✕

West Nile: “Test sul sangue per non bloccare le donazioni”

Ascolta l'audio

Intervista a Luciana Teofili, direttrice del Centro Nazionale Sangue. “Scorte nei limiti, ma l’esame di routine ci consente di escludere in un paio di giorni che la sacca sia infetta”
1 minuti di lettura

Il West Nile è diffuso oggi in 31 province. «Questo ci costringe a effettuare test aggiuntivi, ma per fortuna non limita le donazioni di sangue. Con le scorte rientriamo nei limiti, anche se resta da affrontare ancora metà estate». Luciana Teofili, direttrice del Centro nazionale sangue, spiega come il sistema delle trasfusioni si difende dal virus tropicale che ha causato in Italia 8 vittime e 69 contagi confermati.

Come gestite l’epidemia?

«Sono anni che abbiamo il West Nile. Il sistema è rodato. Prima identifichiamo le province con circolazione del virus. Oggi sono 31 quelle in cui c’è stato almeno un campione infetto fra zanzare, uccelli, cavalli o persone. Lì effettuiamo i controlli».

Quali?

«Abbiamo un test chiamato Nat. Identifica il materiale genetico del virus nel sangue donato. È un test usato da tempo, affidabile. Ha una sua complessità e viene effettuato solo in laboratori attrezzati, ma ci permette di esclu…

Il West Nile è diffuso oggi in 31 province. «Questo ci costringe a effettuare test aggiuntivi, ma per fortuna non limita le donazioni di sangue. Con le scorte rientriamo nei limiti, anche se resta da affrontare ancora metà estate». Luciana Teofili, direttrice del Centro nazionale sangue, spiega come il sistema delle trasfusioni si difende dal virus tropicale che ha causato in Italia 8 vittime e 69 contagi confermati.

Come gestite l’epidemia?

«Sono anni che abbiamo il West Nile. Il sistema è rodato. Prima identifichiamo le province con circolazione del virus. Oggi sono 31 quelle in cui c’è stato almeno un campione infetto fra zanzare, uccelli, cavalli o persone. Lì effettuiamo i controlli».

Quali?

«Abbiamo un test chiamato Nat. Identifica il materiale genetico del virus nel sangue donato. È un test usato da tempo, affidabile. Ha una sua complessità e viene effettuato solo in laboratori attrezzati, ma ci permette di escludere in uno o due giorni che una sacca sia infetta».

Se è infetta cosa succede?

«Viene buttata, ma sono casi sporadici. Nonostante il virus stia circolando ci capita una o due volte a settimana in tutta Italia».

Ci sono casi in cui vietate la donazione a causa del West Nile?

“Nelle province in cui non c’è circolazione del virus non eseguiamo i test Nat. Raramente può avvenire che in una provincia priva di West Nile si presenti un donatore che ha soggiornato in una provincia con West Nile. In quel caso non allestiamo il test per una singola persona, ma lo invitiamo a ripresentarsi dopo 28 giorni. Lo stesso vale per chi è stato in Stati Uniti o Canada, paesi in cui il virus è endemico”.

Il test è costoso?

«È condotto insieme a tutti gli altri test, in particolare le epatiti. Fa parte della routine dei monitoraggi che rendono sicuri i nostri prelievi. Il costo varia fra le Regioni, direi che in media si aggira tra i 10 e i 20 euro. Ma le trasfusioni sono destinate a persone fragili, proprio quelle in cui il West Nile potrebbe provocare i sintomi più gravi».

Leggi i commenti