«I pochi studi disponibili ci dicono tutti la stessa cosa: la salute dei bambini non vaccinati è migliore di quella dei bambini vaccinati». A sostenerlo, nel corso di un’intervista di sette mesi fa, è stato Eugenio Serravalle, il pediatra che è entrato tra le polemiche nel nuovo Nitag, cioè il gruppo tecnico consultivo sulle vaccinazioni i cui membri sono stati nominati ieri dal ministro Orazio Schillaci. Sul nome di Serravalle, da molti anni contrario ai vaccini, e su quello di Paolo Bellavite, anche lui storicamente scettico su questi strumenti di prevenzione, si sono scatenate polemiche politiche. «Sono due ultrà No-Vax», hanno detto da Italia Viva, mentre il Pd ha annunciato una interrogazione urgente.
Il tentativo di calmare le acque
Il presidente del Nitag è il presidente della Società italiana di malattie infettive Roberto Parrella, che ha diffuso un comunicato stampa piuttosto conciliante. Le sue parole, però, stridono con quelle di Serravalle. «L’offerta vaccinale rappresent…
«I pochi studi disponibili ci dicono tutti la stessa cosa: la salute dei bambini non vaccinati è migliore di quella dei bambini vaccinati». A sostenerlo, nel corso di un’intervista di sette mesi fa, è stato Eugenio Serravalle, il pediatra che è entrato tra le polemiche nel nuovo Nitag, cioè il gruppo tecnico consultivo sulle vaccinazioni i cui membri sono stati nominati ieri dal ministro Orazio Schillaci. Sul nome di Serravalle, da molti anni contrario ai vaccini, e su quello di Paolo Bellavite, anche lui storicamente scettico su questi strumenti di prevenzione, si sono scatenate polemiche politiche. «Sono due ultrà No-Vax», hanno detto da Italia Viva, mentre il Pd ha annunciato una interrogazione urgente.
Il tentativo di calmare le acque
Il presidente del Nitag è il presidente della Società italiana di malattie infettive Roberto Parrella, che ha diffuso un comunicato stampa piuttosto conciliante. Le sue parole, però, stridono con quelle di Serravalle. «L’offerta vaccinale rappresenta uno strumento straordinario di prevenzione e un’offerta di salute da cui non si può prescindere», dice Parrella. «Certamente ancora tanto bisogna fare in ambito vaccinale, ma sono sicuro che con tutti i nuovi componenti si potrà instaurare un utile confronto e una proficua collaborazione, sostenuta dai dati scientitici e indirizzata unicamente alla salvaguardia della salute pubblica individuale».
L’infettivologo parla anche del calendario vaccinale, cioè il documento che stabilisce quali sono le somministrazioni da fare a seconda delle età, dicendo che «è fortemente apprezzato in ambito scientifico per la sua valida offerta». Alle riunioni del Nitag dovrà spiegarlo a certi componenti dell’organismo, come Serravalle, che sostiene invece che «il calendario vaccinale promuove un numero esagerato di vaccini. Siamo arrivati a proporne tantissimi nei primissimi 12 mesi di età senza che nessuno sappia cosa può succedere a distanza di tempo».
Un po’ più critica di Parrella è la dottoressa che lo sostituirà a breve alla presidenza della società scientifica, Cristina Mussini di Modena. «Credo che sia profondamente sbagliato quando la politica entra nella scienza. Quest’ultima è perfettamente in grado di offrire dati che possano indicare le scelte giuste da fare. Mi stupisco che in un campo così importante possano esserci ancora posizioni contro dati incontrovertibili». Secondo le indiscrezioni, è stata Fdi a chiedere l’ingresso di Serravalle e Bellavite nel Nitag, probabilmente Lucio Malan attraverso Rita di Quinzio, potente segretaria politica del ministero.
Gli attacchi del Pd
Intanto vanno avanti le polemiche politiche sulla composizione dell’organismo, nel quale non sono presenti medici di famiglia, farmacisti e pediatri di base, cioè i professionisti che si occupano di vaccinazioni sul campo. Sindacati e società scientifiche avrebbero espresso perplessità al ministero e non è escluso che nelle prossime settimane il gruppo del Nitag venga integrato con nuovi membri. Intanto è dura la posizione di Beatrice Lorenzin, ex ministra e vicepresidente del Pd al Senato. «Il ministro Schillaci non chiarisce i criteri che hanno portato alle nomine del Nitag. Un silenzio imbarazzante che diventa scandaloso dopo lo sconcerto espresso sia da parte del mondo scientifico che da quello politico. Se le nomine sono state fatte perché all'interno del comitato ci sia un “confronto nell'interesse della salute pubblica”, voglio ricordare al ministro che nella comunità scientifica ci si confronta su dati scientifici, non su congetture. I comitati tecnici non sono talk show televisivi dove 1 vale 1 a prescindere da titoli e autorevolezza. Così questo comitato è destinata alla paralisi, creando, già solo per questo, un danno». Duro anche il presidente dei Dem Stefano Bonaccini. «Non ho dubbi che il ministro Schillaci sia una persona onesta e perbene. Ma non ho altrettanto dubbi sul fatto che sia inadeguato nel ruolo di ministro. Ne ho conosciuti diversi di ministri alla sanità, ma così incapaci mai. L’ultima perla del ministro, la nomina di due esponenti no-vax nella commissione che si occupa di vaccini. Farsa, non fosse tragedia».
Così parlò Serravalle
Anche le parole di Serravalle, simili nell’intervista video di sette mesi fa a quelle pronunciate già nel 2009, mettono in dubbio i vaccini con grande sicurezza. Il pediatra ha presentato un libro di Robert F. Kennedy Jr, il ministro alla Salute Usa che di recente ha deciso di togliere soldi alle ricerche sui vaccini. «Nessuno studia la salute dei non vaccinati – dice il pediatra settantenne – C’è omertà, non si cercano dati scientifici seri. Si dà per scontato che i bambini debbano fare i vaccini. Nel 2013 l’Institute of medicine statunitense dichiarò che non si è mai trovato uno studio che metta a confronto la salute dei bambini vaccinati con quella dei non vaccinati. Da allora la richiesta di approfondire non è mai stata accolta. Però ci sono ricercatori indipendenti che hanno deciso di vederci chiaro. Sono stati finalmente messi insieme alcuni lavori che dicono che le prove attuali non sono tali da poter essere del tutto tranquilli. I pochi studi disponibili, va detto di qualità non eccelsa, ci dicono tutti la stessa cosa, che la salute dei bambini non vaccinati è migliore di quella dei bambini vaccinati». Serravalle cita malattie croniche che sarebbero più diffuse tra i vaccinati, ma anche infezioni polmonari e pure “disturbi nel neurosviluppo”. Sembrano parole molto distanti da quello che pensano gli altri membri del Nitag, le cui sedute potrebbero essere molto movimentate.