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La protesta di Amatrice: “Quest’anno alla commemorazione per il sisma nessuna istituzione”

Amatrice in una foto successiva al terremoto del 24 agosto 2016 

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L’iniziativa del Comune con un post su Facebook, spiega il sindaco Giorgio Cortellesi: “È diventata una passerella”
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Il messaggio è chiaro. Il comune di Amatrice per la commemorazione del nono anno dal terremoto del 24 agosto 2016, che distrusse la città e provocò decine di vittime, non invita le istituzioni. Lo spiega il sindaco Giorgio Cortellesi, eletto nel 2021, che al telefono rafforza il concetto di un post apparso stamattina sulla pagina Facebook del comune di Amatrice: “Troppe passerelle, Amatrice è diventato un brand. È un lutto cittadino importante, non ritengo giusto avere le istituzioni. Se vogliono, possono venire in forma privata. Troppe cose non vanno da troppo tempo”.

Ecco il post che già sta ricevendo diversi commenti da parte del cittadini che sposano l’iniziativa: “Per nove anni, in occasione dell’anniversario del tragico sisma che ci …

Il messaggio è chiaro. Il comune di Amatrice per la commemorazione del nono anno dal terremoto del 24 agosto 2016, che distrusse la città e provocò decine di vittime, non invita le istituzioni. Lo spiega il sindaco Giorgio Cortellesi, eletto nel 2021, che al telefono rafforza il concetto di un post apparso stamattina sulla pagina Facebook del comune di Amatrice: “Troppe passerelle, Amatrice è diventato un brand. È un lutto cittadino importante, non ritengo giusto avere le istituzioni. Se vogliono, possono venire in forma privata. Troppe cose non vanno da troppo tempo”.

Ecco il post che già sta ricevendo diversi commenti da parte del cittadini che sposano l’iniziativa: “Per nove anni, in occasione dell’anniversario del tragico sisma che ci ha colpiti, il Comune di Amatrice ha dato sempre priorità alla legittima visibilità pubblica. Quest’anno, invece, intendiamo dare importanza all’aspetto privato del dolore e del ricordo civile di una comunità che resiste. L’anniversario del terremoto, ennesima occasione di riflessione collettiva, sarà vissuto quindi, in forma rigidamente privata. Pertanto non effettueremo alcun invito istituzionale. Chi vorrà partecipare alla Santa Messa della mattina del 24 agosto (seguirà programma), sarà libero di farlo in forma strettamente personale”.

Un ricordo privato per una comunità che aspetta da troppi anni risposte che non arrivano. Le vittime furono 299 tra Arquata, Amatrice e Accumoli. “Il terremoto ha colpito fortemente solo alcuni centri come Arquata, Amatrice e Accumoli. Abitazioni e economia sono state distrutte. Ho chiesto sotto varie forme che siano diversificati gli aiuti ma anche le agevolazioni fiscali per chi è stato davvero interessato dal sisma. Noi rischiamo l’anno prossimo di non avere la zona franca urbana con le relative agevolazioni. Mentre abbiamo ancora più di 500 cantieri attivi e 10 mila unità immobiliari da ricostruire”.

Secondo il sindaco Cortellesi “c’è ancora troppo da fare”. Tra le emergenze anche quella che riguarda il Cas (contributo autonomo di sistemazione). “Non riusciamo ad avere gli 8 milioni di euro anticipati dal Comune per il pagamento del Cas ai cittadini e per alcune opere. Sono passati nove anni e ancora ci chiedono alcune integrazioni su alcuni punti che nel 2017 non esistevano”.

Ad oggi gli abitanti di Amatrice si sono praticamente dimezzati. “La nostra popolazione è stata distrutta. L'input alla protesta di oggi arriva anche dai cittadini che sono esasperati. Non ci sono più luoghi di comunità e c’è una profonda mancanza di socialità – conclude il sindaco Cortellesi –. La popolazione effettiva è di 1.200 su 2.300 residenti. E su 1.200 in 200 sono seguiti dai servizi sociali. Una percentuale preoccupante”.

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