Linardi: “Ong fermate dal governo, una nostra nave poteva salvarli”
di Alessandra Ziniti“Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi dovrebbe dimettersi subito”.
Giorgia Linardi, portavoce di Sea Watch, va dritto all’obiettivo.
Perché chiedete le dimissioni di Piantedosi dopo questa nuova tragedia?
“Perché con tante vittime ad appena 14 miglia da Lampedusa, in un’area evidentemente priva di soccorsi e dopo almeno 675 morti nel Mediterraneo dall’inizio dell’anno, il ministro dell’Interno dovrebbe avere la decenza di rassegnare le dimissioni. E invece rivendica la sua strategia criminale”.
Che sarebbe quella di allontanare le navi del soccorso privato dal Mediterraneo?
“Sono anni che viene messo in piedi un sistema di ostacolo dei soccorsi, che invece di potenziare le presenze in mare potenzia solo il sistema di sorveglianza che aiuta catture e respingimenti dei migranti. E mi fa sorridere che nelle sue dichiarazioni dopo questo terribile naufragio Piantedosi faccia pure un vago riferimento ad assetti di ong presenti nell’area del naufragio. Sa dov’erano le nostre na…
“Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi dovrebbe dimettersi subito”.
Giorgia Linardi, portavoce di Sea Watch, va dritto all’obiettivo.
Perché chiedete le dimissioni di Piantedosi dopo questa nuova tragedia?
“Perché con tante vittime ad appena 14 miglia da Lampedusa, in un’area evidentemente priva di soccorsi e dopo almeno 675 morti nel Mediterraneo dall’inizio dell’anno, il ministro dell’Interno dovrebbe avere la decenza di rassegnare le dimissioni. E invece rivendica la sua strategia criminale”.
Che sarebbe quella di allontanare le navi del soccorso privato dal Mediterraneo?
“Sono anni che viene messo in piedi un sistema di ostacolo dei soccorsi, che invece di potenziare le presenze in mare potenzia solo il sistema di sorveglianza che aiuta catture e respingimenti dei migranti. E mi fa sorridere che nelle sue dichiarazioni dopo questo terribile naufragio Piantedosi faccia pure un vago riferimento ad assetti di ong presenti nell’area del naufragio. Sa dov’erano le nostre navi?
No, ci dica
“La Sea Watch 5 è in navigazione verso Salerno, distante tre giorni di navigazione dal luogo dell’ultimo soccorso e la più piccola Aurora è stata mandata a Trapani. Se il Viminale avesse assegnato loro porti più vicini sarebbero già tornate nell’area operativa e magari oggi avrebbero potuto soccorrere i due barconi poi naufragati. Per non parlare dei nostri aerei con cui avvistiamo le imbarcazioni: il primo è stato fermato per 20 giorni, pura vendetta per aver segnalato un caso molto grave di ritardo nei soccorsi, e al secondo non viene data l’autorizzazione a decollare”.
E intanto la gente continua a morire. Pare che ci sia anche una neonata tra le ultime vittime
“Una tragedia. E ricordo che un’altra neonata è viva solo perché la mamma da noi soccorsa a cui si erano rotte le acque è stata evacuata in elicottero seppure con grande ritardo da quando avevamo chiesto. Se non ci fossimo stati noi, non sarebbe mai nata e forse sarebbe morta anche quella donna”.
Anche Giorgia Meloni è intervenuta sul naufragio dando la colpa all’inumano cinismo dei trafficanti
“Riferimento ipocrita da parte del capo di un governo le cui politiche arricchiscono i trafficanti con il supporto alle guardie costiere libiche e tunisine che riconsegnano i migranti ai trafficanti che li ributtano in mare lucrando così più volte sulle stesse persone. Riempiamo le tasche dei trafficanti con i soldi dei contribuenti. Da ricostruzioni di varie ong, il memorandum con la Libia dal 2017 ad oggi ci è costato un miliardo di euro. Ed è sotto gli occhi di tutti che trafficanti come Almasri, uno di quelli a cui doveva dare la caccia su tutto il globo terracqueo, è stato invece rispedito a casa sua dove risulta che ha ripreso nei suoi traffici criminali”.
Davanti a questa nuova tragedia che cosa si può pensare di fare?
“Bisogna dire chiaro che gli attraversamenti nel Mediterraneo continuano e sono sintomo del fatto che non ci sono alternative legali e sicure. Davanti a questo nuovo naufragio il governo dovrebbe solo fare due cose: potenziare il dispositivo di soccorso volto alla salvaguardia delle vite umane e non al respingimento e aumentare le alternative sicure e legali per evitare che la gente si metta nelle mani dei trafficanti”.
C’è un decreto flussi da 500.000 ingressi non basta?
“Tutti sanno che va a regolarizzare posizioni di persone già presenti nel nostro territorio e non incide minimamente sui flussi che non hanno altra scelta che affidarsi ai trafficanti. E’ un sistema che continua a far sì che il Paese si riempia di fantasmi che inevitabilmente finiscono nelle mani degli sfruttatori alimentando interessi economici importanti su entrambe le sponde del Mediterraneo”