✕

Assume una donna incinta ma poi non la conferma. Bufera su Martina Strazzer, star social dei bijoux

Ascolta l'audio

L’imprenditrice e il dietrofront: “C’erano criticità”. Ma sui social piovono insulti: “Se ne era vantata, boicottatela”
2 minuti di lettura

Occhi azzurri, capelli biondi, rossetto. In molti sui social hanno colto la somiglianza con Chiara Ferragni. Oggi anche Martina Strazzer, 24 anni e un marchio che vende gioielli costruito arrampicandosi su TikTok, prova le vertigini di un possibile crollo. Il suo errore — come l’influencer che pubblicizzava pandori per beneficenza — è stato spalmare troppo miele sull’immagine della sua azienda, la Amabile Jewels, che nelle parole di Strazzer fattura 7 milioni.

A luglio dell’anno scorso l’imprenditrice modenese aveva assunto come impiegata Sara, una donna al quarto mese di gravidanza. «È assolutamente competente, capace, brillante» spiegava Strazzer via social. «Io nel mio piccolo cerco di portare un cambiamento. So di andare controcorrente e mi rabbrividisce sapere che questa è la realtà per tante donne». Applausi dei follower.

Occhi azzurri, capelli biondi, rossetto. In molti sui social hanno colto la somiglianza con Chiara Ferragni. Oggi anche Martina Strazzer, 24 anni e un marchio che vende gioielli costruito arrampicandosi su TikTok, prova le vertigini di un possibile crollo. Il suo errore — come l’influencer che pubblicizzava pandori per beneficenza — è stato spalmare troppo miele sull’immagine della sua azienda, la Amabile Jewels, che nelle parole di Strazzer fattura 7 milioni.

A luglio dell’anno scorso l’imprenditrice modenese aveva assunto come impiegata Sara, una donna al quarto mese di gravidanza. «È assolutamente competente, capace, brillante» spiegava Strazzer via social. «Io nel mio piccolo cerco di portare un cambiamento. So di andare controcorrente e mi rabbrividisce sapere che questa è la realtà per tante donne». Applausi dei follower.

Sara, che prima, sempre a Modena, aveva un contratto da contabile a tempo indeterminato, aveva accettato con entusiasmo di lavorare in quell’azienda nata nel 2019 nella cameretta di Strazzer, con appena 300 euro ricevuti per Natale come investimento. Si era fidata della promessa di Martina, che alla fine della maternità l’avrebbe assunta in via definitiva. A dicembre, alla nascita della bimba, una Strazzer al colmo della gioia aveva anche girato un video con un enorme fiocco appeso vicino alla scrivania di Sara.

La patina di miele però è colata via lo scorso luglio. «A Sara viene comunicato che non sarebbe stata ripresa in azienda» racconta Charlotte Matteini, la giornalista freelance che il 12 agosto ha pubblicato la storia della giovane madre sul suo blog. «Nulla di illegale, il contratto era in scadenza» spiega oggi Matteini. «Ma l’ambiente di lavoro paradisiaco descritto sui social si è rivelato per quello che era. Dietro a uno storytelling emozionale c’è la vita reale di un’azienda. Sto raccogliendo anche le testimonianze di altre colleghe di Sara».

Il TikTok di Strazzer, che secondo un’intervista concessa a Fortune Italia a fine 2024 aveva 2,5 milioni di follower, oggi ne ha 1,6 milioni. Sotto al video in cui la giovane imprenditrice — selezionata da Forbes Italia nel 2024 tra gli under 30 «da non perdere» — si faceva seppellire da una montagna di scatole per le spedizioni dei suoi ambiti gioielli, ora si legge «boicottate Amabile». I commenti meno violenti suonano come «posso acquistare anche se sono incinta?» o «etica poco amabile». Una ragazza che due anni fa aveva lasciato il messaggio «quanto mi piacerebbe lavorare per te, crei un ambiente di lavoro stupendo» è stata sommersa dalle repliche.

Due giorni fa l’imprenditrice ha risposto a Matteini a proposito di Sara: «A seguito di verifiche interne condotte in un momento successivo e supportate dalle analisi di consulenti esterni sono emerse criticità più complesse e profonde». Con un linguaggio assai diverso da quello sfavillante di TikTok, ha sostanzialmente accusato Sara di non saper fare il proprio lavoro. «Ma se c’erano problemi, perché nessuno me li ha mai segnalati?» si chiede la giovane attraverso il blog di Matteini.

Per Amabile Jewels non si tratta del primo scivolone social. A novembre del 2023, in coincidenza con il femminicidio di Giulia Cecchettin, l’azienda aveva messo in vendita una collezione chiamata “amore dannoso”. Giudicata da molti follower di dubbio gusto, aveva spinto Strazzer a giustificarsi: «Anch’io sono stata vittima di violenza». Il business allora aveva tenuto. Per l’oggi vale il commento di un follower postato su TikTok: «I social danno, i social tolgono».

Leggi i commenti