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Nuovo anno scolastico, tutte le novità: dallo smartphone proibito alla riforma del voto in condotta

L'esame “di Stato” tornerà a chiamarsi Maturità. La prova orale dovrebbe cambiare: meno concetti e più ragionamento, dialogo e capacità argomentativa
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Tre settimane al suono della prima campanella. E non mancano le novità che faranno discutere studenti, genitori e docenti. Il ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, ha deciso di adottare il pugno di ferro contro l’uso indiscriminato dei cellulari in classe, anche alle superiori, applicando un giro di vite anche sulla condotta. In più, ha annunciato la riforma degli esami di maturità, suggerita dalla protesta degli studenti che hanno fatto scena muta lo scorso mese di luglio al cospetto della commissione. Quanto basta per rendere scoppiettante l’avvio dell’anno scolastico.

L’ordine di ingresso in aula

I primi a entrare in classe saranno gli alunni della provincia autonoma di Bolzano, l’8 settembre. Seguiti dai compagni di Valle d’Aosta, Veneto, Piemonte e della provincia di Trento, il 10 settembre. In Friuli-Venezia Giulia e Lombardia le attività scolastiche prenderanno il via l’11 settembre. In Lombardia si inizierà il 12 settembre. Ma il grosso delle regioni, dodi…

Tre settimane al suono della prima campanella. E non mancano le novità che faranno discutere studenti, genitori e docenti. Il ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, ha deciso di adottare il pugno di ferro contro l’uso indiscriminato dei cellulari in classe, anche alle superiori, applicando un giro di vite anche sulla condotta. In più, ha annunciato la riforma degli esami di maturità, suggerita dalla protesta degli studenti che hanno fatto scena muta lo scorso mese di luglio al cospetto della commissione. Quanto basta per rendere scoppiettante l’avvio dell’anno scolastico.

L’ordine di ingresso in aula

I primi a entrare in classe saranno gli alunni della provincia autonoma di Bolzano, l’8 settembre. Seguiti dai compagni di Valle d’Aosta, Veneto, Piemonte e della provincia di Trento, il 10 settembre. In Friuli-Venezia Giulia e Lombardia le attività scolastiche prenderanno il via l’11 settembre. In Lombardia si inizierà il 12 settembre. Ma il grosso delle regioni, dodici in tutto, ha programmato l’avvio delle lezioni per il 15 settembre. Mentre gli ultimi a fare il loro ingresso in aula, martedì 16 settembre, saranno gli alunni calabresi e pugliesi.

Niente smartphone in classe

Sarà la novità più difficile da fare digerire agli studenti e da mettere in pratica. Perché i ragazzi delle superiori, tranne casi sporadici, non riescono a separarsi da quello che ormai è più di uno strumento tecnologico: un amico, un confidente e tanto altro. Quando i docenti obbligano i ragazzi a depositare in una scatola o in un armadietto i cellulari, al cambio dell’ora i ragazzi si precipitano a consultare anche per pochi minuti il loro compagno di vita. Dopo averli vietati alle medie, lo scorso mese di giugno, con una nota, Valditara ha motivato la sua scelta a tutela degli stessi studenti. Ma non sarà facile per i docenti fare applicare le indicazioni contenute nel documento ministeriale che ha disposto “anche per gli studenti del secondo ciclo di istruzione il divieto di utilizzo del telefono cellulare durante lo svolgimento dell’attività didattica e più in generale in orario scolastico”. Anche per motivi didattici.

Riforma del voto di condotta

Dal prossimo anno scolastico, gli studenti delle superiori che incapperanno nel sei in condotta verranno rimandati (con giudizio sospeso) a fine estate in Educazione civica e dovranno presentare un elaborato su una tematica che il consiglio di classe assegnerà all’atto dello scrutinio di giugno. Questa novità è scattata già quest’anno ma solo per gli studenti della maturità: agli studenti ammessi agli esami con sei in condotta, il consiglio di classe assegnava un lavoro aggiuntivo di Cittadinanza attiva e solidale da discutere durante il colloquio. Anche le sospensioni dalle lezioni superiori ai due giorni, per gravi infrazioni al regolamento d’istituto, cambieranno: verranno trasformate in percorsi di cittadinanza solidale, con attività presso onlus, enti benefici e altro. E a fine anno, il voto in comportamento terrà conto anche delle eventuali ammonizioni, note sul registro e sospensioni comminate nel primo quadrimestre.

Riforma della maturità (forse)

L’inquilino di viale Trastevere ha annunciato la riforma della maturità. Ecco le principali novità per i maturandi dell’estate prossima. Sempre che l’iter normativo verrà completato in tempo. L'esame "di stato" tornerà a chiamarsi Maturità. La prova orale dovrebbe cambiare: meno concetti e più ragionamento, dialogo e capacità argomentativa. Ovviamente si attende di conoscere un prima bozza della proposta ministeriale. Ma Valditara a più riprese ha anticipato i contenuti della sua riforma. Anche i punteggi dovrebbero cambiare. Il ministro ha detto che verrà valorizzata la carriera scolastica del percorso triennale, includendo tra le attività valutate anche i Pcto (i Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento), l’Educazione civica e curriculum dello studente. La carriera potrebbe quindi pesare più dei 40 punti (su cento) di adesso. Le prove scritte continueranno a rimanere due, ma quella d’indirizzo potrebbe cambiare. E lo studente che rifiuta l'orale verrà bocciato. Che ci sia la reale volontà di cambiare la maturità si evince da un piccolo dettaglio, già stabilito: per la prima volta da trent’anni a questa parte, lo scritto d'italiano si svolgerà di giovedì, il 18 giugno 2026, e non di mercoledì.

Lotta ai diplomifici

Le norme che dovrebbero restituire dignità alle paritarie entreranno in vigore da settembre. Niente più mirabolanti salti di tre e quattro anni per i pluribocciati: si potrà tentare l’esame di idoneità per recuperare al massimo due soli anni. E la prova si svolgerà in presenza di una commissione guidata da un presidente esterno. Stop alla piramide rovesciata: poche classi iniziali e una miriade di classi quinte per il medesimo indirizzo. Fra poche settimane, sarà ammessa una sola classe quinta in più (collaterale) per indirizzo rispetto alle quarte in funzione. In più, scatterà l’obbligo di pagella e registro elettronici e del protocollo informatico.

Immissioni in ruolo

Le rigide norme, tanti vincitori di concorso quanti posti messi a bando, sui concorsi Pnrr sono state ammorbidite. Per il 30% degli idonei non vincitori già da settembre scatterà la possibilità di essere immessi in ruolo.

Nuovi programmi

La novità scatterà dal prossimo anno, il 2026/2027. Ma vale la pena osservare che sarà uno degli argomenti più discussi dell’anno scolastico che sta per partire. Lo scorso mese di luglio, è stato pubblicato il testo aggiornato delle Nuove indicazioni nazionali (contenuti da studiare, saperi e competenze da acquisire, metodi e strategie di insegnamento e altro) per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo. Prima di diventare definitivo, il documento verrà rivisto dopo un fase di consultazione con gli addetti ai lavori. L’articolato è molto complesso. Ma spiccano alcune novità: l'introduzione (facoltativa) del latino già dalla seconda media; la sostituzione della geostoria alle superiori a favore di un approccio più narrativo alla storia d'Italia, d'Europa e dell'Occidente. Più musica, arte, letteratura e grammatica alla primaria. E ancora: valorizzazione della scuola dell’infanzia, dove si introdurrà l’educazione civica e l’educazione alla sostenibilità. E in generale, valorizzazione dell’informatica e dell’intelligenza artificiale nei curricoli scolastici.

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