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Cavallino Treporti, Carlo Panizzo è annegato vicino alla riva. La mamma: “Lo avevo sotto gli occhi”

Lumini e peluche in spiaggia per il bimbo di sei anni ritrovato a due metri di profondità. Una catena umana di seicento bagnanti lo aveva cercato
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Cavallino Treporti (Venezia)

Cecilia si sfila il braccialetto di gomma azzurra e congiunge le mani in preghiera, Marco e Michele poggiano delicatamente i loro Kinder pinguì. Peluche, conchiglie, pupazzetti, pietre dipinte con cuori e palloncini. Bambini che, con quello che hanno di più prezioso, rendono omaggio a uno di loro che incredibilmente non c’è più. Carlo, sei anni compiuti l’8 agosto, appena ventiquattr’ore prima giocava felice sulla battigia poi in un attimo è scomparso.

Ora la mamma si dispera: «Ce lo avevo sotto gli occhi, all’improvviso non l’ho visto più». Il corpicino senza vita è stato trovato alle 2.45 della scorsa notte su un fondale di due metri accanto al frangiflutti. Appena cento metri dalla spiaggia dove inutilmente per ore una straordinaria catena umana di oltre 500 persone, entrando in acqua, lo ha cercato rastrellando palmo a palmo quasi un chilometro.

Un piccolo altare sugli scogli

Sugli scogli di quel frangiflutti che taglia la spiaggia libera del litora…

Cavallino Treporti (Venezia)

Cecilia si sfila il braccialetto di gomma azzurra e congiunge le mani in preghiera, Marco e Michele poggiano delicatamente i loro Kinder pinguì. Peluche, conchiglie, pupazzetti, pietre dipinte con cuori e palloncini. Bambini che, con quello che hanno di più prezioso, rendono omaggio a uno di loro che incredibilmente non c’è più. Carlo, sei anni compiuti l’8 agosto, appena ventiquattr’ore prima giocava felice sulla battigia poi in un attimo è scomparso.

Ora la mamma si dispera: «Ce lo avevo sotto gli occhi, all’improvviso non l’ho visto più». Il corpicino senza vita è stato trovato alle 2.45 della scorsa notte su un fondale di due metri accanto al frangiflutti. Appena cento metri dalla spiaggia dove inutilmente per ore una straordinaria catena umana di oltre 500 persone, entrando in acqua, lo ha cercato rastrellando palmo a palmo quasi un chilometro.

Un piccolo altare sugli scogli

Sugli scogli di quel frangiflutti che taglia la spiaggia libera del litorale di Cavallino Treporti, lì dove è stato ritrovato il piccolo Carlo Panizzo, ieri mattina è sorto spontaneamente un piccolo altarino: una maglietta a fondo bianco come “quaderno” dove lasciare un pensiero, una penna legata ad un sasso, candele, lumini e i piccoli oggetti dei bambini. Alla grande catena umana mobilitatasi alla ricerca di Carlo si è sostituita una ininterrotta processione di bagnanti e turisti per un commosso omaggio a una morte che ha scosso l’intera località balneare oltre alla comunità di Roncade, nel Trevigiano, dove il bambino viveva.

12/08/2025 Cavallino. Trovato morto il bambino disperso in mare 

Una gita di un giorno a 45 minuti da casa

Era una gita di un giorno quella che la mamma Dana aveva promesso lunedì a Carlo, il più grande dei suoi due maschietti. Il papà Fabio Panizzo era rimasto al lavoro nel suo ristorante di Colle Umberto. Quarantacinque minuti in auto per arrivare al litorale adriatico, un campeggio dietro l’altro alle spalle di una spiaggia larghissima e dove, entrando in acqua, si cammina con l’acqua alla caviglia per almeno cinquanta metri. Lunedì il tempo era bello e il mare era calmo ma in mattinata aveva tirato vento e la risacca, come spesso accade, aveva aperto buche insidiose nei primi metri di battigia. Forse è in una di quelle che potrebbe essere inciampato Carlo inoltrandosi in acqua e finendo giù proprio nei pochissimi istanti in cui la mamma, seduta in spiaggia, lo ha perso di vista. Erano le 16 e nessuno si è accorto di quel bambino con un caschetto di capelli biondi e un costumino giallo in difficoltà.

Il bagnino e la catena umana

Quando la donna è corsa dai bagnini a chiedere aiuto, nel giro di dieci minuti la spiaggia di Cavallino è balzata in piedi. Tutti in acqua ad aiutare i soccorsi arrivati tempestivamente, capitaneria di porto, guardia costiera, vigili del fuoco. «Appena ho sentito i colleghi della torretta 23 fischiare tre volte, che è il segnale di emergenza in mare, ci siamo subito mobilitati tutti — racconta Andrea, uno dei bagnini — è stato un militare della Guardia costiera a suggerirmi di formare questa catena umana. Sono andato a destra e a sinistra, davanti al Villaggio San Paolo e al camping Vela blu, a chiedere ai bagnanti di scendere in acqua. Tutti hanno aderito subito, uomini, donne, ragazzi, in dieci minuti c’erano seicento persone che si tenevano per mano e battevano l’acqua palmo a mano fin dove si toccava. Purtroppo non siamo riusciti a trovarlo».

La speranza che vagasse sull’arenile

Motovedette ed elicotteri, ricerche in mare ma anche a terra nella speranza che Carlo avesse perso l’orientamento e vagasse sull’arenile, l’attesa infinita dei genitori in una spiaggia che di notte è stata illuminata dalle candele di chi è rimasto a pregare che lo ritrovassero vivo. Accanto alla mamma l’assessore Alberto Ballarin: «Sono ore di grande tristezza, la nostra comunità è fortemente scossa. La spiaggia è sicura e sorvegliata. Sono stato lì fino a mezzanotte e mezza quando siamo riusciti a convincere la signora a riposare in una casa messa a disposizione».

Quando, alle 2.45 di notte, il sonar dei sommozzatori dei vigili del fuoco ha suonato, la mamma di Carlo non era più in spiaggia. «Lo strumento ci ha mostrato una sagoma — racconta provato il comandante dei vigili del fuoco di Venezia, Carlo Metelli — ci siamo calati e abbiamo visto il corpicino. Il bimbo era adagiato su un fondale di circa due metri, non era incastrato a nulla». E la notte di Cavallino è finita nel più mesto dei modi.

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