Cronaca

Gemona (Udine), ucciso in casa e fatto a pezzi dalla compagna e dalla madre

Gemona (Udine), ucciso in casa e fatto a pezzi dalla compagna e dalla madre

Le due donne hanno ammesso le rispettive responsabilità. Forse inoculato un forte sedativo prima di ucciderlo. La vittima era padre di una bambina di sei mesi

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Lo hanno fatto a pezzi con una sega dopo averlo sedato e stordito con una dose massiccia di farmaci. Questa almeno la prima ipotesi emersa, ma ancora è tutto al vaglio della procura. Poi hanno ripulito la scena del crimine e hanno sepolto sotto la calce i tre pezzi in cui hanno diviso il corpo nella cantina messi tutti dentro un bidone. Un delitto alla Dexter, la nota serie televisiva in cui un ematologo forense uccide killer per vendetta, avvenuto a Gemona il cui movente è ancora sconosciuto ma sul quale i carabinieri del Comando Provinciale di Udine stanno indagando.

La vittima e le assassine

Sono state la compagna, Marylin Castro Monsalvo 30 anni di origine colombiana, e la madre della vittima Lorena Venier, 62 anni, a uccidere Alessandro Venier, l'uomo di 35 anni padre di una bimba di sei mesi, avuta dalla compagna che si è autoaccusata dell’omicidio. Le due donne avrebbero già ammesso le loro responsabilità ed è stata proprio Castro Monsalvo a dare l’allarme questa mattina alle 10.30 ai carabinieri. Il decesso risalirebbe ad alcuni giorni fa e le spoglie sarebbero state coperte da calce viva, probabilmente per nasconderle e perché non si diffondesse l'olezzo. Restano da chiarire i ruoli che hanno avuto singolarmente nella vicenda le due donne.

Paese sotto shock

La piccola dei sei mesi al momento è stata affidata ai Servizi sociali comunali. La comunità locale del piccolo centro friulano è letteralmente sotto shock per le modalità efferate del delitto. I vicini sono increduli che la mamma della vittima possa essere coinvolta nel crimine: si tratta di un'infermiera conosciuta da tutti, che si è sempre prodigata per gli altri. I vicini di casa invitano alla prudenza: prima di esprimere giudizi vogliono capire chi delle due donne si assumerà la responsabilità del delitto e in che modo sono coinvolte anche nelle fasi successive alla morte, nell'occultamento e nella distruzione del cadavere.

"Ci occuperemo della neonata”

"A mia memoria, non è mai successa una cosa del genere qui. È un fatto gravissimo, straziante". Lo ha detto il sindaco di Gemona (Udine), Roberto Revelant, commentando l'efferato omicidio. "Non conoscevo la vittima - ha aggiunto -: mi hanno riferito che lavorava spesso all'estero. La coppia ha una bambina molto piccola, di pochi mesi - ha concluso - che ora ha bisogno di ricostruirsi una vita. Tutta Gemona si stringe attorno a lei. Ce ne stiamo occupando, attraverso i Servizi sociali, con la massima attenzione, per garantirle sicurezza e un futuro dignitoso".

“Quadro complesso”

"Invito tutti alla massima cautela: stiamo valutando ogni singolo aspetto di questa vicenda e serve ampliare gli orizzonti e analizzare nel dettaglio le ricostruzioni fornite dalle persone coinvolte, per attribuire correttamente le singole responsabilità". A dichiararlo la sostituta procuratrice di Udine, Claudia Danelon. "Il quadro della vicenda famigliare è abbastanza complesso - ha aggiunto - ma occorre completare tutti gli accertamenti, medico e scientifici, per poter confermare in tutto o in parte le ammissioni delle persone che si sono auto accusate del delitto".

La lite come movente

Da ambienti investigativi filtra anche che le due donne avrebbero escluso la premeditazione nel loro gesto, che sarebbe avvenuto al culmine di una discussione per futili motivi. Il decesso risale ad alcuni giorni fa, ma non è stato accertato in quale stanza della casa sia avvenuto: nell'autorimessa dove c'era il corpo non c'erano tracce di una colluttazione. Secondo indiscrezioni il cadavere sarebbe stato segato in tre parti.

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