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Firenze, per l’argine più sicuro abbattuti sedici alberi lungo il Mugnone

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La rabbia dei cittadini tra viale Redi e via Cosseria. L’intervento legato all’Alta Velocità. Il Comune: “Qui ci fu un’esondazione. Ci saranno nuove piante”
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Tronchi mozzati e rami sparsi sul greto del Mugnone, questa la scena che si osservava ieri mattina dal ponte degli Alpini alla fine dell’abbattimento di 16 alberi per il raddoppio del bypass idraulico del torrente, tra via Cosseria e viale Redi, sotto il sedime ferroviario di Santa Maria Novella. Un intervento in due fasi, tra il 2025 e il 2026, per l’adeguamento idraulico curato da Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) nell’ambito dei lavori del Passante AV. «In una zona che nei primi anni ’90 ha subito un’esondazione — ricorda Filippo Ferraro, presidente del Quartiere 5 — e lo sanno bene i cittadini che il 16 dicembre scorso hanno preso parte all’incontro pubblico al Teatro del Romito con la vice sindaca e i tecnici di Rfi».

La perdita degli alberi però, ha messo in agitazione il vicinato. «Un colpo al cuore — dice Patrizia — un’angoscia affacciarsi oggi dopo 70 anni passati assieme ai miei alberi». L’intervento «è a totale carico di Rfi che poi provvederà a piantare altre…

Tronchi mozzati e rami sparsi sul greto del Mugnone, questa la scena che si osservava ieri mattina dal ponte degli Alpini alla fine dell’abbattimento di 16 alberi per il raddoppio del bypass idraulico del torrente, tra via Cosseria e viale Redi, sotto il sedime ferroviario di Santa Maria Novella. Un intervento in due fasi, tra il 2025 e il 2026, per l’adeguamento idraulico curato da Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) nell’ambito dei lavori del Passante AV. «In una zona che nei primi anni ’90 ha subito un’esondazione — ricorda Filippo Ferraro, presidente del Quartiere 5 — e lo sanno bene i cittadini che il 16 dicembre scorso hanno preso parte all’incontro pubblico al Teatro del Romito con la vice sindaca e i tecnici di Rfi».

La perdita degli alberi però, ha messo in agitazione il vicinato. «Un colpo al cuore — dice Patrizia — un’angoscia affacciarsi oggi dopo 70 anni passati assieme ai miei alberi». L’intervento «è a totale carico di Rfi che poi provvederà a piantare altrettante nuove alberature al termine dei lavori, ma non solo — spiega la vice sindaca e assessora all’Ambiente, Paola Galgani — a Rfi abbiamo infatti richiesto anche la progettazione e la realizzazione di un intervento di riqualificazione ambientale per quell’area che così si arricchirà anche di nuovi spazi di verde pubblico attrezzato a servizio dei cittadini. Rfi ha mostrato da subito piena disponibilità — sottolinea — ed è già iniziato un confronto costruttivo, finalizzato alla miglior riqualificazione di quell’area pubblica».

«Servivano però più informazione e confronto — secondo Roberto Bellini, residente e portavoce del vicinato — ho chiesto aiuto a consiglieri comunali e associazioni ambientaliste, Idra e Wwf. Ringrazio la Direzione Mobilità per esserci venuta incontro sulla viabilità. Vigileremo sul ripristino del verde, sperando non servano altri 70 anni per rivedere le chiome». Il cronoprogramma. «La fase 1 — illustrano i tecnici di Rfi — prevede: taglio alberature, realizzazione pali e cordolo del nuovo argine e risagomatura di parte dell’alveo». Durata complessiva «5 mesi, al termine dei quali verrà ripristinata l’intera viabilità e saranno riconsegnati tutti i parcheggi».

La fase 2, «con previsione di avvio nel mese di maggio 2026, avrà una durata di 3 mesi per la risagomatura dell’alveo e fasi finali, inclusa la messa a dimora dello stesso numero di alberi». In questa fase «sarà occupata una sola parte delle aree e una sola fila di parcheggi». L’intervallo, tra prima e seconda fase, «è dovuta — evidenzia Rfi — alla prescrizione ricevuta dal Genio Civile di non lavorare in alveo in autunno e in inverno». Durante l’interruzione «viabilità e parcheggi saranno comunque pienamente fruibili dalla cittadinanza».

Il raddoppio del bypass idraulico «sarà adiacente al manufatto già esistente e sotto attraverserà il fascio di binari di Santa Maria Novella, raccordandosi all’opera di sbocco già realizzata dal Comune, in concomitanza con la realizzazione della linea 2 della tramvia». «Da lì in poi — ricorda Ferraro — Rfi è già intervenuta negli scorsi anni per la messa in sicurezza dell’argine fino a piazza Puccini. Mancava il tratto più delicato, presso la rampa di raccordo a viale Belfiore. Gli alberi non potevano coesistere con pali del diametro di 1 metro, necessari a sostenere il nuovo argine. I cittadini hanno compreso l’importanza del rischio idraulico per appartamenti interrati, garage e cantine». Inoltre «lamentavano la carenza di posti auto ma anche questo impatto sarà ridotto con la cantierizzazione in due fasi».

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