Aumentano le vittime per il virus West Nile, e aumentano anche le polemiche. Ieri il focolaio laziale e campano ha fatto registrare altri tre decessi.
Le vittime
Sono un uomo di 69 anni che viveva a Trentola Ducenta, in provincia di Caserta, e era ricoverato all’ospedale di Aversa, un 74enne morto venerdì scorso all’ospedale del Mare di Napoli ma segnalato solo ieri e un 86enne di Latina che lottava contro il virus da un mese.
In tutto dall’inizio dell’anno le vittime sono 7, tutte in Campania e Lazio tranne un 75enne della provincia di Novara, morto il 30 marzo.
I dati dell’epidemia
Il diffondersi dell’epidemia ostacola anche la raccolta di sangue. Il virus infatti si trasmette con le trasfusioni, oltre che con le zanzare. Il Centro nazionale sangue …
Aumentano le vittime per il virus West Nile, e aumentano anche le polemiche. Ieri il focolaio laziale e campano ha fatto registrare altri tre decessi.
Le vittime
Sono un uomo di 69 anni che viveva a Trentola Ducenta, in provincia di Caserta, e era ricoverato all’ospedale di Aversa, un 74enne morto venerdì scorso all’ospedale del Mare di Napoli ma segnalato solo ieri e un 86enne di Latina che lottava contro il virus da un mese.
In tutto dall’inizio dell’anno le vittime sono 7, tutte in Campania e Lazio tranne un 75enne della provincia di Novara, morto il 30 marzo.
I dati dell’epidemia
Il diffondersi dell’epidemia ostacola anche la raccolta di sangue. Il virus infatti si trasmette con le trasfusioni, oltre che con le zanzare. Il Centro nazionale sangue al momento prevede limiti alle donazioni nelle 31 province in cui il West Nile è stato identificato in uccelli, zanzare, cavalli o esseri umani.
«Dall’inizio della sorveglianza sono stati segnalati in Italia 69 casi nell’uomo» spiega Maria Rosaria Campitiello, capo Dipartimento di Protezione, ricerca e emergenza sanitaria del ministero della Salute. «Il virus è endemico nel nostro paese dal 2008. L’andamento di questa stagione è in linea con gli altri anni».
Il nodo delle disinfestazioni
Eppure la preoccupazione e le polemiche crescono. Se infatti non esistono terapie specifiche per curare i malati, alle istituzioni pubbliche si chiede di concentrarsi sulla lotta alle zanzare.
Il sindaco di Maddaloni, la cittadina in provincia di Caserta che piange un morto e teme per un altro anziano ricoverato, ha ordinato una disinfestazione d’urgenza lamentando «l’inerzia della autorità sanitarie competenti».
Il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ha annunciato un milione per le disinfestazioni «laddove i Comuni sono inadempienti».
E Campitiello invita alla calma con gli spray: «La disinfestazione non è l’unica soluzione, né va applicata in modo indiscriminato. Un intervento eccessivo o non mirato rischia di essere inefficace e avere impatti ambientali indesiderati. Per combattere il virus abbiamo adottato un Piano nazionale arbovirosi 2020-2025».
Le altre infezioni tropicali
Il virus però intanto si diffonde. E se è vero che i numeri sono lontani anni luce dal Covid, le azioni efficaci scarseggiano. «Quali iniziative urgenti intende adottare il ministro della Salute Schillaci?» chiede in un’interrogazione parlamentare la senatrice del Pd Sandra Zampa.
Il West Nile è visto poi come l’emergenza del momento, ma non è l’unico virus di origine tropicale trasmesso dalle zanzare in Italia. «Dall’inizio dell’anno abbiamo 3 casi autoctoni di Dengue, di cui 2 nella provincia di Bologna, e 2 casi di Chikungunya, nelle province di Piacenza e Bologna», cita Campitiello.
«Con il cambiamento del clima e gli spostamenti delle persone possiamo aspettarci sempre più infezioni di questo tipo» avverte Piero Calistri, epidemiologo dell’Istituto zooprofilattico sperimentale di Abruzzo e Molise.
Il monitoraggio del virus
Nel laboratorio di Teramo, centro di riferimento nazionale per il West Nile, vengono processati tutti i campioni prelevati da zanzare, uccelli e animali in cui si sospetta la presenza del virus: 23mila all’anno.
«Se in una certa zona troviamo uccelli e zanzare positivi e se le condizioni climatiche sono favorevoli per la proliferazione delle zanzare, sappiamo che il rischio per l’uomo aumenta», spiega Calistri.
«Non sempre però è possibile disporre disinfestazioni mirate. La lotta alle zanzare è spesso frammentata fra gli enti locali e questo riduce le azioni di controllo».
L’origine dell’epidemia
Nelle Regioni del nord colpite da anni dal West Nile il meccanismo è più oliato rispetto a Lazio e Campania, dove il virus è arrivato con numeri significativi quest’anno.
«A portare la malattia in origine sono gli uccelli migratori — spiega Calistri — sia quelli che provengono dall’Europa nordorientale sia quelli africani».
Negli ultimi anni c’è una leggera prevalenza dei secondi. Forse questo aiuta a spiegare l’espansione dell’epidemia oltre la pianura padana e il nord-est, dove ormai è endemica, anche verso il resto d’Italia.
Nei giorni scorsi lo zooprofilattico di Teramo ha trovato isolati campioni di animali positivi anche vicino Lecce e Catania e nelle zone umide attorno a Oristano. Proprio nella città sarda ieri è arrivata la notizia di un uomo positivo al West Nile ricoverato in condizioni critiche.