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Lettera inedita di Ratzinger: “La mia rinuncia fu valida, nessuno scisma strisciante”

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La missiva, del 2014, pubblicato in un libro che esce ora. La polemica negli anni scorsi sulla compresenza di un “Papa emerito” accanto a Francesco
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E’ una polemica che sembra ormai superata dagli eventi, ma il fatto stesso che ciclicamente ancora torni in superficie dimostra quanto le dimissioni di Benedetto XVI furono un evento traumatico nella Chiesa, in particolare per il fronte conservatore. Il sito La Nuova Bussola Quotidiana ha diffuso oggi il testo di una lettera che Joseph Ratzinger scrisse il 21 agosto del 2014, dunque oltre un anno dopo la rinuncia, per rivendicare la validità della propria scelta e contestare chi lo ha accusato di avere innescato uno “scisma strisciante”.

I contorni incerti

Più volte, dalla rinuncia nel febbraio del 2013 alla morte avvenuta il 31 dicembre 2022, Benedetto XVI è tornato a riaffacciarsi in pubblico per difendere la rinuncia dalle critiche e tentare di chiarire i contorni giuridici di una situazione inedita, la convivenza tra un Papa emerito e un Papa regnante, Francesco, che in qualche modo la sua stessa scelta di continuare a vestire di bianco, e, appunto, farsi chiamare “Papa emerito”, …

E’ una polemica che sembra ormai superata dagli eventi, ma il fatto stesso che ciclicamente ancora torni in superficie dimostra quanto le dimissioni di Benedetto XVI furono un evento traumatico nella Chiesa, in particolare per il fronte conservatore. Il sito La Nuova Bussola Quotidiana ha diffuso oggi il testo di una lettera che Joseph Ratzinger scrisse il 21 agosto del 2014, dunque oltre un anno dopo la rinuncia, per rivendicare la validità della propria scelta e contestare chi lo ha accusato di avere innescato uno “scisma strisciante”.

I contorni incerti

Più volte, dalla rinuncia nel febbraio del 2013 alla morte avvenuta il 31 dicembre 2022, Benedetto XVI è tornato a riaffacciarsi in pubblico per difendere la rinuncia dalle critiche e tentare di chiarire i contorni giuridici di una situazione inedita, la convivenza tra un Papa emerito e un Papa regnante, Francesco, che in qualche modo la sua stessa scelta di continuare a vestire di bianco, e, appunto, farsi chiamare “Papa emerito”, anziché, ad esempio, vescovo emerito di Roma, aveva reso incerta. Il segretario di Benedetto, monsignor Georg Gaenswein, arrivò a dire che Benedetto non aveva "abbandonato l'ufficio di Pietro", anzi, ne aveva fatto "un ministero allargato, con un membro attivo e un membro contemplativo".

“Come il vescovo emerito”

“Dire che nella mia rinuncia avrei lasciato “solo l’esercizio del ministero e non anche il munus” è contrario alla chiara dottrina dogmatica-canonica”, scrive Ratzinger a monsignor Nicola Bux, sacerdote barese di tendenza tradizionalista che lo aveva interpellato a proposito dei dubbi e perplessità che avevano accompagnato la sua rinuncia al pontificato l’anno precedente. Il testo integrale di questo documento, anticipato da La Nuova Bussola Quotidiana, viene ora pubblicato per la prima volta come appendice al libro Realtà e utopia nella Chiesa scritto dallo stesso Nicola Bux con Vito Palmiotti. “Se alcuni giornalisti parlano “di scisma strisciante” non meritano nessuna attenzione”, scrive Ratzinger. Che, rispondendo alle obiezioni presentategli, giudica “pienamente” valida la rinuncia di un Papa e “fondato” il parallelismo “tra il Vescovo diocesano e il Vescovo di Roma in riferimento alla questione della rinuncia”. Inoltre difende il diritto di un Pontefice a parlare e scrivere al di fuori “dell’ufficio di Papa”, come ha fatto lui stesso continuando durante il pontificato a scrivere libri, come ad esempio i volumi dedicati a Gesù, che considera “una missione del Signore”.

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