✕

Ocean Viking, prima gli spari, ora la quarantena. “Ingiusta e antiscientifica, sia fatta chiarezza”

(ansa)

Ascolta l'audio

L’equipaggio della nave di Sos Méditerranée è ancora bloccato a bordo per un sospetto caso di tubercolosi fra i naufraghi
2 minuti di lettura

Prima gli spari dei libici, venti minuti di raffiche che solo per miracolo non hanno ucciso o ferito qualcuno sul ponte o sul bridge della Ocean Viking. Adesso che la nave è in porto ad Augusta, la quarantena che da tre giorni confina i team a bordo, impedendo loro di scendere a terra. “Una misura – denunciano da Sos Méditerranée - che è senza precedenti, incoerente e priva di fondamento medico”.

Non c’è tregua per l’equipaggio della Ocean Viking, né possibilità di riposo: a causa di un caso di tubercolosi fra i naufraghi, correttamente isolato e trattato dopo il soccorso e mai stato a contatto con la maggior parte delle persone a bordo, le autorità hanno vietato a tutti di scendere a terra. “Secondo le linee guida dell’Organizzazione …

Prima gli spari dei libici, venti minuti di raffiche che solo per miracolo non hanno ucciso o ferito qualcuno sul ponte o sul bridge della Ocean Viking. Adesso che la nave è in porto ad Augusta, la quarantena che da tre giorni confina i team a bordo, impedendo loro di scendere a terra. “Una misura – denunciano da Sos Méditerranée - che è senza precedenti, incoerente e priva di fondamento medico”.

Non c’è tregua per l’equipaggio della Ocean Viking, né possibilità di riposo: a causa di un caso di tubercolosi fra i naufraghi, correttamente isolato e trattato dopo il soccorso e mai stato a contatto con la maggior parte delle persone a bordo, le autorità hanno vietato a tutti di scendere a terra. “Secondo le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità – attaccano dall’ong francese - ciò costituisce una violazione diretta degli standard etici nella gestione della tubercolosi”.

Ma soprattutto è una limitazione inutile, sia alla luce dei rigidi protocolli di isolamento e protezione attuati a bordo, sia perché un’esposizione a rischio medio richiede almeno otto ore di contatto ravvicinato e non protetto con un paziente infettivo. “Secondo questo parametro, l’equipaggio non può ragionevolmente essere considerato un gruppo ad alto rischio”, spiegano dall’ong. E del resto, mai è successo, eppure capita spesso che fra i naufraghi qualche positivo o sospetto tale ci sia. Mai a una nave della flotta civile è stata imposta la quarantena, almeno fino ad ora.

Motovedetta libica spara per 20 minuti contro la Ocean Vikings: "Imbarcazione donata dall'Italia"

A tutto l’equipaggio di Ov è stato imposto il “Mantoux”, il test cutaneo per la tubercolosi, sebbene da tempo ormai sia ritenuto scientificamente inaffidabile perché dà spesso falsi positivi. “Imponendo test prematuri per la Tbc e mantenendo l’equipaggio confinato a bordo – denunciano da Sos Méditerranée – le autorità italiane ostacolano l’accesso alle cure, infliggono sofferenze inutili e creano una prassi incoerente e discriminatoria, priva di fondamento medico". E pericolosa per la salute di chi, dopo una missione così complicata, non ha ancora potuto toccare terra.

La psicologa che sta seguendo i team a bordo, lo conferma. Dopo aver superato un’operazione di salvataggio a rischio della vita e un attacco armato, essere trattenuti arbitrariamente a bordo anziché accedere a riposo, cure e supporto psicologico infligge solo ulteriori danni e aggrava i traumi.

“L’equipaggio della Ocean Viking ha operato con professionalità, umanità e piena osservanza dei protocolli medici, garantendo sia la sicurezza dei sopravvissuti sia il rigoroso rispetto delle misure di controllo delle infezioni. Non deve essere ulteriormente penalizzato con misure sanitarie arbitrarie, prive di base scientifica e lesive dei diritti fondamentali”, dicono da bordo.

A terra, la direttrice generale della sezione italiana Valeria Taurino lancia un appello: “Chiediamo il supporto di tutti e tutte affinché i corretti protocolli medici siano applicati, evitando procedure eccessive e discriminatorie, non previste dalle linee guide nazionali e internazionali e lasciando l’equipaggio della Ocean Viking, già vittima di un pesantissimo attacco armato, scendere dalla nave, tornare ad una vita normale ed accedere a tutte le cure psicologiche e specialistiche di cui hanno bisogno”. E anche quanto sta succedendo in porto, dall’ong francese vogliono chiarezza “sull’applicazione di simili procedure spropositate, inadeguate e ingiuste”.

Leggi i commenti