Sono nati che non pesavano neanche un chilo, ma tra i 6 e i 700 grammi. I due bambini “estremamente prematuri”, come vengono chiamati in neonatologia, erano venuti alla luce alla 23esima e alla 27esima settimana di gestazione. Quando la loro fragilità ha incontrato il batterio serratia marcescens nella terapia intensiva dell’ospedale di Bolzano sono stati colpiti da una sepsi, cioè un’infezione diffusa a tutti gli organi, che li ha uccisi. Le morti sono avvenute martedì, una di giorno e l’altra di notte, quando non avevano neanche un mese. È stata l’azienda sanitaria dell’Alto Adige a diffondere ieri la notizia del decesso, esprimendo alle famiglie «le più sincere condoglianze. Saremo al loro fianco in questo momento difficile».
Le misure adottate a Bolzano
Altri cinque neonati dei dieci ospitati nella terapia intensiva sono positivi alla serratia, ma non hanno sintomi e le loro condizioni, che vengono costantemente monitorate, non preoccupano. L’azienda sanitaria ha preso una serie …
Sono nati che non pesavano neanche un chilo, ma tra i 6 e i 700 grammi. I due bambini “estremamente prematuri”, come vengono chiamati in neonatologia, erano venuti alla luce alla 23esima e alla 27esima settimana di gestazione. Quando la loro fragilità ha incontrato il batterio serratia marcescens nella terapia intensiva dell’ospedale di Bolzano sono stati colpiti da una sepsi, cioè un’infezione diffusa a tutti gli organi, che li ha uccisi. Le morti sono avvenute martedì, una di giorno e l’altra di notte, quando non avevano neanche un mese. È stata l’azienda sanitaria dell’Alto Adige a diffondere ieri la notizia del decesso, esprimendo alle famiglie «le più sincere condoglianze. Saremo al loro fianco in questo momento difficile».
Le misure adottate a Bolzano
Altri cinque neonati dei dieci ospitati nella terapia intensiva sono positivi alla serratia, ma non hanno sintomi e le loro condizioni, che vengono costantemente monitorate, non preoccupano. L’azienda sanitaria ha preso una serie di provvedimenti. Intanto ha deciso che per il momento non verranno accettate donne che potrebbero partorire prematuramente, prima della 32esima settimana. Saranno tutte inviate a Trento, dove sarebbero già arrivate un paio di gestanti.
Inoltre anche se dall’ospedale assicurano che nella terapia intensiva neonatale sono applicate tutte le misure previste per prevenire le infezioni ospedaliere «sono state implementate procedure per la corretta igiene delle mani e misure igieniche standard: misure queste che vengono rigorosamente rispettate dal personale. Inoltre, una volta alla settimana viene effettuato uno screening di routine su tutti i neonati prematuri per verificare la presenza di germi». Ultima misura: la terapia intensiva neonatale sarà trasferito a breve nei locali dell’ex reparto di terapia intensiva per adulti.
Un batterio pericoloso per i fragili
Le infezioni ospedaliere sono un serio problema di tutte le strutture sanitarie. La serratia è uno dei dieci batteri più diffusi negli ospedali. È presente nel suolo, nelle acque, sulle piante e anche negli animali e nell’uomo. I problemi maggiori li provoca proprio ai bambini prematuri, quelli più grandi e gli adulti di solito superano l’infezione. Può essere contratta attraverso l’inserimento di cateteri e l’utilizzo di strumenti medici.
La fonte del contagio
Come è arrivata nel reparto di Bolzano? Difficile dirlo, ma c’è anche l’ipotesi, non confermata al momento dai sanitari della Asl, che a diffondere il batterio sia stata una delle mamme. Per capire cosa potrebbe essere successo la procura ha mandato i carabinieri dei Nas, che verificheranno il rispetto dei protocolli per la prevenzione e la presenza di eventuali carenze igieniche nel reparto. Successivamente i magistrati decideranno se disporre l’autopsia per fatto che non costituisce reato, oppure se aprire un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti o iscrivere degli indagati.
Il cordoglio dell’assessore
L’assessore alla Sanità dell’Alto Adige, Hubert Messner, è proprio un medico neonatologo. «Quanto è successo ci colpisce tutti profondamente — dice — Porgo le mie più sentite condoglianze alle famiglie colpite. Conosco il team del reparto e so che tutti operano con grande professionalità, sia dal punto di vista medico che umano».