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Trentini, l’inviato del governo non viene ricevuto a Caracas

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Slitta di due settimane l’incarico di Vignali. La famiglia: “Fiduciosi che il dialogo proseguirà”
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La prima, possibile, svolta attesa sul caso di Alberto Trentini, il cooperante italiano detenuto dal 15 novembre dello scorso anno nel carcere El Rodeo di Caracas in Venezuela è stata rinviata. La missione di Luigi Vignali, inviato speciale della Farnesina che il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha scelto a fine luglio per sbrigliare la vicenda di Trentini, genericamente accusato di cospirazione e terrorismo, e di un’altra quindicina di italiani detenuti nelle prigioni venezuelane, è stata «ricalendarizzata». Ci vorranno un paio di settimane perché lo spiraglio aperto dal governo italiano possa dare i suoi primi frutti.

Vignali era volato a Caracas perché nei giorni scorsi aveva ottenuto delle rassicurazioni. Eppure. una volta lì, non è stato ricevuto. L’appuntamento è stato riprogrammato. E dietro al rinvio ci sono dissidi interni al governo venezuelano che sul caso dei detenuti italiani non ha ancora trovato una linea unanime. Fonti della Farnesina fanno sapere però che «Vigna…

La prima, possibile, svolta attesa sul caso di Alberto Trentini, il cooperante italiano detenuto dal 15 novembre dello scorso anno nel carcere El Rodeo di Caracas in Venezuela è stata rinviata. La missione di Luigi Vignali, inviato speciale della Farnesina che il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha scelto a fine luglio per sbrigliare la vicenda di Trentini, genericamente accusato di cospirazione e terrorismo, e di un’altra quindicina di italiani detenuti nelle prigioni venezuelane, è stata «ricalendarizzata». Ci vorranno un paio di settimane perché lo spiraglio aperto dal governo italiano possa dare i suoi primi frutti.

Vignali era volato a Caracas perché nei giorni scorsi aveva ottenuto delle rassicurazioni. Eppure. una volta lì, non è stato ricevuto. L’appuntamento è stato riprogrammato. E dietro al rinvio ci sono dissidi interni al governo venezuelano che sul caso dei detenuti italiani non ha ancora trovato una linea unanime. Fonti della Farnesina fanno sapere però che «Vignali tornerà appena possibile in Venezuela», dove risiedono circa 200mila connazionali.

«Abbiamo mandato un inviato, gradito anche alla famiglia» di Alberto Trentini, ma «è il governo venezuelano che decide se far avere un colloquio o no. Stiamo cercando di fare tutto il possibile ma non è così semplice», ha spiegato anche Tajani, confermando lo stand-by della missione italiana. Una impasse che i genitori del cooperante.

«Prendiamo atto del rinvio della spedizione dell’inviato ma speriamo che il dialogo possa proseguire», fa sapere la famiglia Trentini, tramite l’avvocata Alessandra Ballerini. «Dopo quasi nove mesi di detenzione, Alberto deve tornare a casa», chiede, di nuovo, la mamma, Armanda Colusso, che in questi 263 giorni ha potuto sentire il figlio al telefono solo due volte per pochi minuti, a maggio e a luglio.

«Abbiamo fiducia — riporta ancora Ballerini — nell’impegno della nostra diplomazia e rinnoviamo la nostra stima e gratitudine nei confronti dell’ambasciatore Vignali, che auspichiamo possa recarsi a breve in Venezuela».

Chi mostra invece irritazione sullo stallo della missione è l’opposizione. Avs, con la deputata Luana Zanella, ha presentato un’interrogazione a Tajani per avere spiegazioni «sulle strategie messe in atto» per riportare Trentini a casa e con lui gli altri «detenuti politici». Preoccupati «delle difficoltà» anche i deputati Pd in commissione Esteri: «La vicenda di Alberto — sottolineano in una nota — merita il massimo di attenzione e di scrupolo istituzionale».

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