Leone XIV: “Hiroshima e Nagasaki sono un monito per oggi, le armi nucleari offendono l’umanità”
di Iacopo ScaramuzziIl ricordo di Hiroshima e Nagasaki dovrebbe spingere la comunità internazionale, “in questo nostro tempo di crescenti tensioni e conflitti globali”, a “perseguire una pace duratura per tutta la nostra famiglia umana, una pace che sia disarmata e disarmante”. Lo afferma papa Leone XIV in un messaggio scritto in occasione dell’ottantesimo anniversario della distruzione delle due città giapponesi, alla fine della seconda guerra mondiale, con le bombe atomiche sganciate dall’aviazione degli Stati Uniti.
“Pace disarmata e disarmante”
“In questo nostro tempo di crescenti tensioni e conflitti globali, Hiroshima e Nagasaki sono ‘simboli della memoria’”, scrive il Papa nato a Chicago citando papa Francesco, “che ci esortano a rifiutare l'illusione di una sicurezza fondata sulla distruzione reciproca assicurata. Dobbiamo invece forgiare un'etica globale radicata nella giustizia, nella fraternità e nel bene comune. E’ quindi mia preghiera che questo solenne anniversario serva da richiamo alla co…
Il ricordo di Hiroshima e Nagasaki dovrebbe spingere la comunità internazionale, “in questo nostro tempo di crescenti tensioni e conflitti globali”, a “perseguire una pace duratura per tutta la nostra famiglia umana, una pace che sia disarmata e disarmante”. Lo afferma papa Leone XIV in un messaggio scritto in occasione dell’ottantesimo anniversario della distruzione delle due città giapponesi, alla fine della seconda guerra mondiale, con le bombe atomiche sganciate dall’aviazione degli Stati Uniti.
“Pace disarmata e disarmante”
“In questo nostro tempo di crescenti tensioni e conflitti globali, Hiroshima e Nagasaki sono ‘simboli della memoria’”, scrive il Papa nato a Chicago citando papa Francesco, “che ci esortano a rifiutare l'illusione di una sicurezza fondata sulla distruzione reciproca assicurata. Dobbiamo invece forgiare un'etica globale radicata nella giustizia, nella fraternità e nel bene comune. E’ quindi mia preghiera che questo solenne anniversario serva da richiamo alla comunità internazionale affinché rinnovi il proprio impegno nel perseguire una pace duratura per tutta la nostra famiglia umana, ‘una pace che sia disarmata e disarmante’”, scrive Leone riecheggiando le parole che egli stesso utilizzò la sera della sua elezione al Conclave.
Pellegrinaggio da Chicago
Il Papa ha scritto un messaggio al vescovo di Hiroshima Alexis Mitsuru Shirahama in occasione dell’ottantesimo anniversario dei bombardamenti atomici di Hiroshima (6 agosto 1945) e Nagasaki (9 agosto). Un gruppo di vescovi statunitensi, tra i quali i cardinale Blaise Cupich di Chicago e Robert McElroy sono in pellegrinaggio in Giappone per l’occasione. E’ presente anche la segretaria della Pontificia commissione per l’America latina Emilce Cuda e un gruppo di rappresentanti di università cattoliche degli Stati Uniti e del Giappone. Papa Francesco si recò in visita a Hiroshima e Nagasaki nel 2019.
Il ricordo dei sopravvissuti
Nel suo messaggio, il Papa invia un saluto particolare ai sopravvissuti hibakusha, “le cui storie di perdita e sofferenza”, scrive, “sono un monito tempestivo per tutti noi a costruire un mondo più sicuro e a promuovere un clima di pace. Sebbene siano trascorsi molti anni”, prosegue Robert Francis Prevost, “le due città rimangono un ricordo vivente degli orrori profondi causati dalle armi nucleari. Le loro strade, scuole e case portano ancora le cicatrici, sia visibili che spirituali, di quel fatidico agosto del 1945. In questo contesto, mi affretto a ribadire le parole così spesso usate dal mio amato predecessore Papa Francesco: ‘La guerra è sempre una sconfitta per l'umanità’”.
“Un’offesa all’umanità”
Papa Leone cita, ancora, il dottor Takashi Nagai, sopravvissuto di Nagasaki, che scrisse: “La persona che ama è una persona “coraggiosa” che non impugna le armi”. “In effetti”, chiosa Leone XIV, “la vera pace richiede il coraggioso abbandono delle armi, specialmente quelle che hanno il potere di causare una catastrofe indescrivibile. Le armi nucleari”, scrive il Papa, “offendono la nostra comune umanità e tradiscono anche la dignità del creato, la cui armonia siamo chiamati a salvaguardare”.
L’appello dei Nobel
Nei giorni scorsi papa Leone XIV ha ricevuto in regalo una penna tratta dalla grafite di fusione del primo esperimento di Enrico Fermi del 1942 dal quale ha avuto origine il Manhattan project e le bombe di Hiroshima e Nagasaki. Ad inviare questo dono simbolico al Papa, che gli è stato portato dal cardinale Silvano Tomasi, accompagnato dal giornalista Enzo Cursio, sono stati 127 premi Nobel che, in un incontro che si è tenuto di recente a Chicago, hanno firmato una dichiarazione per chiede il rilancio del dialogo tra Stati Uniti e Russia per il disarmo nucleare e includere nell’iniziativa anche la Cina.