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Londra, ragazzo italiano trovato morto in casa. Disposta l’autopsia

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Da quando aveva 19 anni Riccardo Pulvini viveva in Inghilterra. Lavorava da Harrods. Sieropositivo, era uno dei testimonial contro lo stigma dell’Hiv
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LONDRA – «È una notizia che ci ha sconvolti ma le autorità britanniche non ci hanno detto ancora nulla, l’autopsia era prevista per oggi 5 agosto», dice a “Repubblica” Elisa, una delle tre sorelle di Riccardo Pulvini. Trentatré anni, di Noventa Vicentina, italiano residente da molti anni a Londra, è stato ritrovato morto nel suo appartamento a Londra il primo agosto scorso. Ancora non si conoscono le ragioni del decesso e di questa tragedia che ha sconvolto i Pulvini e la comunità di Noventa, dove la famiglia è molto conosciuta e impegnata nel sociale.

Il padre Giuseppe è un alpino e titolare di una ditta di demolizioni e trasporti eccezionali che si è distinta in varie catastrofi naturali in tutta Italia. «L’ultima volta avevamo sentito Riccardo il 17 luglio», ci dice la sorella Elisa, «e stava bene, era felice, non avevamo avuto alcun segnale in senso contrario». Poi però il silenzio di Pulvini, per oltre una settimana, che aveva preoccupato la famiglia. Prima della drammatica scop…

LONDRA – «È una notizia che ci ha sconvolti ma le autorità britanniche non ci hanno detto ancora nulla, l’autopsia era prevista per oggi 5 agosto», dice a “Repubblica” Elisa, una delle tre sorelle di Riccardo Pulvini. Trentatré anni, di Noventa Vicentina, italiano residente da molti anni a Londra, è stato ritrovato morto nel suo appartamento a Londra il primo agosto scorso. Ancora non si conoscono le ragioni del decesso e di questa tragedia che ha sconvolto i Pulvini e la comunità di Noventa, dove la famiglia è molto conosciuta e impegnata nel sociale.

Il padre Giuseppe è un alpino e titolare di una ditta di demolizioni e trasporti eccezionali che si è distinta in varie catastrofi naturali in tutta Italia. «L’ultima volta avevamo sentito Riccardo il 17 luglio», ci dice la sorella Elisa, «e stava bene, era felice, non avevamo avuto alcun segnale in senso contrario». Poi però il silenzio di Pulvini, per oltre una settimana, che aveva preoccupato la famiglia. Prima della drammatica scoperta. Riccardo era arrivato da giovanissimo nella capitale britannica, nel lontano 2011. A 19 anni, quando aveva iniziato a fare il cameriere. Una gavetta come molti nostri connazionali appena maggiorenni a Londra, nel suo caso partita presso il Degò Wine Bar. Poi la specializzazione da chef da Gordon Ramsay e tanti altri lavori, in una carriera senza respiro: reception a Soho House, supervisor presso la catena di cafè Pret A Manger, e poi Fenwick, fino a diventare creative visual merchandiser dei magazzini di lusso ad Harrods, dove organizzava le vetrine e era finito sui giornali veneti. E poi Assistant Department Manager da Harvey Nichols, fino a diventare responsabile dei magazzini Cos, sempre a Londra, quando quattro mesi fa aveva deciso di cambiare lavoro.

Pulvini era anche un attivista, per i diritti della comunità LGBTQ+ e contro lo stigma dell’Aids. Aveva scoperto di essere sieropositivo nel 2014 e da allora Riccardo è stato tra i tre italiani testimonial della campagna informativa mondiale di sensibilizzazione “HIV is: just part of me”. Ossia, è semplicemente parte di me stesso: «Si può vivere con questo virus e puoi realizzare tutti i sogni che vorrai», amava ripetere Riccardo. Raccontava il ragazzo italiano all’epoca, al portale “Tviweb”: «Io devo ringraziare i grandi progressi che il mondo della medicina ha fatto. Spero che con questa campagna pubblicitaria si possa sensibilizzare ancora e ancora, perché potrebbe capitare a chiunque di avere a che fare con l’Hiv positivo a se stessi o ad amici ed avere aiuto e bisogno di conforto. Perché io sono stato fortunato, ripeto. Ho avuto buoni amici e una fantastica famiglia che ha saputo capirmi e aiutarmi. Ma là fuori, nel mondo, non è così per tutti».

Pulvini era molto amato in famiglia e fuori. Su Facebook appaiono ancora le sue foto con Elisa, la sorella maggiore, e le minori Alice e Irene, i ricordi di chi andava a scuola con lui e giocava a figurine durante la ricreazione, e i commenti di amici e parenti che non hanno dimenticato il suo sorriso, la sua vitalità e intraprendenza. Tutti ora aspettano dalle autorità britanniche di capire cosa sia successo a Riccardo e il motivo di questa morte tragica, arrivata troppo presto.

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