Leone XIV: “I migranti sono fratelli e sorelle che fuggono da guerre e fenomeni meteo estremi”
di Iacopo ScaramuzziI migranti e i rifugiati sono “fratelli e sorelle” che fuggono da “guerre, violenze, ingiustizie e fenomeni meteorologici estremi” alla “ricerca della felicità”. Lo scrive papa Leone XIV nel messaggio per l’annuale Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, nel quale critica la “generalizzata tendenza a curare esclusivamente gli interessi di comunità circoscritte” che c’è oggi nel mondo e sottolinea che coloro che migrano sono al contempo “testimoni” e “messaggeri” di speranza nei paesi che li accolgono.
Guerre e crisi climatica
“Il contesto mondiale attuale è tristemente segnato da guerre, violenze, ingiustizie e fenomeni meteorologici estremi, che obbligano milioni di persone a lasciare la loro terra d'origine per cercare rifugio altrove”, scrive Robert Francis Prevost: “La generalizzata tendenza a curare esclusivamente gli interessi di comunità circoscritte costituisce una seria minaccia alla condivisione di responsabilità, alla cooperazione multilaterale, alla realizzazione d…
I migranti e i rifugiati sono “fratelli e sorelle” che fuggono da “guerre, violenze, ingiustizie e fenomeni meteorologici estremi” alla “ricerca della felicità”. Lo scrive papa Leone XIV nel messaggio per l’annuale Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, nel quale critica la “generalizzata tendenza a curare esclusivamente gli interessi di comunità circoscritte” che c’è oggi nel mondo e sottolinea che coloro che migrano sono al contempo “testimoni” e “messaggeri” di speranza nei paesi che li accolgono.
Guerre e crisi climatica
“Il contesto mondiale attuale è tristemente segnato da guerre, violenze, ingiustizie e fenomeni meteorologici estremi, che obbligano milioni di persone a lasciare la loro terra d'origine per cercare rifugio altrove”, scrive Robert Francis Prevost: “La generalizzata tendenza a curare esclusivamente gli interessi di comunità circoscritte costituisce una seria minaccia alla condivisione di responsabilità, alla cooperazione multilaterale, alla realizzazione del bene comune e alla solidarietà globale a vantaggio di tutta la famiglia umana. La prospettiva di una rinnovata corsa agli armamenti e lo sviluppo di nuove armi, incluse quelle nucleari, la scarsa considerazione degli effetti nefasti della crisi climatica in corso e le profonde disuguaglianze economiche rendono sempre più impegnative le sfide del presente e del futuro”.
Testimoni di speranza
Il Papa sottolinea che “è certamente la ricerca della felicità – e la prospettiva di trovarla altrove – una delle principali motivazioni della mobilità umana contemporanea”. Molti migranti, rifugiati e sfollati “sono testimoni privilegiati della speranza vissuta nella quotidianità, attraverso il loro affidarsi a Dio e la loro sopportazione delle avversità in vista di un futuro, nel quale intravedono l’avvicinarsi della felicità, dello sviluppo umano integrale”. In questo senso, “in un mondo oscurato da guerre e ingiustizie, anche lì dove tutto sembra perduto, i migranti e i rifugiati si ergono a messaggeri di speranza. Il loro coraggio e la loro tenacia è testimonianza eroica di una fede che vede oltre quello che i nostri occhi possono vedere e che dona loro la forza di sfidare la morte nelle diverse rotte migratorie contemporanee”.
Nuova linfa nel deserto spirituale
In modo particolare, “migranti e rifugiati cattolici possono diventare oggi missionari di speranza nei Paesi che li accolgono”, scrive il Papa che è nato negli Stati Uniti ed è stato vescovo in Perù, e “con il loro entusiasmo spirituale e la loro vitalità possono contribuire a rivitalizzare comunità ecclesiali irrigidite ed appesantite, in cui avanza minacciosamente il deserto spirituale”. Dall’altro lato, “anche le comunità che li accolgono possono essere una testimonianza viva di speranza. Speranza intesa come promessa di un presente e di un futuro in cui sia riconosciuta la dignità di tutti come figli di Dio. In tal modo – scrive papa Prevost – migranti e rifugiati sono riconosciuti come fratelli e sorelle, parte di una famiglia in cui possono esprimere i loro talenti e partecipare pienamente alla vita comunitaria”. La Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, giunta alla sua 111esima edizione, sarà celebrata il 4 e 5 ottobre prossimi in occasione del Giubileo del migrante e del mondo missionario.