Una quindicina di centri pronti ad inviarlo agli ospedali italiani che ne hanno bisogno. Esiste una rete di strutture che hanno la disponibilità dell’antidoto contro la tossina del botulino, l’unica cura efficace, insieme all’assistenza di terapia intensiva che si occupa dei sintomi, per sconfiggere l’infezione alimentare più pericolosa di tutte. Anche le persone che si trovano in ospedale dopo i casi della provincia di Cosenza e di Cagliari, vengono trattate con questo rimedio.
Il ruolo di Pavia e la “Scorta strategica”
E’ il Centro antiveleni Maugeri di Pavia a gestire, insieme al ministero alla Salute, gli spostamenti dell’antidoto. Il sistema permette, spiegano dall’Istituto superiore di sanità, di farlo arrivare in poche ore ovunque ce ne sia bisogno, cioè quando i medici di un ospedale fanno la diagnosi di intossicazione da botulino. Le cose andavano diversamente fino a una quindicina di anni fa, quando il magazzino era solo a Roma e la consegna era assicurata entro 24 ore. A P…
Una quindicina di centri pronti ad inviarlo agli ospedali italiani che ne hanno bisogno. Esiste una rete di strutture che hanno la disponibilità dell’antidoto contro la tossina del botulino, l’unica cura efficace, insieme all’assistenza di terapia intensiva che si occupa dei sintomi, per sconfiggere l’infezione alimentare più pericolosa di tutte. Anche le persone che si trovano in ospedale dopo i casi della provincia di Cosenza e di Cagliari, vengono trattate con questo rimedio.
Il ruolo di Pavia e la “Scorta strategica”
E’ il Centro antiveleni Maugeri di Pavia a gestire, insieme al ministero alla Salute, gli spostamenti dell’antidoto. Il sistema permette, spiegano dall’Istituto superiore di sanità, di farlo arrivare in poche ore ovunque ce ne sia bisogno, cioè quando i medici di un ospedale fanno la diagnosi di intossicazione da botulino. Le cose andavano diversamente fino a una quindicina di anni fa, quando il magazzino era solo a Roma e la consegna era assicurata entro 24 ore. A Pavia hanno la cosiddetta “Scorta nazionale strategica degli antidoti e dei farmaci”. Ci sono vari rimedi contro problemi gravi e si è deciso di organizzarla dopo gli attacchi alle Torri Gemelle di New York nel 2001, per i rischi legati al terrorismo (a suo tempo si temevano attacchi con il virus del vaiolo). L’antidoto per le spore del botulino esiste dagli anni Quaranta, ma ovviamente quelli a disposizione oggi sono molto più avanzati.
Quattromila euro a fiala
L’Italia ha acquistato le ultime scorte presso una casa farmaceutica canadese, al costo di 4 mila euro a fiala. La somministrazione ai pazienti avviene tramite flebo, abbastanza lentamente anche perché bisogna valutare bene eventuali eventi avversi legati all’antidoto. “Non si somministra in tutti i casi – ha spietato Carlo Locatelli, che guida il Centro antiveleni Maugeri di Pavia – Se il paziente ha dei sintomi minimi, iniziali, di intossicazione botulinica ma è stabile, lo facciamo rivalutare dai colleghi più volte nella giornata per valutare se c'è una progressione di clinica. Se c'è questa progressione clinica vuo dire che c'è una tossina circolante e allora lo trattiamo”.
Come funziona
Sempre Locatelli spiega che l’antidoto contiene “frammenti anticorpali, quindi solo una parte di anticorpo, contro la tossina botulinica, Quando vengono somministrati entrano nel circolo, identificano la tossina e la bloccano, la legano, non facendola andare nel sistema nervoso centrale dove provoca i danni”. I primi sintomi dell’intossicazione riguardano la vista, che si può sdoppiare e possono comportare anche difficoltà ad aprire le palpebre. Ci sono poi problemi alla bocca, che si secca, ma anche a deglutire e addirittura parlare.
Il vaccino
Negli Usa esiste anche un vaccino contro il botulino che però da noi non viene utilizzato. Gli Stati Uniti lo somministrano, ad esempio, a chi lavora nei laboratori che analizzano il micro organismo e le sue spore, che sono l’agente che provoca la malattia. L’Italia, in base ad un’analisi costi-benefici su rischi ed efficacia ha deciso per il momento di non utilizzarlo.