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Nocciole, il caldo ha decimato i raccolti. Timore per il prezzo della Nutella

(ansa)
L’azienda rassicura: “Ferrero diversifica le fonti di approvvigionamento a livello globale”. Ma la crisi delle piantagioni riguarda anche la Turchia, maggior produttore mondiale. E non va meglio per il cacao
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Non bastava il prezzo del cacao, raddoppiato da 3mila dollari alla tonnellata nel 2022 a oltre 7mila oggi. Ora va in crisi anche la produzione delle nocciole.

Il raccolto è in calo nei paesi che hanno più piantagioni al mondo: in Turchia per colpa di una gelata e in Italia per via del caldo e degli insetti.

“La situazione dei noccioleti piemontesi è drammatica, con cali produttivi che in alcune zone superano il 70%. È necessario dichiarare lo stato di calamità naturale” ha dichiarato ieri la Cia, Confederazione Italiana degli Agricoltori, del Piemonte.

Il giorno prima era stato il portale specializzato Nocciolare.it a descrivere i contorni della crisi, parlando di “perdite del 30%, con punte superiori al 60% per le nocciole italiane”.

In Campania, fa sapere Coldiretti, l’assessorato regionale all’Agricoltura ha avviato un monitoraggio per risarcire i produttori danneggiati.

Ci sono due fattori alla base della crisi, secondo Maria Nicolina Ripa, professoressa alla facoltà di Agraria all’università della Tuscia, una zona che nell’ultimo decennio è stata tappezzata dai noccioleti, diventando quasi una monocoltura.

“Nel viterbese le temperature molto alte di inizio estate hanno causato la cascola, cioè la caduta dalle piante dei giovani frutti. Si sono salvati gli impianti più recenti, attrezzati con impianti di irrigazione. Un secondo problema riguarda la cimice asiatica, che è arrivata di recente nei campi del nostro paese”.

I raccoglitori, usciti nelle piantagioni proprio in questi giorni, si ritrovano spesso in mano gusci vuoti, o riempiti con una pallina spugnosa che si è sviluppata al posto del frutto abortito.

Aretè, una società che monitora i prezzi dei prodotti agricoli, fissa in questi giorni a 12mila dollari il costo di una tonnellata di nocciole: più 14% rispetto a luglio e più 56% rispetto alla fine di agosto dell’anno scorso.

La lievitazione dei prezzi di cacao e nocciole contemporaneamente non è una buona notizia per la combinazione dei due prodotti più dolce e famosa che ci sia: la Nutella.

Già a luglio, quando si era intuita la gravità delle perdite del raccolto turco, causate da una gelata primaverile, la Ferrero aveva negato ogni aggiustamento del prezzo. Oggi la multinazionale dolciaria conferma la sua produzione non risentirà delle crisi agricole: “Ferrero diversifica le fonti di approvvigionamento a livello globale e non prevede per quest’anno discontinuità lungo la filiera”.

Le nocciole usate dall’azienda di Alba arrivano soprattutto da quattro paesi: Turchia, Italia, Cile e Stati Uniti. In autunno la Nutella viene preparata con le nocciole che arrivano a maturazione nell’emisfero nord, in primavera soprattutto con quelle cilene, dopo che un tentativo di avviare la coltivazione su larga scala in Australia non ha dato i frutti sperati.

Mentre Italia e Cile hanno produzioni comparabili, che si aggirano attorno alle 100mila tonnellate all’anno, la Turchia è una vera superpotenza delle nocciole, con 650mila tonnellate all’anno coltivate soprattutto attorno al Mar Nero.

L’entità della crisi turca non è ancora ben definita, ma sarà probabilmente in grado di muovere i prezzi sul mercato globale.

Lo stesso vicepremier Matteo Salvini, che si era sempre dichiarato un fan della Nutella, in un comizio del dicembre 2019 aveva detto di aver perso la sua passione dopo aver saputo che il dolce era preparato con le nocciole turche. “E io preferisco aiutare le aziende che usano i prodotti italiani”.

Dal lato degli acquirenti, la superpotenza delle nocciole è sicuramente Ferrero. Non è chiaro quale sia il consumo della multinazionale di Alba, che secondo alcune stime produce 400mila tonnellate di Nutella all’anno, più altri dolci molto apprezzati dal mercato.

Nel 2016 l’allora presidente Francesco Paolo Fulci aveva rivelato che l’azienda acquistava il 32% della produzione mondiale, ovvero una nocciola su tre. Quest’anno l’agenzia Bloomberg ha scritto che un quarto dei frutti prodotti in Turchia finiscono nei barattoli di Nutella.

In ogni caso si tratta di un legame importante, tanto che Alba, sede della multinazionale, è gemellata con la città turca di Giresun, città sul Mar Nero soprannominata la capitale mondiale delle nocciole.

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