista del San Camillo Forlanini, dovrà esaminare la storia clinica della bimba e valutare se l’allontanamento dalla mamma e il trasferimento in casa famiglia sia compatibile con la malattia di Fabry.
Ci vorrà del tempo e intanto esultano consiglieri e deputati del Pd, festeggia l’assessora alle Pari opportunità di Roma, Monica Lucarelli, sorride la garante regionale dell’Infanzia Monica Sansoni, ringrazia «il tribunale per averci dato ascolto» la garante nazionale Marina Terragni. «Per il momento — dice a sera l’avvocata Marconato — la piccola può vivere la sua estate senza il terrore di essere portata via, un terrore che vive da mesi».