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Medio Oriente, appello di Zuppi con ebrei e musulmani: “No a odio, antisemitismo e islamofobia”

(ansa)

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Appello congiunto del presidente della Cei insieme ai responsabili di Ucei, Ucoii, Coreis e grande moschea di Roma
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Il rischio che il conflitto a Gaza diffonda l’odio nel resto del mondo servendosi di argomenti religiosi. È la minaccia che cercando di arginare il cardinale Matteo Zuppi e i responsabili delle comunità ebraica e musulmane italiane in un appello congiunto.

La tragedia in corso in Medio Oriente, scrivono il presidente della Cei insieme a Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (Ucei), Yassine Lafram, presidente dell’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia (Ucoii), Abu Bakr Moretta, presidente della Comunità Religiosa Islamica Italiana (Coreis), l’imam Yahya Pallavicini della stessa Coreis e Naim Nasrollah, presidente della Moschea di Roma, “ci richiama, come leader di comunità religiose, come credenti e come cittadini, a denunciare l’insinuarsi di pericolose generalizzazioni e dannose confusioni tra identità politiche, nazionali e religiose e ci spinge a richiamare alla cautela nello scambio di informazioni e alla pacatezza nei toni e nelle azioni”.

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Il rischio che il conflitto a Gaza diffonda l’odio nel resto del mondo servendosi di argomenti religiosi. È la minaccia che cercando di arginare il cardinale Matteo Zuppi e i responsabili delle comunità ebraica e musulmane italiane in un appello congiunto.

La tragedia in corso in Medio Oriente, scrivono il presidente della Cei insieme a Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (Ucei), Yassine Lafram, presidente dell’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia (Ucoii), Abu Bakr Moretta, presidente della Comunità Religiosa Islamica Italiana (Coreis), l’imam Yahya Pallavicini della stessa Coreis e Naim Nasrollah, presidente della Moschea di Roma, “ci richiama, come leader di comunità religiose, come credenti e come cittadini, a denunciare l’insinuarsi di pericolose generalizzazioni e dannose confusioni tra identità politiche, nazionali e religiose e ci spinge a richiamare alla cautela nello scambio di informazioni e alla pacatezza nei toni e nelle azioni”.

La vera pace

“Dobbiamo denunciare la nefandezza di una propaganda che, sfruttando ingenuità e visceralità, ottenebra un discernimento sano e banalizza il senso profondo della nostra stessa umanità, inducendo a schierarsi l’uno contro l’altro, ma mai a favore del Bene, fomentando alternativamente antisemitismo e islamofobia o rianimando le inveterate avversioni al cristianesimo cattolico e alle religioni in generale, anziché collaborare insieme per una vera Pace”, si legge nell’inedito appello congiunto dei rappresentanti di cattolicesimo, ebraismo e islam italiano. “L’odio e la violenza non hanno mai alcuna legittimità, portano solo alla diffusione della crudeltà di chi cura ambiguamente interessi paralleli volgarizzando e corrompendo le interpretazioni e la natura autentica dei testi sacri per benedire l’uso delle armi e organizzare la morte dell’altro”.

Incontri di vescovi, rabbini e imam

L’appello lancia l’idea di fare incontri comuni tra fedi diverse: “Incontriamoci tutti!, incontriamoci subito – almeno in Italia – vescovi, rabbini e imam, dalle varie regioni. Un incontro semplice, diretto, non convenzionale né confessionale, per testimoniare insieme una responsabilità comune. Una responsabilità che sappia trasmettere il messaggio autentico di pace, speranza, carità, fratellanza e giustizia dei discendenti di Abramo anche attraverso soluzioni concrete: auspichiamo che, sulla scia di questo messaggio, le nostre comunità religiose possano promuovere attività locali e nazionali, culturali e formative, con l’attivo coinvolgimento delle Istituzioni nazionali e delle amministrazioni comunali”. L’appello odierno ricorda la recente dichiarazione congiunta firmata da Zuppi, arcivescovo di Bologna, insieme al presidente della comunità ebraica bolognese Daniele De Paz “sulla guerra a Gaza e sulla responsabilità comune per la pace”.

Comunità antiche e immigrati

“Dobbiamo assieme riconoscere quel germe di odio che pianifica anche qui la devastazione e l’abuso di spazi reali e ideali. Lo sviluppo del nostro Paese si è affermato grazie ai ponti tra comunità antiche e di nuova immigrazione che siamo chiamati a difendere attraverso la prova della convivenza e il rigetto del nemico inventato. Poter credere che esiste un domani libero verso il quale alzare lo sguardo e impegnarsi assieme”, scrivono ora Zuppi e i rappresentanti dell’ebraismo e dell’islam italiano, che si impegnano a “promuovere una chiarezza di intenzioni, di metodo e linguaggio, di contenuti e di finalità, per giungere alla vera pace e, soprattutto, in nome della nostra comune responsabilità, a preservare l’autentica dignità di ogni comunità religiosa e di ogni essere umano”.

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