I farmaci che mancano ad agosto, quei 770 medicinali a rischio
di Michele BocciQuasi 4.200 farmaci che non si trovano più nelle farmacie, territoriale e ospedaliere. Il problema delle carenze dei medicinali riguarda anche agosto, il mese durante il quale ci sono meno servizi attivi nelle città e nelle strutture sanitarie. Aifa, l’Agenzia del farmaco, come fa ormai da tempo, monitora le carenze e le classifica in quattro categorie, a seconda della gravità della situazione. I problemi più importanti riguardano circa 800 preparazioni, che servono per shock anafilattico, per i trapianti, per chi ha insufficienza pancreatica, ma negli elenchi ci sono anche antibiotici, anticoagulanti, immunoglobuline e così via. Bisogna ricordare che nelle liste la stessa medicina può comparire ripetuta più volte, perché si prendono in considerazione i singoli dosaggi di ogni prodotto. Magari non si trova la confezione con compresse da 200 milligrammi mentre è disponibile quella da 400.
Quasi 4.200 farmaci che non si trovano più nelle farmacie, territoriale e ospedaliere. Il problema delle carenze dei medicinali riguarda anche agosto, il mese durante il quale ci sono meno servizi attivi nelle città e nelle strutture sanitarie. Aifa, l’Agenzia del farmaco, come fa ormai da tempo, monitora le carenze e le classifica in quattro categorie, a seconda della gravità della situazione. I problemi più importanti riguardano circa 800 preparazioni, che servono per shock anafilattico, per i trapianti, per chi ha insufficienza pancreatica, ma negli elenchi ci sono anche antibiotici, anticoagulanti, immunoglobuline e così via. Bisogna ricordare che nelle liste la stessa medicina può comparire ripetuta più volte, perché si prendono in considerazione i singoli dosaggi di ogni prodotto. Magari non si trova la confezione con compresse da 200 milligrammi mentre è disponibile quella da 400.
Le carenze che non preoccupano
Il tema delle carenze è molto delicato. Come spiegato, l’agenzia del farmaco le divide per gravità. Intanto nella prima categoria ci sono i prodotti che hanno medicinali equivalenti, e in questo momento sono la maggior parte, cioè 2.825. Si tratta di preparazioni per le quali esiste un generico, cioè un prodotto identico ma non di marca. Non c’è da preoccuparsi per queste preparazioni, perché il malato che non trova il brand può curarsi con l’equivalente, come fanno già i tanti che scelgono l’alternativa meno costosa anche se il prodotto di marca c’è. La seconda tabella di Aifa riguarda prodotti che mancano e per i quali esiste un trattamento alternativo. Sono 602 e la situazione è diversa rispetto agli altri perché in questo caso il paziente non trova una molecola uguale a quella che gli è stata prescritta bensì diversa, ma con le stesse capacità di affrontare la sua malattia. Anche in questo caso non c’è molto da preoccuparsi, perché il percorso terapeutico è comunque assicurato, anche se ovviamente c’è un tema di risposta al farmaco da parte del singolo, di effetti collaterali e così via.
Le situazioni critiche
Le due situazioni più preoccupanti riguardano le altre due categorie. La terza, che riguarda i medicinali per i quali può essere autorizzata l’importazione dall’estero, appunto perché evidentemente in Italia non si trovano e vanno trovati in altri Paesi. Sono 670. Infine, la quarta categoria è quella dei 99 prodotti per i quali si può bloccare l’esportazione, proprio perché c’è carenza e si vuole evitare un fenomeno un tempo più diffuso, cioè lo spostamento di prodotti dall’Italia a Paesi che pagano meglio ad opera dei grossisti.