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Foto rubate, chiude il sito sessista. Pioggia di denunce e class action

Il messaggio di chiusura del forum 

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La polizia postale indaga su chi gestisce le piattaforme, le foto trafugate e gli autori di commenti violenti: migliaia di denunce da tutta Italia
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ROMA – Ci voleva un Metoo per sbaraccare “Phica”, l’ennesimo sito sessista, dal far west del web. Vent’anni di foto trafugate senza consenso, ripostate e commentate con toni machisti, tra l’esaltazione di pulsioni sessuali e la sguaiatezza del giudizio triviale, non erano bastate. E non erano servite neanche una petizione online dal 2013 e le segnalazioni inoltrate alla postale quando il sito era ancora anonimo ai più per evitare voyeurismi.

Adesso, dopo la pioggia di racconti delle vittime — donne che si sono trovate ritratte e valutate sul forum — , le denunce di politiche, attrici, influencer alla polizia, i gestori del sito hanno deciso «con grande dispiacere» di «chiudere e cancellare definitivamente tutto ciò che è stato fatto di sbagliato». Con il vantaggio di far sparire il forum e il rischio di rendere irrintracciabile il materiale per chi vuole denunciare.

Il messaggio di chiusura del forum 
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ROMA – Ci voleva un Metoo per sbaraccare “Phica”, l’ennesimo sito sessista, dal far west del web. Vent’anni di foto trafugate senza consenso, ripostate e commentate con toni machisti, tra l’esaltazione di pulsioni sessuali e la sguaiatezza del giudizio triviale, non erano bastate. E non erano servite neanche una petizione online dal 2013 e le segnalazioni inoltrate alla postale quando il sito era ancora anonimo ai più per evitare voyeurismi.

Adesso, dopo la pioggia di racconti delle vittime — donne che si sono trovate ritratte e valutate sul forum — , le denunce di politiche, attrici, influencer alla polizia, i gestori del sito hanno deciso «con grande dispiacere» di «chiudere e cancellare definitivamente tutto ciò che è stato fatto di sbagliato». Con il vantaggio di far sparire il forum e il rischio di rendere irrintracciabile il materiale per chi vuole denunciare.

Il messaggio di chiusura del forum 

Quando venuti fuori anche i nomi di Giorgia Meloni ed Elly Schlein, lo staff ha salutato la sua community «luce e ombre» con una lettera auto-assolutoria. Perché lo «spirito e il senso originario» di un sito chiamato “Phica”, spacciato come «ambiente sicuro», sarebbe stato «danneggiato» da persone che «usano in modo scorretto le piattaforme». Colpa, secondo loro, di «comportamenti tossici che non siamo riusciti a bloccare». Il resto è una lunga autodifesa: «Per evitare equivoci o false voci», lo staff rivendica di collaborare con le «forze dell’ordine italiane e internazionali» e sostiene siano stati sempre «vietati, bloccati e denunciati» contenuti «violenti, pedopornografici, offese verso le donne, linguaggi da branco e atteggiamenti denigratori».

Eppure, a scorrere il forum da 720mila iscritti e 600mila visualizzazioni al giorno, ci si è trovati davanti a foto rubate di donne comuni, deep fake, immagini di giovanissime rubate da altri social, come una Chiara Ferragni adolescente, scatti pubblici di politiche zoommati ed esposti agli occhi eccitati di altri uomini. Un album misogino con il quale le piattaforme guadagnano. Nelle ultime ore, quando il polverone si era già alzato, decine di utenti hanno provato a cancellare gli account, persino pagando. Mentre le sezioni più critiche, in cui si spiegava come nascondere le spycam in camerini e bagni, sono state oscurate una a una.

Il comunicato dello staff del forum 

Ora sul tavolo della postale ci sono migliaia di segnalazioni, anche legate al gruppo Facebook “Mia moglie”, dove venivano diffuse foto di compagne e fidanzate senza consenso. Le parlamentari del Pd stanno preparando un ricorso collettivo aperto a tutti gli schieramenti. L’avvocata Annamaria Bernardini De Pace ha lanciato una «class action contro la violenza digitale per creare reti di sostegno, obbligare le piattaforme a intervenire, promuovere leggi più severe contro la pornografia non consensuale». Intanto alla polizia sono andate anche l’ex ministra Maria Stella Gelmini, la deputata dem Laura Boldrini, la sindaca di Firenze Sara Funaro. Una prima informativa è arrivata alla procura di Roma, altre seguiranno. Si deve risalire a chi gestisce i siti, capire come sono state sottratte le foto e identificare gli autori dei commenti sessisti che rischiano «l’accusa di diffusione non autorizzata di immagini sessualmente esplicite: un reato che prevede anche anni di reclusione e multe, ma arrivare a una condanna penale è assai complicato», spiega l’avvocata Jessica Valentini.

Dall’indignazione bipartisan alla reazione. Davanti ai buchi normativi e al potere di big tech e cloud esteri che non rispondono legalmente, la ministra Eugenia Roccella annuncia misure specifiche sul monitoraggio e la segnalazione alle autorità competenti contro questa «barbarie del terzo millennio». Schlein per il Pd e M5s insistono sull’educazione affettiva a scuola, ma il centrodestra fa muro. La segretaria di Noi moderati, Mara Carfagna, finita su “Phica”, sta lavorando a «una proposta di legge che sanzionerà chi utilizza senza consenso le immagini di personaggi pubblici e soprattutto di cittadine che non hanno strumenti per difendersi». Un’altra vittima, l’ex ministra Beatrice Lorenzin, chiede «lo stop all’anonimato sul web». Fiorella Zabatta di Avs «un diritto d’autore sui corpi».

L’idea condivisa è che il clamore non si spenga: l’addio dei siti potrebbe essere solo un arrivederci. Altri gruppi sono in passato spariti e riapparsi con un altro nome o in altre piattaforme. Anche stavolta lo staff di Phica saluta così: «A presto». E non è una buona notizia.

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