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Fabiana neonata partorita in spiaggia in Calabria, la testimone: “L’ho presa in braccio e ho pianto”

La piccola Fabiana 

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Maria Vittoria Raso, 20 anni, ha soccorso la mamma che aveva appena dato alla luce la piccola e che poi ha deciso di non riconoscerla: “Ecco come l’abbiamo aiutata, lei era sotto shock”
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L’immagine che le è rimasta più impressa è quella di lei che stringe tra le braccia quella bimba appena nata: “Una testa così piccola non l’avevo mai vista. Ho pianto mentre la stringevo e pensavo che io e i miei amici avevamo salvato una vita”.

Maria Vittoria Raso, 20 anni di Cittanova, è al terzo anno del corso di laurea in Servizio sociale ma assicura “quella notte in spiaggia con la mamma e la sua neonata è stata come un tirocinio intensivo”. È stata lei a soccorrere, insieme a altri cinque amici, la donna che ha partorito in mare a Caulonia la figlia che poi non ha riconosciuto. Fabiana proprio ieri è stata affidata a una coppia di Reggio Calabria.

Come vi siete accorti che quella donna aveva partorito?

“Era quasi l’una di notte del 7 agosto. Noi sei eravamo seduti sulla sabbia, stavamo chiacchierando. Nel buio abbiamo intravisto una figura femminile entrare in acqua, aveva lunghi capelli neri e maglietta scura molto larga. Era un po’ insolito ma abbiamo creduto che volesse solo …

L’immagine che le è rimasta più impressa è quella di lei che stringe tra le braccia quella bimba appena nata: “Una testa così piccola non l’avevo mai vista. Ho pianto mentre la stringevo e pensavo che io e i miei amici avevamo salvato una vita”.

Maria Vittoria Raso, 20 anni di Cittanova, è al terzo anno del corso di laurea in Servizio sociale ma assicura “quella notte in spiaggia con la mamma e la sua neonata è stata come un tirocinio intensivo”. È stata lei a soccorrere, insieme a altri cinque amici, la donna che ha partorito in mare a Caulonia la figlia che poi non ha riconosciuto. Fabiana proprio ieri è stata affidata a una coppia di Reggio Calabria.

Come vi siete accorti che quella donna aveva partorito?

“Era quasi l’una di notte del 7 agosto. Noi sei eravamo seduti sulla sabbia, stavamo chiacchierando. Nel buio abbiamo intravisto una figura femminile entrare in acqua, aveva lunghi capelli neri e maglietta scura molto larga. Era un po’ insolito ma abbiamo creduto che volesse solo rinfrescarsi o che fosse di un’altra religione. Ma quando abbiamo sentito la bambina piangere, siamo scattati in piedi. Lei era confusa, aveva il cellulare in mano con la torcia accesa e ho visto nel buio le braccia della piccola stese verso l’alto. Quello che ci ha sconvolti è che questa donna non ha emesso nemmeno un urlo durante il parto. Sembrava solo una donna in acqua. Mai avrei immaginato che dal mare uscisse con una bambina in braccio”.

E cosa avete fatto?

“Ci siamo subito avvicinati a lei, anche se un po’ impauriti. Siamo tutti ragazzi tra i 17 e i 20 anni. Le ho subito chiesto: ‘Lei è tua figlia, quanti anni ha?’. Lei mi ha risposto di sì e ha aggiunto che era appena nata. Sentivo un odore nuovo attorno a me. In quel momento mi ha dato la bambina, ho buttato zaino e cellulare a terra, l’ho presa, ho pianto. Era avvolta in una felpa e poi le abbiamo messo attorno anche l’asciugamano di un mio amico. Aveva ancora gli occhi chiusi e era tutta ricoperta di una sostanza bianca mista a sangue, muoveva appena le mani”.

Cosa vi ha raccontato la mamma?

“Ci ha detto che aveva 30 anni ed era del Nord, era in vacanza con la sua famiglia e che nessuno sapeva che era incinta. Era venuta in spiaggia perché aveva sentito le contrazioni e istintivamente ha deciso di entrare in acqua”.

Chi ha chiamato i soccorsi?

“Noi, lei era titubante ma non perché volesse abbandonare la bambina. Mi ha detto che si era già affidata ai medici della sua città per lasciare lì la figlia. Aveva paura che non potesse farlo a Locri, noi l’abbiamo rassicurata”.

Ha saputo che la bimba è stata affidata a una nuova famiglia?

“Sì, penso che era quello che voleva quella ragazza che conosceva i suoi diritti. La gente in paese, adesso, la giudica come una che ha abbandonato la figlia. Ma non è così. Ha tenuto con sé la bambina finché ha potuto e poi ha deciso di darle un futuro senza di lei. Era fragile e sotto shock. Non ci deve interessare la sua scelta, ciò che è importante è che Fabiana stia bene”.

Una volta a casa?

“Sono tornata alle 3. Ho svegliato mia mamma, mi sono messa a piangere e le ho detto quello che era accaduto. Mi ha abbracciata e mi ha sussurrato: ‘Sei stata coraggiosa’. Per me da adesso il 7 agosto sarà una giornata importante. Una bambina così piccola, la terrò forse solo se un giorno partorirò”.

È andata in ospedale a trovare Fabiana?

“No, perché non sapevo se potevo. Ma un giorno vorrei rivedere quella bambina che ho tenuto in braccio subito dopo la sua mamma. Adesso spero solo che la sua vita sia splendida”.

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