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Carissima spiaggia, ecco la classifica delle località più costose d’Italia

La spiaggia di Alassio

 

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Per stilare la top ten, Altroconsumo ha scelto i luoghi balneari con almeno dieci lidi: in alcuni servono centinaia di euro a settimana
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Ma quale stessa spiaggia stesso mare. Ormai affacciarsi anche sulle battigie frequentate sin da piccoli è diventato un salasso. Quest’anno ritorna, infatti, il caro-lettino. Lo confermano diversi studi delle associazioni dei consumatori.

La classifica

Altroconsumo ha stilato una classifica delle dieci località più care. I prezzi sono per un ombrellone e due lettini:

10. Rimini, 150 euro a settimana

9. Lignano, 154 euro a settimana

8. Senigallia, 158 euro a settimana


7. Anzio, 176 euro a settimana

6. Palinuro, 187 euro a settimana


5. Taormina e Giardini Naxos, 204 euro a settimana

4. Viareggi…

Ma quale stessa spiaggia stesso mare. Ormai affacciarsi anche sulle battigie frequentate sin da piccoli è diventato un salasso. Quest’anno ritorna, infatti, il caro-lettino. Lo confermano diversi studi delle associazioni dei consumatori.

La classifica

Altroconsumo ha stilato una classifica delle dieci località più care. I prezzi sono per un ombrellone e due lettini:

10. Rimini, 150 euro a settimana

9. Lignano, 154 euro a settimana

8. Senigallia, 158 euro a settimana


7. Anzio, 176 euro a settimana

6. Palinuro, 187 euro a settimana


5. Taormina e Giardini Naxos, 204 euro a settimana

4. Viareggio, 217 euro a settimana

3. Alghero, 240 euro a settimana


2. Gallipoli, 295 euro a settimana

1. Alassio, 340 euro a settimana

Cara estate

Per stilare questa classifica, Altroconsumo ha raccolto le tariffe di 213 stabilimenti balneari in Italia. Le località sono state scelte secondo un criterio che considera i luoghi con almeno dieci stabilimenti. “Il campione costituisce almeno il 20 per cento degli stabilimenti presenti nella località con un minimo di 10. La scelta degli stabilimenti – è spigato in un comunicato di Altroconsumo - da contattare è stata fatta tenendo conto della distribuzione territoriale in zone e cercando di mantenere nel campione la stessa distribuzione della totalità degli stabilimenti. In questo modo abbiamo evitato di dare troppa o troppo poca importanza a zone più o meno costose”. Il risultato è che la voce “Spiaggia” si riconferma per chi va in vacanza una delle più care. Alassio, come abbiamo visto, è la località più costosa per le vacanze al mare: per una settimana in spiaggia, il prezzo medio delle prime quattro file è di 340 euro. La prima fila arriva fino a 354 euro.

Secondo l’indagine, elaborata sulla base di preventivi nella settimana dal 3 al 9 agosto, si evidenzia un incremento medio del 5 per cento rispetto al 2024 per una postazione (un ombrellone e due lettini nelle prime quattro file). Dopo Alassio, tra le spiagge più costose, ci sono Gallipoli in Puglia (295 euro prezzo medio, 316 euro prima fila), Alghero in Sardegna (240 euro prezzo medio, 251 euro prima fila) e Viareggio in Toscana (217 euro per tutte le file). E in alcune località l’incremento supera il 5 per cento. Come ad Alghero e Senigallia (Marche) dove si registra un’impennata del 9 per cento, mentre a Palinuro e Gallipoli il rincaro è del 7 per cento. Offerte più accessibili a Rimini: 150 euro prezzo medio e 166 euro per la prima fila. Prezzi popolari anche a Lignano (154 euro prezzo medio, 164 euro prima fila), Senigallia (158 euro prezzo medio, 169 euro prima fila) e Anzio (176 euro prezzo medio, 182 euro prima fila).

Il trend negli ultimi anni

Il conto (già salato) delle vacanze 2025 rispecchia anche quello del 2024. E dell’anno precedente. L’inchiesta mette in evidenza che in soli quattro anni, dal 2021 a oggi, la tariffa media per una postazione è passata da 182 a 212 euro, con un incremento complessivo dei prezzi del 17 per cento. E Altroconsumo sottolinea che “l’aumento medio del 5 per cento rispetto al 2024 va ben oltre il tasso d’inflazione intorno al 2”. E chi vuole scappare dai lidi e distendersi sulla spiaggia libera, le opzioni sono ridotte al lumicino. In un altro studio Legambiente in alcuni comuni, come Pietrasanta (Lucca), Camaiore (Lucca), Montignoso (Massa Carrara), Laigueglia (Savona) e Diano Marina (Imperia) – solo per citarne alcuni – l’occupazione degli stabilimenti privati è intorno al 90 per cento. Ormai si lasciano liberi solo pochi metri spesso alle foci di torrenti o di canali in aree degradate.

Le spese extra

Alla spesa dedicata a lettini e ombrelloni si aggiungono poi altri costi: docce a pagamento, cabine, giochi da spiaggia, uso dei servizi igienici e del frigorifero. A Lignano Pineta, per esempio, molti stabilimenti sono suddivisi in settori dai nomi esclusivi come Vip ed Elite, ma poi non sono dotati nemmeno di una doccia gratuita e per farla bisogna infilare ogni volta una monetina da 20 centesimi. Succede, poi, che in alcune località liguri, dove è prassi far pagare un supplemento per l’ingresso della terza persona. Un surplus che incide sulle famiglie più numerose: un ombrellone con due lettini può costare anche 55 euro al giorno se si aggiungono i costi extra per altri membri del nucleo familiare.

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