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Scottarsi la pelle al sole, il nuovo trend social che preoccupa i medici: “Attenzione, è pericoloso”

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Su Tiktok i video di giovani che si fanno tatuaggi con la crema. La Francia mette in guardia sui rischi. Il dermatologo: “E poi ci si abbronza a chiazze”
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Una gara alla scottatura. Ragazzini e ragazzine che prendono il sole in spiaggia senza protezione, facendosi intanto un disegno sulla pelle con la crema, così da avere una sorta di “tatuaggio in bianco” a fine giornata. Un cuore, una stella, un sole e così via. E’ una delle tendenze estive che si diffondono su Tiktok, dove girano video e foto dedicate ai “sun tattoos” oppure alle “tan lines”, i più classici segni bianchi del costume che risaltano la differenza di colore della pelle. Ci sono tutorial che spiegano come farseli, senza minimamente considerare i rischi legati alle bruciature provocate dal sole, a maggior ragione tra i più giovani. In Francia si è addirittura mosso il ministro alla Salute Yannick Neuder, che in un video a fine luglio ha ricordato quanto possono essere pericolosi certi comportamenti.

L’esperto: “Chi si brucia si abbronza a chiazze”

E’ noto che le scottature possano essere legate all’aumento del rischio di sviluppare un tumore della pelle. “Ma la pri…

Una gara alla scottatura. Ragazzini e ragazzine che prendono il sole in spiaggia senza protezione, facendosi intanto un disegno sulla pelle con la crema, così da avere una sorta di “tatuaggio in bianco” a fine giornata. Un cuore, una stella, un sole e così via. E’ una delle tendenze estive che si diffondono su Tiktok, dove girano video e foto dedicate ai “sun tattoos” oppure alle “tan lines”, i più classici segni bianchi del costume che risaltano la differenza di colore della pelle. Ci sono tutorial che spiegano come farseli, senza minimamente considerare i rischi legati alle bruciature provocate dal sole, a maggior ragione tra i più giovani. In Francia si è addirittura mosso il ministro alla Salute Yannick Neuder, che in un video a fine luglio ha ricordato quanto possono essere pericolosi certi comportamenti.

L’esperto: “Chi si brucia si abbronza a chiazze”

E’ noto che le scottature possano essere legate all’aumento del rischio di sviluppare un tumore della pelle. “Ma la prima cosa che direi ai ragazzi per dissuaderli da certi comportamenti è un’altra. Tanto metterli in guardia sulla possibilità di avere un melanoma tra alcuni anni non sarebbe tanto efficace, perché sono giovani e non pensano certo ai danni a lungo termine di certi comportamenti”. A parlare è Giovanni Pellacani è ordinario di dermatologia e lavora all’Umberto I di Roma, oltre a presiedere la società scientifica della sua disciplina. Secondo lui, i giovani devono tenere conto di altri aspetti: “Intanto, scottarsi è molto doloroso. Poi fa pure perdere l’abbronzatura. Se mi brucio al sole accelero il ricambio cellulare e infatti mi spello, così il colorito scompare. E magari rimangono delle chiazze sulla pelle di colore diverso. Per avere una bella abbronzatura bisogna mettersi la crema protettiva correttamente e prendere il sole con calma, non in uno o due giorni. Se si procede lentamente si ottiene un colorito uniforme e più bello”.

Il rischio tumori della pelle

Pellacani ricorda come negli ultimi anni ci sia stato un aumento di incidenza di melanomi e altri tumori della pelle, sia per una maggiore capacità di diagnosi sia perché le patologie sono più diffuse. Il legame con le scottature è accertato scientificamente. “Se bruciarsi la pelle, cioè prendere il sole in modo sbagliato, troppo intensamente e in nel tempo, non va mai bene, farlo in età di giovani è anche peggio – spiega il medico – In adolescenza infatti il rischio aumenta. Se ci si ustiona in più occasioni, il rischio di ammalarsi aumenta di 3-4 volte”. Oggi si sta più al sole, dice il medico, anche per questo si vede un aumento di certe patologie. Altre, come certi tumori della pelle diversi dal melanoma, sono più legati a una esposizione prolungata negli anni, quindi possono riguardare persone anziane.

Come mettere la crema

Ma come vanno messe le creme solari? Spiega il dermatologo che si possono usare quelle a protezione 30 o 50. “Purtroppo, spesso si utilizzano male. Intanto è una questione di quantità. La potenza della protezione della crema solare basata su un test che prevedono l’applicazione di due milligrammi su centimetro quadrato. Si tratta di una quantità importante e praticamente tutti ne mettono molto meno del necessario. Diciamo che un tubo di crema da 200 grammi a una persona dovrebbe durare tre-quattro giorni. Questo è un problema, mi rendo conto, perché si tratta di prodotti dai prezzi molto alti”. Riguardo ai doposole, Pellacani, aggiunge che “non hanno grande efficacia sulla abbronzatura, sono idratanti, ammorbidenti e attenuanti. Ma se ho preso bene il solo non servono, basta una semplice crema idratante”.

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