Daniele Novara, lei che è pedagogista e dirige il Centro psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti, cosa pensa del “Fafo”?
«Mi sembra un’emerita stupidaggine, una parodia del cognitivismo».
Perché è così tranchant?
«È un approccio senza alcuna base scientifica. Come ci ha spiegato Jean Piaget e hanno confermato le neuroscienze, i bambini non hanno, almeno fino ai 10-11 anni, il senso delle conseguenze, se non sul piano strettamente pratico. Su base istintuale vogliono uscire in maglietta anche quando piove, ma lasciarli fare non gli insegnerà nulla. L’idea che i bambini debbano ragionare da soli non è il metodo Montessori, è il suo contrario».
Chi sostiene il “Fafo” ritiene che sia la via per superare “l’educazione gentile” che alla Gen Z avrebbe fatto solo danni.
«Resto scettico. Certo, da trent’anni viviamo un’era narcisistica in Occidente che ha infragilito i genitori».
Cosa significa “genitori fragili”?
«Mamme e papà che fanno fatica ad assumersi la respo…
Daniele Novara, lei che è pedagogista e dirige il Centro psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti, cosa pensa del “Fafo”?
«Mi sembra un’emerita stupidaggine, una parodia del cognitivismo».
Perché è così tranchant?
«È un approccio senza alcuna base scientifica. Come ci ha spiegato Jean Piaget e hanno confermato le neuroscienze, i bambini non hanno, almeno fino ai 10-11 anni, il senso delle conseguenze, se non sul piano strettamente pratico. Su base istintuale vogliono uscire in maglietta anche quando piove, ma lasciarli fare non gli insegnerà nulla. L’idea che i bambini debbano ragionare da soli non è il metodo Montessori, è il suo contrario».
Chi sostiene il “Fafo” ritiene che sia la via per superare “l’educazione gentile” che alla Gen Z avrebbe fatto solo danni.
«Resto scettico. Certo, da trent’anni viviamo un’era narcisistica in Occidente che ha infragilito i genitori».
Cosa significa “genitori fragili”?
«Mamme e papà che fanno fatica ad assumersi la responsabilità dell’educazione. Non ci si può mettere alla pari con i figli. Il ruolo genitoriale necessita impegno, dedizione, sacrificio. Non puoi fare tutte le sere l’happy hour, perché i bimbi non ce la fanno fisicamente».
Che conseguenze ha avuto questa fragilità sui bambini?
«Si può definire ansia, ma nella scuola si vede bene un aumento delle neurodiagnosi: deficit dell’attenzione, spettri autistici, disturbi oppositivi, oltre a disgrafia e dislessia. Ho visto in studio bambini di 4 anni che dormivano solo otto ore perché i genitori non erano in grado di organizzarsi e aspettavano che crollassero per metterli a dormire, come vorrebbero quelli del “Fafo”. Quei bambini, alla loro età, non imparano che se vanno a letto tardi il giorno dopo sono stanchi. L’unica conseguenza è che perdono almeno tre ore di sonno a notte con ripercussioni tragiche. A fronte di una generazione di genitori che decide di rinunciare al proprio ruolo educativo, anche perché non aiutati dalla società, continuamente pressati e colpevolizzati, i bambini ne fanno le spese».
C’è, nei genitori di oggi, anche una opposta tendenza a risolvere tutto al posto dei figli?
«Sì, da quando i figli sono diventati super preziosi, da conservare più che da educare. Ma torniamo lì: il tema non è abbandonarli, ma educarli. Né lasciarli sotto la pioggia, né iperproteggerli».
Qual è il punto di equilibrio?
«L’organizzazione educativa: lavorare su abitudini pratiche, concrete».
Cosa significa?
«Affermazioni procedurali, comunicazioni di servizio, quasi distaccate: “è ora di lavarsi i denti”, “è il momento di andare a letto”, “nel lettone dormiamo noi genitori perché dobbiamo stare comodi per riposarci”. Non servono grandi spiegazioni, psicanalisi sul perché sia corretta l’igiene personale. Ma neanche, come propongono gli americani, lasciare la discrezionalità della decisione ai bambini che non sanno cosa farsene. Sa anche perché è bella l’infanzia?».
Perché?
«Perché non si ha l’incombenza di decidere: almeno per dieci anni lo fanno altri per noi su molte cose. L’approccio “Fafo” pretende invece che i bambini, senza background, ce la facciano da soli. Montessori si rivolta nella tomba. Se volevano far arrabbiare i pedagogisti ci sono riusciti».