Cronaca

“Il taser può causare arresti cardiaci”. Parla Doug Zipes, il medico che ha studiato le vittime Usa

“Il taser può causare arresti cardiaci”. Parla Doug Zipes, il medico che ha studiato le vittime Usa

“L’apparecchio può essere rischioso se puntato verso il petto”. Peter Schwartz, cardiologo dell’Auxologico: “I test di sicurezza sono fatti su individui tranquilli. Nella vita reale chi si oppone a un arresto è agitatissimo e già in una situazione di rischio aritmia”

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“Gli apparecchi per il controllo elettronico Taser possono causare arresti cardiaci negli esseri umani” è il titolo di un articolo scientifico pubblicato nel 2014 dalla rivista Circulation. Il suo autore, Douglas Zipes, è un professore di cardiologia all’università dell’Indiana oggi in pensione, autore di libri di testo usati in tutto il mondo.

In questo studio descrive otto casi di arresto cardiaco avvenuto immediatamente dopo l’uso del taser negli Stati Uniti tra il 2006 e il 2009. Sette persone sono morte, una è stata rianimata, ma ha subito danni permanenti.

“Per molti anni sono stato chiamato a testimoniare nei processi per i decessi legati all’uso di questi apparecchi”, racconta oggi dalla sua casa di Indianapolis. “Sono convinto che l’uso del taser, se rivolto verso il petto, possa causare arresti cardiaci. Ancora oggi sono preoccupato per l’azienda produttrice, perché usa facilmente l’arma giudiziaria e ha ottimi legali, ma io personalmente non sono mai stato coinvolto in cause giudiziarie”.

Per divulgare gli effetti del taser sul ritmo cardiaco senza timore di conseguenze legali, Zipes si è affidato alla fiction. “Bear’s promise è un romanzo, ma al suo interno racconto le mie conoscenze sul taser. Spiego nei dettagli, da medico, quali possono essere le conseguenze di una scossa elettrica applicata in prossimità del cuore”.

I rischi, precisa il cardiologo, sono confinati ai colpi mirati al petto. “La scarica elettrica può attraversare la gabbia toracica e raggiungere il cuore. Può alterare il suo ritmo, facendolo accelerare fino a portarlo nella condizione di fibrillazione ventricolare e arresto cardiaco causato da aritmia”.

Si ha fibrillazione ventricolare quando la stimolazione elettrica che fa pulsare il cuore perde ogni regolarità. I ventricoli iniziano a contrarsi molto rapidamente ma senza forza, senza quindi riuscire a spingere il sangue nelle arterie. Senza l’uso del defibrillatore, è facile che la fibrillazione ventricolare degeneri in arresto cardiaco e porti alla morte.

Peter J. Schwartz, direttore del Centro per le aritmie di origine genetica dell’Irccs Istituto Auxologico di Milano, è uno dei maggiori esperti mondiali nel campo della morte cardiaca improvvisa. Usa per descrivere il possibile effetto del taser la definizione di “cattura cardiaca”.

“L’attività elettrica esterna – spiega – cattura il ritmo cardiaco naturale. Ne prende il controllo. E’ quel che avviene quando si attiva un pacemaker, ma in quel caso ovviamente lo scopo è di riportare il ritmo cardiaco al livello normale. La cattura elettrica effettuata dal taser può invece mettere a rischio la vita, perché può innescare battiti anormali”.

Molto dipende da dove la vittima della pistola elettrica viene colpita. “Nei casi che ho studiato – prosegue Zipes – il taser era stato puntato al petto, soprattutto sul lato sinistro, e l’arresto cardiaco ha seguito la scossa di pochi secondi”.

“Dopo le mie testimonianze in tribunale l’azienda produttrice ha aggiunto nelle istruzioni dell’apparecchio che il suo uso in rari casi può causare arresto cardiaco” prosegue il cardiologo americano.

“Anche la polizia di Cincinnati, ascoltando le mie deposizioni, ha dato istruzione ai suoi agenti di non puntare l’apparecchio al petto. Nei due casi italiani degli ultimi giorni è importante capire dove le vittime sono state colpite. E’ facile riconoscere i segni lasciati dall’apparecchio sul corpo”.

Le lesioni del taser vicino al cuore in uno dei casi studiati da Zipes
Le lesioni del taser vicino al cuore in uno dei casi studiati da Zipes 

Schwartz aggiunge un dettaglio che spinge a guardare con cautela ad alcuni studi fatti per testare la sicurezza del taser. “Molti di quelli con volontari umani coinvolgevano persone del tutto tranquille. Nella realtà il taser viene usato su individui che oppongono una resistenza violenta. Si trovano in condizioni di stress estremo e l’attivazione del loro sistema nervoso simpatico libera nel cuore catecolamine, noradrenalina e adrenalina, sostanze che aumentano molto la possibilità che stimoli altrimenti innocui inneschino aritmie, producano fibrillazione ventricolare e arresto cardiaco”.

"Uno studio del 2006 sul taser usato su dei maiali – prosegue il cardiologo – ha dimostrato che in presenza di adrenalina la probabilità di indurre fibrillazione ventricolare aumenta drammaticamente”.

Anche la durata della scarica elettrica secondo Schwartz è molto importante. “Dovrebbe durare solo 5 secondi. Si sa che l’operatore può prolungare la durata della scarica o ripeterla quasi in continuazione. Questo aumenta molto la probabilità della cattura cardiaca. La conclusione è che il taser può uccidere anche persone sane. E’ molto meno pericoloso sparare ad una gamba che usare questo apparecchio, che in ogni caso non deve essere indirizzato al torace”.

Secondo un documento di fine 2008 pubblicato da Amnesty International le pistole elettriche tra il 2001 e il 2008 sono state immediatamente seguite da 334 decessi negli Stati Uniti. Un conteggio della Reuters datato 2017 cita 442 cause legali contro gli agenti che avevano usato la pistola elettrica.

“Molti degli studi scientifici sono stati però finanziati dall’azienda produttrice e sminuiscono i rischi. I rari studi indipendenti sono invece più realistici” spiega Zipes. “Un uomo colpito una volta dal Taser aveva un pacemaker, che ha una memoria al suo interno. Analizzando i dati registrati subito dopo la scossa, abbiamo visto il cuore accelerare in modo simile a come avevo descritto. Sappiamo poi da studi non legati all’uso del Taser che droghe come la cocaina o alcuni antidepressivi possono interferire con il ritmo del cuore e quindi aumentare le probabilità di un arresto cardiaco”.

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