Denunciò il patrigno in un tema: “Ora l’uomo che mi violentò non è più il papà dei miei fratelli”
di Romina MarcecaVeronica è appena tornata dalle vacanze al mare con la mamma e i fratellini: “Sono contenta, è come se li avessi liberati. La strada è ancora lunga ma non perdiamo la speranza”.
Veronica, 16 anni, è contenta perché ha ottenuto la sua prima vittoria contro il patrigno che l’ha violentata per cinque anni. Il tribunale per i minori di Trento ha dichiarato decaduta la patria potestà dell’uomo su entrambi i figli di 6 e 11 anni, nati dalla relazione con la mamma di Veronica. Ha anche stabilito che “i minori staranno con la madre”. Una sentenza che cita anche il tema della sedicenne, scritto in classe in occasione della giornata contro la violenza sulle donne due anni fa, e nel quale ha trovato il coraggio, sotto forma di racconto, di denunciare gli abusi subiti dai 6 agli 11 anni.
Veronica, nell’aprile scorso, aveva raccontato la sua storia a Repubblica. Nel suo tema aveva descritto il patrigno come l’uomo che da bambina le ha tolto “un pezzo di anima alla volta”. Nonostante avesse camuffa…
Veronica è appena tornata dalle vacanze al mare con la mamma e i fratellini: “Sono contenta, è come se li avessi liberati. La strada è ancora lunga ma non perdiamo la speranza”.
Veronica, 16 anni, è contenta perché ha ottenuto la sua prima vittoria contro il patrigno che l’ha violentata per cinque anni. Il tribunale per i minori di Trento ha dichiarato decaduta la patria potestà dell’uomo su entrambi i figli di 6 e 11 anni, nati dalla relazione con la mamma di Veronica. Ha anche stabilito che “i minori staranno con la madre”. Una sentenza che cita anche il tema della sedicenne, scritto in classe in occasione della giornata contro la violenza sulle donne due anni fa, e nel quale ha trovato il coraggio, sotto forma di racconto, di denunciare gli abusi subiti dai 6 agli 11 anni.
Veronica, nell’aprile scorso, aveva raccontato la sua storia a Repubblica. Nel suo tema aveva descritto il patrigno come l’uomo che da bambina le ha tolto “un pezzo di anima alla volta”. Nonostante avesse camuffato la realtà con una storia di fantasia, i professori hanno compreso che dietro quelle parole c’era il dramma di Veronica. Che a Repubblica ha spiegato: “Ho intravisto una via d’uscita, era il 2023”. Qualcosa è cambiato quando nonostante le denunce di maltrattamenti da parte della madre, il tribunale aveva concesso i weekend con i figli “a lui”. L’età della sorella “la stessa di quando toccò a me” hanno smosso quello che Veronica aveva cercato di seppellire per dieci anni.
“Qualcosa è salito su dalla pancia. Non riuscivo a accettare che la mia sorellina a 6 anni trascorresse anche una sola notte con quello squilibrato. Era arrivato il momento di fare qualcosa dopo 10 anni e dare voce al mio segreto”. Dopo avere letto il tema, i professori hanno convocato Veronica. Lei ha ammesso di essere la protagonista del racconto. Da quel primo passo è nata la denuncia alla procura per violenza sessuale e la battaglia per tenere lontano quell’uomo anche dagli altri fratellini. Quando già la madre aveva segnalato gli atteggiamenti violenti dell’ex. Il tribunale ha allora deciso di trasferire mamma e bambini in una casa protetta. Ma il padre si è rivolto al tribunale e ha chiesto di poter avere con sé i figli nella casa della madre.
La relazione dei servizi sociali è stata tranchant. In un gioco i bambini hanno inserito la figura del padre “all’interno dell’armadio affermando di chiudere bene le ante”, come si legge nella sentenza del tribunale per i minorenni di Trento. E, anche, sul tetto a dormire “perché è stato cattivo”. Per il tribunale non ci sono dubbi: “Non è possibile accogliere le richieste della difesa del padre” anche perché quei fratellini sono stati definiti dai servizi sociali “in una posizione fragile con riferimento al rapporto con la figura genitoriale paterna e con i nonni paterni”.