No-Vax tra i consulenti sui vaccini, i medici: “Scelta sconcertante”. E ci sono le prime dimissioni
di Michele Bocci“Una scelta sconcertante”. È quella dei medici igienisti la prima voce critica del mondo professionale nei confronti delle scelte del ministero alla Salute sui membri del nuovo Nitag, l’organismo che si occupa di vaccini dove sono stati inseriti un dottore e un ex dottore fermamente contrari a questi strumenti di prevenzione, Eugenio Serravalle e Paolo Bellavite. "Non possiamo esimerci dall’esprimere profonda contrarietà e sconcerto per la decisione di includere tra i membri due esponenti notoriamente legati a posizioni antiscientifiche rispetto ai vaccini”. A dirlo è il presidente della Società italiana di igiene (Siti) Enrico Di Rosa. La posizione è molto più netta di quella degli infettivologi, che praticamente avevano evitato qualunque critica, anche alla luce del fatto che sono quattro o cinque gli igienisti nominati nel Nitag. E oggi ha rifiutato l’incarico come componente del Nitag Francesca Russo, la responsabile della prevenzione della Regione Veneto, uno dei tecnici più stim…
“Una scelta sconcertante”. È quella dei medici igienisti la prima voce critica del mondo professionale nei confronti delle scelte del ministero alla Salute sui membri del nuovo Nitag, l’organismo che si occupa di vaccini dove sono stati inseriti un dottore e un ex dottore fermamente contrari a questi strumenti di prevenzione, Eugenio Serravalle e Paolo Bellavite. "Non possiamo esimerci dall’esprimere profonda contrarietà e sconcerto per la decisione di includere tra i membri due esponenti notoriamente legati a posizioni antiscientifiche rispetto ai vaccini”. A dirlo è il presidente della Società italiana di igiene (Siti) Enrico Di Rosa. La posizione è molto più netta di quella degli infettivologi, che praticamente avevano evitato qualunque critica, anche alla luce del fatto che sono quattro o cinque gli igienisti nominati nel Nitag. E oggi ha rifiutato l’incarico come componente del Nitag Francesca Russo, la responsabile della prevenzione della Regione Veneto, uno dei tecnici più stimati a livello nazionale. Una decisione maturata dopo aver valutato la composizione del gruppo.
L’attacco degli igienisti
Del resto questi specialisti sono quelli che si occupano più direttamente di vaccini e sanno quanto le posizioni No-Vax hanno minato la fiducia di alcuni cittadini in questi strumenti sanitari. “Il Nitag, per sua natura, non è una sede di confronto ideologico né un'arena in cui bilanciare opinioni divergenti. È un organismo tecnico-scientifico che opera in base al principio delle evidenze, con il compito di orientare le strategie vaccinali fondando le proprie raccomandazioni su dati solidi, metodo rigoroso e competenza clinica ed epidemiologica”, dice Di Rosa. E così “la presenza di soggetti che hanno attivamente contribuito alla diffusione di disinformazione in tema vaccinale rischia di produrre un grave danno comunicativo e culturale, legittimando posizioni antiscientifiche e minando la fiducia dei cittadini”.
“Comitato da integrare”
Di Rosa, che valuta positivamente la presenza nel Nitag anche di igienisti e specialisti di sanità pubblica di alto profilo, pone l’accento su un altro problema. “La composizione attuale del Nitag non rappresenta in modo completo ed esaustivo tutte le componenti fondamentali della rete nazionale dell'offerta vaccinale”. Parla dei professionisti che fanno parte dei dipartimenti di Prevenzione. Ma nel gruppo mancano anche pediatri e medici di famiglia, oltre a farmacisti. Tutte figure che si occupano della somministrazione. Per questo dalle varie categorie sono arrivate proteste al ministero alla Salute.
La tecnica del Veneto che si è fatta da parte
Francesca Russo ha scritto al ministero per rifiutare l’incarico, ricordando appunto che i due nomi sui quali sta infuriando la polemica “hanno più volte espresso pubblicamente posizioni non coerenti con le evidenze scientifiche in materia di vaccinazioni”. Russo, una storica dirigente veneta che ha affrontato in prima linea il Covid, lavora per una Regione che a suo tempo non credeva nell’obbligo e che, come noto, è guidata dalla Lega. È anche la coordinatrice delle Regioni per la Prevenzione e fa notare come i nomi scelti non siano prima stati sottoposti alla commissione salute delle Regioni. Russo crede nella vaccinazione e sa bene quanto personaggi come Serravalle abbiano lavorato nel tempo per instillare dubbi nelle famiglie. “In un momento come questo – scrive – in cui l’offerta vaccinale richiede una sempre maggiore competenza si rende imprescindibile il ruolo di organismi consultivi tecnici, come il Nitag, che operino in piena coerenza con i principi scientifici e con le finalità di tutela della salute pubblica”.