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Gaza, Leone XIV: “Popolazione civile schiacciata dalla fame e esposta a violenza e morte”

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L’appello di Prevost all’Angelus: “Cessate-il-fuoco, liberazione degli ostaggi e rispetto del diritto umanitario”. L’invito di Pax Christi a suonare le campane alle 22. E il Pontefice saluta i giovani già arrivati per il Giubileo
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Papa Leone XVI torna a fare appello per un cessate-il-fuoco, la liberazione degli ostaggi e il rispetto del diritto umanitario nella Striscia di Gaza, dove, ha denunciato all’Angelus domenicale, «la popolazione civile è schiacciata dalla fame e continua a essere esposta a violenze e morte».

“Rispettare il diritto umanitario”

«Seguo con molta preoccupazione la gravissima situazione umanitaria a Gaza», ha detto Prevost affacciato dalla finestra della sua biblioteca su piazza San Pietro, «dove la popolazione civile è schiacciata dalla fame e continua a essere esposta a violenze e morte. Rinnovo il mio accorato appello al cessate-il-fuoco, alla liberazione degli ostaggi e al rispetto integrale del diritto umanitario», ribadisce il Papa tra gli applausi dei fedeli presenti. «Ogni persona umana – ha proseguito il Pontefice – ha un’intrinseca dignità conferitale da Dio stesso: esorto le parti in tutti i conflitti a riconoscerla e a fermare ogni azione contraria ad essa. Esorto a negoziare un…

Papa Leone XVI torna a fare appello per un cessate-il-fuoco, la liberazione degli ostaggi e il rispetto del diritto umanitario nella Striscia di Gaza, dove, ha denunciato all’Angelus domenicale, «la popolazione civile è schiacciata dalla fame e continua a essere esposta a violenze e morte».

“Rispettare il diritto umanitario”

«Seguo con molta preoccupazione la gravissima situazione umanitaria a Gaza», ha detto Prevost affacciato dalla finestra della sua biblioteca su piazza San Pietro, «dove la popolazione civile è schiacciata dalla fame e continua a essere esposta a violenze e morte. Rinnovo il mio accorato appello al cessate-il-fuoco, alla liberazione degli ostaggi e al rispetto integrale del diritto umanitario», ribadisce il Papa tra gli applausi dei fedeli presenti. «Ogni persona umana – ha proseguito il Pontefice – ha un’intrinseca dignità conferitale da Dio stesso: esorto le parti in tutti i conflitti a riconoscerla e a fermare ogni azione contraria ad essa. Esorto a negoziare un futuro di pace per tutti i popoli e a rigettare quanto possa pregiudicarlo. Affido a Maria, regina della pace, le vittime innocenti dei conflitti e i governanti che hanno il potere di porvi fine».

Il rintocco delle campane

Oggi la sezione italiana di Pax Christi, movimento cattolico per la pace, ha invitato le parrocchie e le diocesi a suonare le campane alle 22 per «disertare il silenzio» su Gaza. Diversi vescovi e parroci hanno aderito.

Thailandia e Cambogia

Dopo la preghiera mariana dell’Angelus, il Papa ha ricordato anche le vittime del conflitto al confine tra Thailandia e Cambogia, e «specialmente i bambini e le famiglie sfollate», pregando affinché prevalga «il dialogo e la riconciliazione», e «le vittime delle violenze nel sud della Siria».

In arrivo i giovani

Il Pontefice, che ha ricordato l’odierna giornata per i nonni e gli anziani istituita da papa Francesco, ha poi salutato i ragazzi già arrivati a Roma per il Giubileo dei giovani che si svolgerà da domani a domenica prossima. «Auspico che esso sia per ciascuno un’occasione per incontrare Cristo e essere rinsaldati nella fede nell’impegno di seguirlo con coerenza», ha dichiarato Prevost che ha poi ribadito lo stesso concetto anche in inglese e in spagnolo.

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