Almasri, video shock: “Uccide un uomo in strada”. I libici: “Risale al 2021, nessun morto”
di Alessandra ZinitiUn video choc diffuso dal sito libico Almasdar Libia, un uomo identificato nel generale Almasri che uccide in strada una persona lasciandosi dietro una scia di sangue.
A postarlo questa mattina, su diversi social, alcuni media arabi e la Ong Refugees en Lybie che a corredo delle immagini molto crude, spiega: “Sta circolando un nuovo video che mostra Osama Njeem, popolarmente noto come Almasri mentre uccide un cittadino libico per le strade di Tripoli. Stiamo ancora lavorando per confermare la data esatta dell'episodio, ma è accaduto di recente. Si tratta dello stesso criminale ricercato dalla Cpi per crimini di guerra, sottratto alla giustizia dal governo italiano all'inizio di gennaio. Chi sarà ritenuto responsabile mentre continua a uccidere e terrorizzare innocenti cittadini libici, inclusi rifugiati e migranti?".
Si tratta di un video vecchio e l’uomo non è morto, la versione data diverse ore dopo dalla Rada, la milizia di Tripoli a cui appartiene il comandante libico fermato i…
Un video choc diffuso dal sito libico Almasdar Libia, un uomo identificato nel generale Almasri che uccide in strada una persona lasciandosi dietro una scia di sangue.
A postarlo questa mattina, su diversi social, alcuni media arabi e la Ong Refugees en Lybie che a corredo delle immagini molto crude, spiega: “Sta circolando un nuovo video che mostra Osama Njeem, popolarmente noto come Almasri mentre uccide un cittadino libico per le strade di Tripoli. Stiamo ancora lavorando per confermare la data esatta dell'episodio, ma è accaduto di recente. Si tratta dello stesso criminale ricercato dalla Cpi per crimini di guerra, sottratto alla giustizia dal governo italiano all'inizio di gennaio. Chi sarà ritenuto responsabile mentre continua a uccidere e terrorizzare innocenti cittadini libici, inclusi rifugiati e migranti?".
Si tratta di un video vecchio e l’uomo non è morto, la versione data diverse ore dopo dalla Rada, la milizia di Tripoli a cui appartiene il comandante libico fermato in Italia a gennaio per un mandato di cattura della Corte penale internazionale ma liberato dal governo e rimandato in Libia.
Il video, la versione dei fatti fornita dalla Rada agli apparati di sicurezza italiani – è autentico ma risalirebbe al 2021 o al 2022 e la persona aggredita "non ha riportato lesioni gravi". La ricostruzione fornita dalla Rada è attribuita allo stesso Almasri che dunque ammette di essere lui la persona ripresa mentre picchia a mani nude un uomo lasciandolo sanguinante a terra. Almasri – sostengono ora i libici – si trovava nelle vicinanze della sua abitazione e aveva chiesto al conducente di una autovettura di spostare il mezzo perché mal parcheggiato. Questi in risposta tirava fuori una pistola e Njeem aveva reagito per disarmarlo. Dopo i fatti, sempre secondo quanto riferito dalla Rada, l'uomo - che non aveva riportato lesioni di rilievo - era stato anche denunciato alla Procura.
Le immagini hanno comunque scosso il mondo politico italiano e rilanciano la polemica sulla scelta del governo di liberare e rimandare a casa libero il generale fermato a Torino a gennaio scorso su mandato di cattura della Corte penale europea che lo accusa di crimini contro l’umanità. Una vicenda per cui alcune settimane fa il tribunale dei ministri ha chiesto al Parlamento l’autorizzazione a procedere nei confronti del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e dei ministri Nordio e Piantedosi, archiviando invece la posizione di Giorgia Meloni.
Schlein: “ Meloni deve ancora spiegare agli italiani”
Le opposizioni, all’unisono, richiamano alle sue responsabilità Giorgia Meloni. “Le immagini mostrate dai media libici sono terrificanti – dice la segretaria del Pd Elly Schlein – . Se venisse confermato che a commettere il barbaro omicidio di un cittadino libico in mezzo alla strada è stato il criminale Almasri, il governo italiano deve rispondere a una semplice domanda. Giorgia Meloni non può più esimersi dallo spiegare agli italiani per quale motivo il suo governo, con una scelta politica che lei stessa pochi giorni fa ha rivendicato, ha volutamente ignorato il mandato di cattura della Corte Penale Internazionale che pende su Almasri per i suoi crimini, gli omicidi e le torture, e lo ha liberato e riaccompagnato a Tripoli dove sta continuando a uccidere".
Conte: “ La premier non ha nulla da dire?”
Anche il leader del M5S Giuseppe Conte chiama direttamente in causa la presidente del Consiglio. “Sono immagini raccapriccianti. Giorgia le hai viste quelle immagini? Un briciolo di coscienza ti è rimasta? Così solerte e ciarliera nella propaganda di governo, su Almasri non hai nulla da dire? Da mesi in silenzio, continui a non dirci - dopo avere con i tuoi ministri cambiato sette versioni diverse - le vere ragioni per cui avete rimpatriato un torturatore omicida, sottraendolo alla giustizia italiana. Perchè non spieghi agli italiani se siete sotto ricatto?».
Magi: “ Le mani del governo sporche di sangue”
Durissime le parole di Riccardo Magi di + Europa che accusa il governo di «avere le mani sporche di sangue»: “ Osama Njeem Almasri, l'uomo che l'Italia ha riconsegnato alla Libia con un volo di stato ignorando un mandato di cattura internazionale, continua a uccidere. E lo fa impunito, addirittura alla luce del sole in strada. Le mani di Meloni, Piantedosi e Nordio sono sporche di sangue. Non ci sono scuse, né alibi: dovranno rispondere davanti al paese per questa vergogna".
Bonelli: “Giusto processare il governo”
Da Italia Viva ai Verdi, riparte la richiesta di ulteriori spiegazioni al Parlamento e il leader dei Verdi Angelo Bonelli rilancia sulla richiesta di autorizzazione a procedere avanzata dal Tribunale dei ministri nei confronti del sottosegretario Alfredo Mantovano e dei ministri Nordio e Piantedosi. “Meloni non può continuare a nascondersi ed è giusto che i suoi ministri a partire da Nordio siano sotto processo e vengano subito in parlamento per aver liberato un criminale che oggi uccide davanti alle telecamere – dice -. Se io fossi al posto della premier non dormirei la notte».
Borghi: “ Quel signore doveva stare in prigione”
Per Italia Viva è il vicepresidente Enrico Borghi, a ribadire: «Quel signore doveva stare in una prigione. E rimane ancora inevasa, silente e misteriosa la risposta ad una semplice domanda: perché, presidente Meloni, sottosegretario Mantovano e ministri Nordio e Piantedosi, quel soggetto non è stato associato alle galere - conclude Borghi - e anzi è stato scarcerato e riportato con tutti gli onori laggiù? Perché?".