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West Nile, serve una battaglia come ai tempi della malaria

Operatori della Asl di Caserta impegnati nella installazione di trappole per le zanzare Culex responsabili del contagio sull'uomo del West Nile , 24 luglio 2025 ANSA / CIRO FUSCO 

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La lotta contro le zanzare è possibile: basta la volontà politica, il che significa priorità e fondi a disposizione. Ci siamo riusciti quando ci stavamo rialzando da una guerra catastrofica, possiamo riuscirci anche ora
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Il virus del Nilo Occidentale (West Nile virus) di cui in questi giorni tanto si sente parlare circola tra gli uccelli selvatici (soprattutto tra corvi, ghiandaie, gazze, merli e cornacchie) grazie alle zanzare che si infettano pungendo un volatile malato, e una volta infettate trasmettono — pungendolo — l’infezione a un uccello sano. Il problema per l’uomo si presenta quando la zanzara cambia bersaglio: se dopo aver punto un uccello malato l’insetto punge un essere umano, il paziente si infetta.

I sintomi del contagio

Nella maggioranza dei casi — l’80% — l’infezione umana passa inosservata, dunque i casi sono più di quelli che vengono effettivamente registrati. Quando la malattia si manifesta, provoca sintomi come febbre, malessere e un mal di testa particolarmente intenso, disturbi che spesso si risolvono da soli. Ma in un caso su 100-150 può verificarsi una grave encefalite, che può risultare addirittura letale. Come sempre gli anziani e le persone fragili sono più vulnerabili, ma …

Il virus del Nilo Occidentale (West Nile virus) di cui in questi giorni tanto si sente parlare circola tra gli uccelli selvatici (soprattutto tra corvi, ghiandaie, gazze, merli e cornacchie) grazie alle zanzare che si infettano pungendo un volatile malato, e una volta infettate trasmettono — pungendolo — l’infezione a un uccello sano. Il problema per l’uomo si presenta quando la zanzara cambia bersaglio: se dopo aver punto un uccello malato l’insetto punge un essere umano, il paziente si infetta.

I sintomi del contagio

Nella maggioranza dei casi — l’80% — l’infezione umana passa inosservata, dunque i casi sono più di quelli che vengono effettivamente registrati. Quando la malattia si manifesta, provoca sintomi come febbre, malessere e un mal di testa particolarmente intenso, disturbi che spesso si risolvono da soli. Ma in un caso su 100-150 può verificarsi una grave encefalite, che può risultare addirittura letale. Come sempre gli anziani e le persone fragili sono più vulnerabili, ma il rischio riguarda tutti, anche chi è in perfetta salute.

Non fatevi ingannare dalla apparente rarità delle complicazioni: l’impatto concreto sulla salute pubblica dipende dal numero delle infezioni umane, che a sua volta è legato soprattutto al numero delle zanzare in grado di trasmettere il virus, che in questo caso non sono tanto le zanzare tigre quanto le comuni zanzare, quelle che pungono tipicamente di sera.

Come si espandono i focolai

Vi chiederete perché non conta il numero di casi: accade perché per questo virus l’essere umano è un vicolo cieco, tecnicamente un “ospite terminale”. Le zanzare che pungono gli uomini non diventano capaci di trasmettere il virus, mentre quelle che pungono gli uccelli sì: sono infettive per tutta la loro vita (un mese) e raramente trasmettono il virus anche alle zanzare “figlie”. Questo non è importante per l’espandersi di un focolaio, ma può permettere al virus di superare la stagione fredda, durante la quale le zanzare muoiono, ma le loro uova (dalle quali zanzare infettate e quindi infettive) possono sopravvivere. Contro il virus del Nilo Occidentale non abbiamo terapie specifiche e purtroppo neanche un vaccino in grado di bloccare la trasmissione o rendere meno grave la malattia.

Come possiamo difenderci

Come possiamo difenderci? La risposta è tanto semplice quanto efficace: questa malattia si combatte combattendo le zanzare, che non sono solo fastidiose, ma sono pericolosissime. Infatti sono l’animale che uccide più uomini al mondo, centinaia di migliaia ogni anno, soprattutto bambini. Bisogna contrastarle regolarmente e tempestivamente usando larvicidi e insetticidi sicuri per l’uomo ma letali per le zanzare. Anche i cittadini devono fare la loro parte, perché molte provengono da contesti privati. Basta un sottovaso pieno d’acqua, una grondaia otturata, un secchio dimenticato in giardino per crearne letteralmente un allevamento.

Le altre infezioni

Nel momento dell’emergenza si possono usare repellenti (quelli efficaci contengono Deet o icaridina, gli altri non servono), ma la battaglia si vince facendo sparire (o riducendo drasticamente) le zanzare nei luoghi dove ci sono gli uomini. Ricordate che le zanzare non trasmettono solo il West Nile virus. Trasmettono anche altri agenti infettivi pericolosi, tra i quali la dengue e il Chikungunya. In particolare di Chikungunya viene segnalata un’epidemia in Cina, con migliaia di casi, e considerata la minima affidabilità delle autorità sanitarie cinesi, abbattere il numero delle zanzare ci farebbe stare più tranquilli anche nel caso in cui qualche persona infettata da questo agente patogeno rientrasse in Italia da quel Paese. Non pensate che ridurre il numero delle zanzare sia impossibile.

Il successo degli anni ’50

La malaria, trasmessa dalla zanzara anofele, faceva registrare in Italia decine di migliaia di casi ogni anno. Nel 1947 fu iniziata una lotta intensa contro questo insetto e a partire dagli inizi degli anni ’50 i casi di malaria prima calarono drasticamente, poi si azzerarono, tanto che nel 1970 l’Oms dichiarò il nostro Paese ufficialmente libero da questa malattia. Dunque la lotta contro le zanzare, e quindi contro queste pericolose infezioni, è possibile: basta la volontà politica, il che significa priorità e fondi a disposizione. Ci siamo riusciti quando ci stavamo rialzando da una guerra catastrofica, possiamo riuscirci anche ora.

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