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Francis Ford Coppola, quando la sanità italiana è un’eccellenza: ecco i centri apprezzati nel mondo

Il Niguarda di Milano (fotogramma)

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L’attore americano ha scelto una struttura di Roma per operarsi, ma sono tante le realtà dove si fa sanità di alto livello nel nostro Paese
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Le eccellenze ci sono anche in Italia. La sanità nostrana, messa a dura prova dal problema del definanziamento, appesantita da liste di attesa, da strutture e macchinari talvolta inadeguati, da ormai cronici problemi di organico esprime comunque punti di altissima qualità, oltre ad assicurare un sistema pubblico comunque ancora solido, soprattutto quando ci sono da affrontare problemi di salute gravi. Il caso di Francis Ford Coppola che ha scelto l’ospedale di Tor Vergata di Roma per un intervento di ablazione per curare la fibrillazione atriale, dimostra che il nostro Paese è stimato a livello internazionale, grazie a grandi centri specialistici, a medici che inventano tecniche nuove e comunque applicano al meglio protocolli di cura innovativi. Ma dove nascono punte di eccellenza, deve esserci comunque una base sanitaria solida. E questo è un aspetto da valutare con ottimismo.

La classifica di Newsweek

Ma quali sono i centri italiani migliori? Le classifiche non sono mai del tutto v…

Le eccellenze ci sono anche in Italia. La sanità nostrana, messa a dura prova dal problema del definanziamento, appesantita da liste di attesa, da strutture e macchinari talvolta inadeguati, da ormai cronici problemi di organico esprime comunque punti di altissima qualità, oltre ad assicurare un sistema pubblico comunque ancora solido, soprattutto quando ci sono da affrontare problemi di salute gravi. Il caso di Francis Ford Coppola che ha scelto l’ospedale di Tor Vergata di Roma per un intervento di ablazione per curare la fibrillazione atriale, dimostra che il nostro Paese è stimato a livello internazionale, grazie a grandi centri specialistici, a medici che inventano tecniche nuove e comunque applicano al meglio protocolli di cura innovativi. Ma dove nascono punte di eccellenza, deve esserci comunque una base sanitaria solida. E questo è un aspetto da valutare con ottimismo.

La classifica di Newsweek

Ma quali sono i centri italiani migliori? Le classifiche non sono mai del tutto veritiere, soprattutto possono sfuggire singoli reparti dove si lavora benissimo magari in un contesto ospedaliero non tutto di alto livello. Per avere un confronto internazionale i dati migliori sono quelli di Newsweek, che periodicamente fa una pubblicazione con strutture di tutto il mondo. Il “World’s best hospitals 2025” della rivista statunitense ha valutato ben 2.400 ospedali in 30 Paesi. La classifica si basa su vari fattori, incluso un sondaggio online tra migliaia di esperti, dati sull’esperienza dei pazienti, parametri di qualità dell’assistenza. Si tiene conto anche di parametri come l'igiene e il rapporto pazienti/medici.

Il Niguarda in testa

Ebbene, il centro migliore in Italia è l’ospedale Niguarda di Milano. Si piazza al 37° posto a livello globale, un risultato eccellente (in testa c’è la Mayo Clinic di Rochester in Minnesota, seguita dalla Cleveland clinic). Seguono il Gemelli di Roma (44° posto), il San Raffaele di Milano (54°), l’Humanitas sempre della città lombarda (61° posto), il Sant’Orsola-Malpighi di Bologna (73°), il Papa Giovanni XXIII di Bergamo (117°), l’ospedale Borgo Trento di Verona (119°), l’ospedale di Padova (128°), il San Matteo di Pavia (135°), il Sant’Andrea di Roma (177°). Questi sono i primi dieci. In classifica, rientrano anche Careggi di Firenze (180°), il policlinico di Modena (215°), le Molinette di Torino (219°). Anche in Italia viene stilata una classifica, questa volta da Agenas, che prende in considerazione gli esiti delle cure con il cosiddetto Piano nazionale esiti (Pne). Nell’ultima edizione era in testa il Careggi di Firenze, con l’ospedale di Ancona e lo stesso Humanitas.

I reparti di eccellenza

Come detto, le classifiche degli ospedali non tengono conto dei centri di alta specialità, come quello guidato dal cardiologo Andrea Natale a Tor Vergata. La cardiologia è una disciplina che ha molti esponenti di alto livello nel nostro Paese. Se si guardano ai singoli centri, ci sono eccellenze come la senologia dell’Ieo di Milano (fondato da Umberto Veronesi), il centro per la cura del tumore del pancreas di Verona, il centro trapianti di Torino, la ginecologia del Gemelli (che ha perso di recente il primario Giovanni Scambia, morto nel febbraio scorso), l’urologia di Careggi a Firenze, la neurochirurgia del Besta di Milano e così via.

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