In Italia il tornello torna di attualità ogni volta che c’è da disciplinare un accesso o interdirlo. Capita di nuovo questa estate a Mondello, ma già era stato minacciato a Venezia, installato negli stadi di calcio e persino in alcune biblioteche universitarie. Adesso tocca alle spiagge, luogo per eccellenza di libertà e di passaggio. La sua invenzione è stata attribuita a un droghiere americano, Clarence Saunders, che lo applicò nel suo supermercato, Piggly Wiggly, nel 1916 a Memphis. Saunders era un uomo dotato di creatività commerciale, tanto che a lui si deve anche la creazione nel 1936 del primo supermercato completamente automatizzato, Keedozle. Ma è probabile che il tornello fosse stato utilizzato già in precedenza negli allevamenti di bestiame delle praterie americane, dove erano allestiti varchi che servivano a far entrare e uscire solo i mandriani e non gli animali. La sua diffusione fu abbastanza rapida nei luoghi pubblici come le metropolitane o altri spazi dove si vuole r…
In Italia il tornello torna di attualità ogni volta che c’è da disciplinare un accesso o interdirlo. Capita di nuovo questa estate a Mondello, ma già era stato minacciato a Venezia, installato negli stadi di calcio e persino in alcune biblioteche universitarie. Adesso tocca alle spiagge, luogo per eccellenza di libertà e di passaggio. La sua invenzione è stata attribuita a un droghiere americano, Clarence Saunders, che lo applicò nel suo supermercato, Piggly Wiggly, nel 1916 a Memphis. Saunders era un uomo dotato di creatività commerciale, tanto che a lui si deve anche la creazione nel 1936 del primo supermercato completamente automatizzato, Keedozle. Ma è probabile che il tornello fosse stato utilizzato già in precedenza negli allevamenti di bestiame delle praterie americane, dove erano allestiti varchi che servivano a far entrare e uscire solo i mandriani e non gli animali. La sua diffusione fu abbastanza rapida nei luoghi pubblici come le metropolitane o altri spazi dove si vuole regolare l’accesso ai non autorizzati, a coloro che non possiedono il pass necessario.
Si tratta di un “dispositivo disciplinare”, come avrebbe detto Michel Foucault, che è diventato normale nelle società di massa dove il controllo è uno degli strumenti principali per organizzare il transito delle persone, oltre delle merci. Di recente la Metropolitana Milanese ha investito parecchio denaro per introdurre tornelli verticali, ad apertura automatica, nelle principali fermate della sua rete, quelle collegate alle stazioni ferroviarie, dove il salto del tornello – quello basso, senza inibitori in alto – è una attività praticata per la maggior parte dai giovani. La lingua italiana conserva anche la versione femminile del sostantivo, tornella; il termine proviene da una espressione dialettale settentrionale che significa “girare”. Si tratta infatti di un cancello che, invece di aprirsi, ruota su sé stesso mentre noi varchiamo la soglia più o meno proibita; il suo scopo è di farci entrare uno alla volta e di contarci. Oggi lo si attiva con tessere elettroniche, badge o anche con l’impronta digitale e il profilo facciale. Sempre più la nostra società nei luoghi molto frequentati funziona in questo modo, che si tratti di un club, una palestra, una piscina, un teatro, un cinema, uno stadio o una piazza, e in futuro forse persino una città. Possiamo classificarlo alla stregua di altre interfacce che hanno preso il posto degli esseri umani nei luoghi pubblici o semi-pubblici.
Possiamo vederlo come lo sviluppo molto semplice ed elementare nella sua tecnologia d’un automa non antropomorfo, che funge da filtro riguardo alla nostra titolarità a praticare quello spazio. Come hanno notato diversi autori, gli oggetti che sorvegliavano le soglie e i punti di passaggio nell’Ottocento e nell’inizio del Novecento sono stati la rete metallica e il filo spinato, strettamente connessi, provenienti dal mondo dell’allevamento di massa, il tornello invece con la sua fisicità resta ancora un oggetto tecnologico del passato. Con che cosa lo si sostituirà in futuro? Funziona bene, e alla fine, salvo quelli della MM milanese, tutto sommato costa poco.