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West Nile, il virus fa paura: salgono a sette le vittime. Stop donazioni di sangue in 31 province

Dopo un decesso a Novara, in Piemonte, 3 morti in Campania e altrettanti nel Lazio
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Salgono a sette, dall'inizio dell'anno, le vittime per il virus West Nile in Italia. Dopo un decesso a Novara, in Piemonte, e 3 morti nel Lazio, anche in Campania la conta è arrivata a tre vittime: l’ultima è un uomo di 68 anni di Trentola Ducenta, nel Casertano. L'uomo è morto ieri sera al presidio ospedaliero di Aversa.

Aveva 86 anni, invece, l’ultima vittima nel Lazio: l’uomo era ricoverato dall'inizio di luglio dopo aver contratto il virus all'ospedale Santa Maria Goretti di Latina.

Campania

Il primo caso è stato quello di un uomo di 74 anni, deceduto venerdì scorso all'Ospedale del Mare di Napoli. L'uomo, originario di Pomigliano d'Arco, era stato trasferito d'urgenza in ospedale il 20 luglio scorso per un'emorragia digestiva. Dopo due giorni erano comparsi febbre e stato confusionale, quadro clinico aggravato da un'insufficienza renale. Il paziente è deceduto alle 4,20 di venerdì scorso, anche se si è saputo soltanto oggi. Ieri era morto un uomo di 80 anni originario di Maddaloni: era ricoverato da venerdì presso l’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta. Il paziente, già affetto da gravi patologie croniche, ha sviluppato una forma encefalitica dell’infezione, risultata fatale nonostante il ricovero in medicina d’urgenza. Sempre ieri, ad Aversa, è morto un uomo di 68 anni di Trentola Ducenta (Caserta).

Piemonte

Il primo caso in Piemonte, a Novara, aveva stupito perché fuori stagione. Era stato comunque confermato dalle analisi. Si ritiene che sia stato causato da una zanzara che viveva in un luogo riparato ed era riuscita a sopravvivere all’inverno.

Lazio

La terza vittima della West Nile nel Lazio è un uomo di 86 anni morto all'ospedale Santa Maria Goretti di Latina. Era tra i primi contagiati nel territorio ed era in terapia intensiva. Ieri mattina poco dopo le 6 era deceduto invece Mario Tatangelo, 77 anni. Aveva subito un trapianto cardiaco nel 2014, era in cura al San Camillo-Forlanini ed era affetto da insufficienza renale cronica. Ricoverato il 26 luglio con febbre alta, fino a 40 gradi, non ce l’ha fatta. Prima ancora è toccato a Filomena Di Giovangiulio, morta a 82 anni domenica 20 luglio. La donna era in vacanza a Fondi: giorni prima per febbre alta e stato confusionale era stata ricoverata all’ospedale San Giovanni di Dio.

Restrizioni donazione sangue per 31 province

Sono 31 le province sottoposte a limitazioni delle donazioni per contrasto del virus West Nile. Il Centro nazionale sangue ne ha pubblicato l'elenco sul suo sito. Andranno effettuati Test NAT o in alternativa andrà praticata la sospensione temporanea per 28 giorni dei donatori di sangue e di emocomponenti che abbiano soggiornato anche solo per una notte nella stagione 2025 nei luoghi indicati. Le province interessate dai provvedimenti restrittivi e citate dal Centro Nazionale Sangue sono: Bologna, Caserta, Cremona, Ferrara, Forlì-Cesena, Frosinone, l'Aquila, Latina, Lecce, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Modena, Napoli, Novara, Oristano, Padova, Parma, Pavia, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Roma, Rovigo, Torino, Treviso, Udine, Varese, Venezia, Verona. Per quanto riguarda i Paesi Ue: Grecia (unità periferiche dell'Attica Occidentale e del Pireo) e Romania. Per Stati Uniti e Canada la misura è in vigore tutto l'anno.

I gabbiani

I serbatoi infettivi del virus West Nile sono gli uccelli migratori che ogni anno dall'Africa sub-sahariana arrivano in Europa, reintroducendo il virus, non a caso già negli anni passati ci sono stati focolai anche in Europa Centrale, in Romania; inoltre si infettano anche uccelli stanziali come corvi, cornacchie, gabbiani che a loro volta, poi, infettano le zanzare. È quanto riferito da Gianni Rezza, professore straordinario di Igiene all'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, che spiega: "il punto è che è difficile prevedere le dinamiche epidemiche perché bisognerebbe capire cosa succede agli uccelli, ma non abbiamo dati sufficienti per capire come si muove questa infezione". Tuttavia, sottolinea, l'indicatore migliore di cui tener conto resta la densità del vettore (la zanzara comune) e la prevalenza di positività delle zanzare. La prevalenza dell'infezione nel vettore non è attualmente molto alta, quindi l'opera più importante è controllare il vettore con disinfestazioni, zanzariere, repellenti, anche se è difficile controllare l'infezione laddove ci sono focolai già stabiliti. Ma non è così facile interrompere il ciclo di trasmissione, avverte.

Alta densità di zanzare

Per questo, sottolinea Rezza, anche se a livello nazionale non c'è allarme, la situazione nei focali va tenuta sotto controllo perché il virus non scompare da un momento all'altro; serve inoltre vigilare le aree contigue, anche perché l'estate è ancora lunga. Va detto però che il West Nile sta circolando come già negli anni passati in Italia, 'in estate un Paese tropicale part-time' con densità di zanzare molto alta. "Se guardiamo la media di casi e decessi a livello nazionale - sottolinea Rezza - siamo in linea con gli anni precedenti; luglio è un mese in cui il West Nile fa molti casi, raggiunge un picco ad agosto e tende poi a diminuire".

La distribuzione

Ciò che cambia è la distribuzione dei casi: se per anni, dal 2009 è stata colpita soprattutto la pianura padana; ora c'è una estensione dei focolai e la comparsa di nuovi nel centro-sud (con 2 focolai attivi uno ad Anzio e Latina, uno in Campania), e pochi casi in Emilia Romagna e pianura padana". Anche i decessi purtroppo erano attesi sottolinea. La letalità resta nella norma. "Il punto è che si identificano i casi più gravi, che vanno in ospedale, per cui il tasso di letalità sembra più elevato". Insomma, cautela ma non allarme: "Mi sembra che le tre regioni coinvolte abbiano risposto prontamente, conclude.

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