Hallissey: “I balneari mi detestano ma la gente sta aprendo gli occhi”
di Concetto VecchioMatteo Hallissey, 22 anni, bolognese, presidente di Più Europa, in quale spiaggia ha avuto più paura?
«A Mondello me la sono vista brutta: erano parecchio violenti».
È ormai il nemico numero uno dei balneari.
«Su cento euro di fatturato ne versano uno allo Stato. Mondello è il caso più clamoroso perché lì dal 1909 una sola società gestisce i lidi, salvo due minuscoli».
Giro d’affari?
«Quattro milioni di fatturato, uno di utile. Canone pagato: 56mila euro».
Qual è la sua tecnica? Provocare?
«Usare il corpo. Anteporre l’azione alla posizione. Se fai un comunicato non ti fila nessuno».
Cosa fa esattamente?
«Con Ivan Grieco ci presentiamo col nostro ombrellone e contestiamo la definizione di spiaggia privata. Non è possibile che ne vietino addirittura il passaggio». …
Matteo Hallissey, 22 anni, bolognese, presidente di Più Europa, in quale spiaggia ha avuto più paura?
«A Mondello me la sono vista brutta: erano parecchio violenti».
È ormai il nemico numero uno dei balneari.
«Su cento euro di fatturato ne versano uno allo Stato. Mondello è il caso più clamoroso perché lì dal 1909 una sola società gestisce i lidi, salvo due minuscoli».
Giro d’affari?
«Quattro milioni di fatturato, uno di utile. Canone pagato: 56mila euro».
Qual è la sua tecnica? Provocare?
«Usare il corpo. Anteporre l’azione alla posizione. Se fai un comunicato non ti fila nessuno».
Cosa fa esattamente?
«Con Ivan Grieco ci presentiamo col nostro ombrellone e contestiamo la definizione di spiaggia privata. Non è possibile che ne vietino addirittura il passaggio».
E quindi?
«E quindi facciamo casino, affrontiamo i gestori, e riprendiamo tutto con una telecamera».
Ha ragione Tozzi quando dice che gli stabilimenti sono un unicum italiano?
«Non è proprio così. È vero che in Italia abbiamo troppo poca spiaggia libera, e che i lidi vengono gestiti in maniera ereditaria, ma gli stabilimenti ci sono anche all’estero. Noi siamo gli unici che non fanno i bandi».
Gli altri applicano la Bolkenstein?
«Certo. Ci tengo a dire che io non contesto l’esistenza degli stabilimenti: dico che le licenze devono essere messe a gara. Sarebbe un vantaggio anche per loro, perché vivono nella precarietà».
Come mai quest’anno la gente si è ribellata?
«Perché il combinato disposto costo della vita e aumenti dei prezzi degli stabilimenti ha aperto gli occhi a tanti».
Lei ha messo nel mirino pure i tassisti.
«A Fiumicino abbiamo offerto un trancio di pizza a una categoria che dichiara appena 1200 euro al mese e combatte la concorrenza di Uber e Bolt».
Le sono più ostili tassisti o balneari?
«Mi vogliono menare entrambi».
Perché la destra li protegge?
«Lo fa anche la sinistra. Portano voti. Minacciano. Fanno lobby. Ad Alassio mi hanno raccontato di un patto balneari-amministrazione».
C’è qualcuno che si è smarcato?
«Gualtieri a Roma. Ha messo coraggiosamente a gara la spiaggia di Ostia, ma solo per due anni per l’incertezza normativa».
Lei è giovanissimo.
«Alle prossime politiche non avrò ancora l’età per candidarmi».
I suoi cosa dicono?
«Si preoccupano. Ormai non dico più in anticipo dove vado».
In che famiglia è cresciuto?
«Papà inglese, insegna la sua lingua, mamma dipendente pubblico, ho un fratello di diciotto anni. Nessuno di loro ha fatto politica».
È diventato famoso?
«I video fanno milioni di visualizzazioni, un dodicenne mi ha fermato dicendomi: tu sei quello che fa i reel su Tik Tok».
Come ha fatto a diventare il numero due di Più Europa?
«Grazie a un lavoro di squadra con i miei coetanei ho battuto Della Vedova».
Ma le sue battaglie producono effetti?
«A Lavinio hanno tolto le insegne “spiaggia privata”. E in Sicilia la Regione ha abolito tornelli e recinzioni. Abbiamo vinto».