West Nile: Schillaci tranquillizza, ma per Crisanti ci sono 100 mila infezioni oggi in Italia
di Elena DusiControlli sulle zanzare a Caserta
Il virus West Nile non è un’emergenza, tranquillizza il ministro della Salute Orazio Schillaci. L’infezione trasmessa dalle zanzare ha causato 12 decessi dall’inizio dell’anno, oltre a 145 casi confermati dai test di laboratorio, e Schillaci è stato chiamato a illustrare la situazione alla Commissione Affari sociali del Senato.
«Nel 2018 e 2022 ci sono stati più casi e più decessi, eppure non ricordo allarmi mediatici in quegli anni» fa notare il ministro, polemico nei confronti della copertura che la stampa sta dando all’infezione.
«È una fortuna che l’80% delle persone contagiate da West Nile non abbia sintomi e che solo una su cento si ammali in modo grave» gli ha replicato il microbiologo Andrea Crisanti, senatore del Pd. «Se facciamo un po’ di conti, que…
Il virus West Nile non è un’emergenza, tranquillizza il ministro della Salute Orazio Schillaci. L’infezione trasmessa dalle zanzare ha causato 12 decessi dall’inizio dell’anno, oltre a 145 casi confermati dai test di laboratorio, e Schillaci è stato chiamato a illustrare la situazione alla Commissione Affari sociali del Senato.
«Nel 2018 e 2022 ci sono stati più casi e più decessi, eppure non ricordo allarmi mediatici in quegli anni» fa notare il ministro, polemico nei confronti della copertura che la stampa sta dando all’infezione.
«È una fortuna che l’80% delle persone contagiate da West Nile non abbia sintomi e che solo una su cento si ammali in modo grave» gli ha replicato il microbiologo Andrea Crisanti, senatore del Pd. «Se facciamo un po’ di conti, questo vuol dire infatti che al momento abbiamo 100 mila persone infettate dal virus».
Tra i donatori di sangue sono stati intercettati 10 casi asintomatici. «Dove sono tutti gli altri? Il sistema di sorveglianza e controllo ha mancato di intercettare il 99% degli asintomatici e la maggior parte dei sintomatici» ha insistito Crisanti, che insegna microbiologia all’università di Padova e nella sua carriera si è occupato proprio di zanzare (ma della specie che trasmette la malaria).
Per Schillaci l’epidemia di quest’anno è in linea con quella degli anni passati. Il West Nile è un virus di origine tropicale che dal 2008 è endemico in Italia. Viene trasmesso dalle nostre zanzare tradizionali, le Culex pipiens.
«Nel 2018, anno con un inizio stagionale precoce - ha ricordato il ministro - sono stati registrati 618 casi e 49 decessi. Nel 2022 si sono registrati 728 casi e 51 decessi. Nel 2024 al 31 luglio erano stati segnalati 28 casi di infezione con 2 decessi. Entro novembre 2024 però il numero totale di casi era salito a 484 con 36 decessi».
Se negli anni scorsi le regioni più colpite erano state quelle del Nord, in particolare la pianura padana e il Veneto, quest’anno l’infezione si sta concentrando in Lazio e Campania.
Schillaci ha ricostruito la distribuzione dei contagi di quest’anno: «93 in Lazio, 24 in Campania, 14 in Veneto, 4 in Piemonte, 3 in Lombardia, 4 in Emilia Romagna, 2 in Sardegna e uno in Puglia». Un decesso è avvenuto in Piemonte, 4 nel Lazio e 7 in Campania.
Il Veneto, una delle aree più colpite negli anni passati, quest’anno non ha registrato decessi. Ha infatti imparato la lezione: «Decine di trappole per monitorare il virus negli uccelli, il serbatoio naturale del West Nile, sono state infatti piazzate già a marzo, all’inizio della stagione dell’epidemia. Perché lo stesso non è avvenuto in Campania e nel Lazio? Perché il Ministero non ha applicato i comportamenti virtuosi in tutte le Regioni?», ha attaccato il senatore microbiologo.
«È vero che il numero di decessi è contenuto, ma ogni morto per una malattia che può essere prevenuta è un morto di troppo». Schillaci da parte sua ha annunciato per il 12 agosto la visita di una delegazione di esperti del ministero a Latina e a Caserta (due delle province più colpite, fra le 37 in cui sta circolando il virus) per un incontro con le autorità regionali, locali e sanitarie.