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Dal Lazio alla Campania sale l’allarme West Nile. Altri due morti per il virus

Trappole per zanzare 

 

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Sono quattro le vittime in Italia dall’inizio dell’anno. Le ultime due infettate a Baia Domizia e Maddaloni nel Casertano
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L’epidemia di West Nile si estende dal Lazio alla Campania. Ieri all’ospedale Spallanzani di Roma è morto un uomo di 77 anni che dieci anni fa aveva subito un trapianto di cuore. Abitava a Isola del Liri, in provincia di Frosinone, dove gestiva un atelier di moda, ma secondo i suoi medici si era infettato mentre era in vacanza a Baia Domizia, in provincia di Caserta.

A poca distanza, sempre ieri, il virus trasmesso dalle zanzare ha fatto perdere la vita a un uomo di 80 anni che viveva a Maddaloni ed era arrivato giovedì scorso all’ospedale di Caserta in condizioni già serie. Un altro anziano di Maddaloni è ricoverato a Caserta.

Le due vittime di ieri si aggiungono alle altre due del 2025: una donna di 82 anni morta il 20 luglio all’ospedale di Fondi e un uomo deceduto il …

L’epidemia di West Nile si estende dal Lazio alla Campania. Ieri all’ospedale Spallanzani di Roma è morto un uomo di 77 anni che dieci anni fa aveva subito un trapianto di cuore. Abitava a Isola del Liri, in provincia di Frosinone, dove gestiva un atelier di moda, ma secondo i suoi medici si era infettato mentre era in vacanza a Baia Domizia, in provincia di Caserta.

A poca distanza, sempre ieri, il virus trasmesso dalle zanzare ha fatto perdere la vita a un uomo di 80 anni che viveva a Maddaloni ed era arrivato giovedì scorso all’ospedale di Caserta in condizioni già serie. Un altro anziano di Maddaloni è ricoverato a Caserta.

Le due vittime di ieri si aggiungono alle altre due del 2025: una donna di 82 anni morta il 20 luglio all’ospedale di Fondi e un uomo deceduto il 30 marzo in provincia di Novara.

La prima non aveva problemi di salute, prima che il virus si manifestasse nella forma più grave: quella che oltre alla febbre colpisce il sistema nervoso.

Il primo caso in Piemonte aveva stupito perché fuori stagione. Era stato comunque confermato dalle analisi. Si ritiene che sia stato causato da una zanzara che viveva in un luogo riparato ed era riuscita a sopravvivere all’inverno.

Anche se il focolaio laziale resta il più nutrito, con 44 contagi nel 2025, il virus di origine tropicale si sta espandendo verso sud. L’ultimo bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità il 24 luglio riportava 3 contagi in Campania. Nel frattempo però le segnalazioni dai Comuni sono aumentate e c’è un altro uomo ricoverato in condizioni molto gravi ad Aversa. Anche lui ha malattie croniche preesistenti.

Davanti a una popolazione spaventata, il sindaco di Maddaloni Andrea De Filippo ieri ha ordinato una disinfestazione urgente contro le zanzare, non risparmiando i toni polemici: «Di fronte all’inerzia della autorità sanitarie competenti, ho disposto Interventi massicci e ripetuti di disinfezione adulticida e larvicida sul territorio».

Oltre a Caserta, il virus è stato individuato nella provincia di Napoli su zanzare, cavalli e gheppi. Sono proprio gli uccelli selvatici gli unici serbatoi naturali del West Nile. Le zanzare, pungendoli, si infettano. Dalla puntura di una zanzara infetta il contagio può estendersi agli altri esseri umani. È escluso che un uomo possa contagiarne un altro, anche se i due vengono punti dalla stessa zanzara.

I due anziani morti ieri a Roma e Caserta avevano entrambi una salute fragile. Il 77enne che era ricoverato allo Spallanzani aveva subito un trapianto di cuore nel 2014 e soffriva di insufficienza renale. Il West Nile non l’ha colpito nella sua forma più grave, che attacca il sistema nervoso. Gli ha causato però una febbre a 40 gradi.

L’uomo è arrivato allo Spallanzani debilitato, «con una leggera insufficienza respiratoria e uno stato di coscienza rallentato» riferisce l’ospedale. È morto all’alba di ieri, proprio mentre arrivavano i risultati delle analisi con la conferma del virus.

Nel Lazio restano ricoverati per West Nile ancora 18 pazienti. Il focolaio principale si concentra nelle province di Aprilia, Cisterna di Latina, Fondi, Latina, Pontinia, Priverno, Sezze e Sabaudia.

«Stiamo portando avanti i monitoraggi su zanzare e altri animali» spiega Stefano Palomba, commissario straordinario dell’Istituto zooprofilattico di Lazio e Toscana. «Abbiamo trovato tre cavalli positivi a Terracina, Latina e Cori, oltre a zanzare con il virus a Pontinia. I campioni di zanzare prelevati a Roma sono tutti negativi. È possibile che l’inverno mite abbia permesso a più insetti di sopravvivere, dandogli modo di proliferare in estate».

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