Della Valle nominato cavaliere delle arti: “Salviamo le tradizioni”
dalla nostra inviata Serena TibaldiPARIGI – Per avere rappresentato il perfetto tramite tra Francia e Italia. Per avere perseguito attraverso il suo lavoro la bellezza e la qualità. Per avere sostenuto l’importanza del savoir faire artigianale. E per avere ridato vita a due maison simbolo della couture francese, Schiaparelli e Roger Vivier, supportando così la cultura francese tutta». Queste le ragioni con cui, giovedì sera a Parigi, in uno dei saloni del ministero della cultura al Palais Royal, la ministra Rachida Dati ha conferito al presidente del gruppo Tod’s Diego Della Valle il titolo di Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres: una delle onorificenze più alte del governo francese, tributata in passato a William S. Burroughs, Yohji Yamamoto, George Clooney. La ministra ha ripercorso la carriera dell’imprenditore, dalle sue origini marchigiane al lavoro con il padre Dorino, dall’intuizione dei mocassini con i gommini agli investimenti nella couture e all’impegno per preservare la storia italiana, finanziando i…
PARIGI – Per avere rappresentato il perfetto tramite tra Francia e Italia. Per avere perseguito attraverso il suo lavoro la bellezza e la qualità. Per avere sostenuto l’importanza del savoir faire artigianale. E per avere ridato vita a due maison simbolo della couture francese, Schiaparelli e Roger Vivier, supportando così la cultura francese tutta». Queste le ragioni con cui, giovedì sera a Parigi, in uno dei saloni del ministero della cultura al Palais Royal, la ministra Rachida Dati ha conferito al presidente del gruppo Tod’s Diego Della Valle il titolo di Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres: una delle onorificenze più alte del governo francese, tributata in passato a William S. Burroughs, Yohji Yamamoto, George Clooney. La ministra ha ripercorso la carriera dell’imprenditore, dalle sue origini marchigiane al lavoro con il padre Dorino, dall’intuizione dei mocassini con i gommini agli investimenti nella couture e all’impegno per preservare la storia italiana, finanziando il restauro del Colosseo.
La cerimonia
Una cerimonia intima, a cui hanno preso parte famiglia e amici dell’imprenditore: Luca Cordero di Montezemolo, Urbano Cairo, Enrico Mentana, Jean Todt con la compagna, l’attrice Michelle Yeoh. Presenti il ministro della cultura Alessandro Giuli e l’ambasciatrice italiana Emanuela D’Alessandro, che ha ospitato la cena seguita alla cerimonia. Sono arrivati il direttore creativo di Roger Vivier, Gherardo Felloni, l’ad di Louis Vuitton Pietro Beccari, nonché una nutrita rappresentanza della famiglia Arnault, il cui gruppo Lvmh è socio di lunga data di Tod’s; a fare le veci del padre Bernard Delphine, ad di Dior, Antoine, responsabile immagine di Lvmh, e Frédéric, alla guida di Loro Piana. Per la famiglia Della Valle c’erano il figlio minore dell’imprenditore, Filippo, in forze a Tod’s, e il nipote Leonardo, di stanza da Schiaparelli a Parigi.
Il discorso
«Di solito dico di stare “quasi bene”. Ora invece posso dire: sto bene», ha esordito Della Valle, visibilmente emozionato, prendendo la parola. Per poi proseguire, a braccio, con un discorso sui temi che da sempre gli stanno a cuore. «Viaggiando tanto per lavoro, soprattutto in momenti così complicati, ci si rende conto di che privilegio sia vivere in Paesi come la Francia e l’Italia in cui il senso della cultura è sempre presente. Mi rivolgo ai ministri presenti, affinché diffondano il più possibile questo messaggio. Perché la cultura permette di costruire, cosa che le guerre non possono fare. Ma credo anche che tutti i cittadini italiani e francesi abbiano il dovere di preservare il proprio patrimonio di sapere ed esperienze per trasmetterlo ai giovani. Offrendo così loro un esempio e un sostegno per il futuro».
La tradizione
Il legame tra cultura, artigianato e solidarietà per lui resta fondamentale. «Penso a come certe tradizioni si stiano perdendo, quando invece potrebbero essere il futuro per le nuove generazioni. Credo che la soluzione migliore per riuscirci sia far coesistere impresa pubblica e privata: assieme possono fare cose straordinarie». E guardando il figlio Filippo ha poi aggiunto. «Vedo tra il pubblico lui e i figli di diversi amici, e dico che è per tutti loro che dobbiamo impegnarci a fare bene. E soprattutto a farlo con spirito solidale, così da essere utili anche agli altri. Certo, facciamo bene gli affari nostri, ma facciamo anche quelli degli altri», ha concluso Della Valle.