Pellegrinaggio lgbtq+, Tiziano Fani Braga: “Noi minacciati dagli hater ma vogliamo solo pregare”
di Iacopo ScaramuzziDavanti a un piatto di pasta ho detto: ma perché noi non facciamo niente?». Tiziano Fani Braga è stato il primo ad avere l’idea di un pellegrinaggio giubilare dei cristiani lgbtq+.
Come è nata questa iniziativa?
«Eravamo a Bologna ad un ritiro degli operatori pastorali per cristiani lgbtq organizzato da padre Pino Piva, gesuita, insieme al direttivo de La Tenda di Gionata, e a pranzo ho detto: ma perché non facciamo anche noi un pellegrinaggio? Ci sono tutte le categorie e noi no? Che siamo, cristiani di serie B?».
Cosa si aspetta da papa Leone, se si aspetta qualcosa?
«Non nascondo che all’inizio dell’elezione avevo timori perché è stato eletto un Papa che sembrerebbe più conservatore del predecessore. Anche adesso sospendo il giudizio e rimango sul chi va là, ma ho una speranza».
Quale?
«Ho la sensazione che papa Francesco abbia aperto vasi che erano stati chiusi, la mia speranza è che Leone metta ordine e dica: ora bisogna mettere nero su bianco queste aperture, anche un’apertura t…
Davanti a un piatto di pasta ho detto: ma perché noi non facciamo niente?». Tiziano Fani Braga è stato il primo ad avere l’idea di un pellegrinaggio giubilare dei cristiani lgbtq+.
Come è nata questa iniziativa?
«Eravamo a Bologna ad un ritiro degli operatori pastorali per cristiani lgbtq organizzato da padre Pino Piva, gesuita, insieme al direttivo de La Tenda di Gionata, e a pranzo ho detto: ma perché non facciamo anche noi un pellegrinaggio? Ci sono tutte le categorie e noi no? Che siamo, cristiani di serie B?».
Cosa si aspetta da papa Leone, se si aspetta qualcosa?
«Non nascondo che all’inizio dell’elezione avevo timori perché è stato eletto un Papa che sembrerebbe più conservatore del predecessore. Anche adesso sospendo il giudizio e rimango sul chi va là, ma ho una speranza».
Quale?
«Ho la sensazione che papa Francesco abbia aperto vasi che erano stati chiusi, la mia speranza è che Leone metta ordine e dica: ora bisogna mettere nero su bianco queste aperture, anche un’apertura timida ma messa nero su bianco. Ad esempio togliendo alcune parole dal catechismo o promuovendo una pastorale lgbtq+. Ci servirebbe una spinta, testi, orazioni, linee guida che ancora mancano. Ci vorrà del tempo, Leone è un Papa giovane e siamo a soli quattro mesi dall’elezione, niente rispetto ai 12 anni di Francesco».
Vi aspettate ostilità e critiche al vostro pellegrinaggio?
«Ostilità e critiche sono iniziate dal primo giorno che è stata pubblicata la notizia, e continuano, sempre più incalzanti. Ci arrivano anche in forma privata, messaggi di critica e minacce da parte di hater del web. La cosa bella è che sono tutti profili nascosti o fake: noi ci mettiamo la faccia, loro quando si nascondono. Per me è la conferma che siamo sulla strada giusta. Potrebbe esserci qualche manifestante fuori dalla chiesa del Gesù? Non lo sappiamo, secondo me non ci sarà nessuno perché la gente ha ben altro da fare, ma se succedesse siamo ben formati».
Qual è il vostro atteggiamento?
«Vogliamo evitare scontri, e anche battibecchi: non siamo lì per fare un pride, non siamo lì per brandire il nostro orgoglio, siamo lì per pregare e gioire per questi anni di vita nella e della Chiesa».