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Codice rosso: cos’è e come si applica

(ansa)
Con la Legge Roccella, maggiore attenzione ai “reati spia” e rafforzamento delle misure di protezione preventiva. Ora si attende il via libera definitivo per il nuovo reato di femminicidio
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Negli ultimi anni l’Italia ha rafforzato il proprio impegno nella lotta contro la violenza di genere, introducendo leggi e modifiche mirate a tutelare le vittime e a punire con maggiore severità gli autori di reati. Il Codice Rosso, voluto dall’allora ministra Giulia Bongiorno, è stato un passo fondamentale in questa direzione: una corsia preferenziale per accelerare le indagini sui casi di violenza domestica, con pene più dure per i responsabili.

La legge Roccella

Tuttavia, nonostante l’entrata in vigore della norma, i femminicidi non sono diminuiti. Per questo, il 22 novembre 2023, il Senato ha approvato all’unanimità la cosiddetta Legge Roccella, un pacchetto di correttivi per rendere ancora più efficace il Codice Rosso.

I reati spia

La riforma ha posto maggiore attenzione ai cosiddetti “reati spia” e ha rafforzato le misure di protezione preventiva. Tra le principali novità: tempi più rapidi per le misure cautelari, uso più stringente del braccialetto elettronico, arresto in “flagranza differita” basato su prove video o digitali, e possibilità di allontanamento d’urgenza dalla casa familiare anche senza la flagranza di reato. Prevista inoltre una provvisionale come anticipo del risarcimento per le vittime e un potenziamento degli obblighi di comunicazione verso la persona offesa.

Il nuovo reato di femminicidio

Il 7 marzo scorso il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge che introduce un nuovo reato di femminicidio, punito con l’ergastolo quando l’omicidio è motivato da controllo, possesso, dominio, rifiuto o odio verso la donna. Il provvedimento, passato all’unanimità in Senato il 23 luglio, attende ora il via libera definitivo della Camera.

Le aggravanti

Sono previste aggravanti con un “significativo” aumento delle pene per reati come maltrattamenti in famiglia, lesioni permanenti al volto, mutilazioni genitali femminili, interruzione di gravidanza non consensuale, violenza sessuale aggravata, stalking e revenge porn.

Nuove procedure giudiziarie

Il nuovo pacchetto di norme interviene anche sul codice di procedura penale: il pubblico ministero, entro tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato, deve ascoltare personalmente la donna offesa che ne faccia richiesta. La vittima dovrà essere informata sia in caso di richiesta di patteggiamento dell’imputato sia in caso di sua scarcerazione.

Le misure restrittive

Quando vi siano gravi indizi di colpevolezza per reati legati al Codice Rosso, scatteranno misure restrittive come la custodia cautelare in carcere o gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Infine, la riforma rende obbligatoria la formazione specifica dei magistrati in materia di violenza di genere.

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