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Il Brasile: “Estradate Zambelli”. Salvini vuole incontrarla in cella

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Domani la decisione dei giudici sulla richiesta del Paese. Lei: “Io perseguitata politica”
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Matteo Salvini ha fatto sapere di volerla andare a trovare in carcere: è a Rebibbia, in una cella con altre tre detenute. Alcuni esponenti della destra hanno già fatto sapere all’avvocato di essere «pronti a intervenire per evitare un’ingiustizia». Nel frattempo il Brasile chiede l’estradizione nei tempi più brevi possibili: «Ha una condanna definitiva a dieci anni per reati commessi in Brasile. Ed è in Brasile che deve scontare la sua pena». Il caso di Carla Zambelli, l’ex deputata italo brasiliana arrestata martedì a Roma dopo quasi tre mesi di latitanza, è diventato come era inevitabile un caso politico. La donna è in carcere a Roma in attesa dell’udienza di convalida che si terrà davanti ai giudici della quarta sezione penale della Corte di Appello di Roma domani: «Speriamo almeno nei domiciliari» spiega il suo avvocato, Pieremilio Sammarco, convinto che in ogni caso per completare l’iter di un’eventuale estradizione servirà almeno un anno.

Matteo Salvini ha fatto sapere di volerla andare a trovare in carcere: è a Rebibbia, in una cella con altre tre detenute. Alcuni esponenti della destra hanno già fatto sapere all’avvocato di essere «pronti a intervenire per evitare un’ingiustizia». Nel frattempo il Brasile chiede l’estradizione nei tempi più brevi possibili: «Ha una condanna definitiva a dieci anni per reati commessi in Brasile. Ed è in Brasile che deve scontare la sua pena». Il caso di Carla Zambelli, l’ex deputata italo brasiliana arrestata martedì a Roma dopo quasi tre mesi di latitanza, è diventato come era inevitabile un caso politico. La donna è in carcere a Roma in attesa dell’udienza di convalida che si terrà davanti ai giudici della quarta sezione penale della Corte di Appello di Roma domani: «Speriamo almeno nei domiciliari» spiega il suo avvocato, Pieremilio Sammarco, convinto che in ogni caso per completare l’iter di un’eventuale estradizione servirà almeno un anno.

Dal Brasile dicono invece il contrario. Convinti che il doppio passaporto non rappresenti un problema e che le procedure di estradizione si possano risolvere in tempi brevi. Viste anche le delicate accuse che vengono mosse alla ex deputata sudamericana. Zambelli, si legge nelle 14 pagine di mandato di cattura internazionale, è stata condannata il 14 maggio scorso a dieci anni di carcere per reati considerati molto gravi. Perché ritenuti un attentato alla democrazia. La politica vicina all’ex presidente Bolsonaro ha, secondo i giudici, bucato, insieme con un hacker, la rete del Consiglio nazionale di giustizia. Inoltre, sempre con l’aiuto dello stesso esperto informatico, ha provato a inserire documenti falsi per infangare un giudice della Corte suprema, Alexander de Moares che si stava occupando di lei.

Nel 2022 ha poi puntato una pistola contro un suo oppositore politico, un episodio che ha creato grande scandalo in Brasile. Zambelli è definita «la regina delle fake news» non a caso: un pezzo fondamentale di un network internazionale che muove disinformazione a fini politico-elettorali. Fu lei a immaginare e divulgare una serie di notizie nel 2022 contro il presidente eletto Lula. Per questo motivo — la diffusione di disinformazione sul sistema di voto — è stata anche dichiarata ineleggibile.

Di contro Zambelli (che ieri ha fatto sapere di essersi presentata spontaneamente alla polizia italiana, circostanza però questa non vera) nella memoria depositata alla giustizia italiana, si ritiene una vittima di mala giustizia. «La sentenza è manifestamente illegittima» scrivono i suoi legali e rientra «nelle persecuzioni politiche nei confronti degli oppositori dell’attuale maggioranza politica». Inoltre, dicono sempre nella memoria, essendo una cittadina italiana, ed essendo le condizioni delle carceri brasiliane «in palese violazione dei diritti umani», non può essere estradata. La parola ora ai giudici.

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