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In carcere per attentato fallito contro papa Francesco, respinge le accuse: “Io senza parole”

(ansa)

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L’avvocata Lucrezia Chermaz ha avuto un colloquio con il cittadino turco in isolamento da due mesi nel carcere di Trieste: “L’atto di accusa è porto d’armi, dagli atti capiremo da dove nasce la storia dell’Isis e dell’attentato a Bergoglio”
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Respinge totalmente l’accusa di essere un terrorista e di aver preso parte a un complotto ai danni di papa Francesco, Hasan Uzun, e vuole fare chiarezza il prima possibile sulla sua estraneità a ipotesi gravi che non compaiono neppure nell’atto di accusa e che non sa da quale elemento investigativo provengano. A riferirlo è la sua avvocata, Lucrezia Chermaz, che questo pomeriggio, affiancata da un interprete, ha avuto un colloquio in carcere con il suo assistito. La legale ha assunto la difesa lunedì scorso, dopo che Uzun ha revocato l’incarico ad altri due avvocati.

Cosa le ha detto il suo assistito?

“Mi ha detto che ha compreso la contestazione che gli viene fatta di porto e detenzione di arma, perché nella sua valigia è stata trovata una pistola, ma ne disconosce la responsabilità. Ha raccontato che aveva lasciato il bagaglio incustodito ma non sa come la pistola sia finita lì dentro. Capisce che per questo motivo è finito in carcere e di dover fornire delle spiegazioni durante il…

Respinge totalmente l’accusa di essere un terrorista e di aver preso parte a un complotto ai danni di papa Francesco, Hasan Uzun, e vuole fare chiarezza il prima possibile sulla sua estraneità a ipotesi gravi che non compaiono neppure nell’atto di accusa e che non sa da quale elemento investigativo provengano. A riferirlo è la sua avvocata, Lucrezia Chermaz, che questo pomeriggio, affiancata da un interprete, ha avuto un colloquio in carcere con il suo assistito. La legale ha assunto la difesa lunedì scorso, dopo che Uzun ha revocato l’incarico ad altri due avvocati.

Cosa le ha detto il suo assistito?

“Mi ha detto che ha compreso la contestazione che gli viene fatta di porto e detenzione di arma, perché nella sua valigia è stata trovata una pistola, ma ne disconosce la responsabilità. Ha raccontato che aveva lasciato il bagaglio incustodito ma non sa come la pistola sia finita lì dentro. Capisce che per questo motivo è finito in carcere e di dover fornire delle spiegazioni durante il processo, viceversa non capisce la contestazione di un presunto coinvolgimento con una cellula dell’Isis in Turchia e di un attentato al Papa, contestazione che non gli è stata fatta capire né al momento dell’estradizione dall’Olanda né durante l’udienza di convalida. Dice che non ne sa niente, si sente messo in mezzo senza alcuna ragione e non appena saranno chiuse le indagini vuole parlare con il pubblico ministero”.

Le ha detto perché ha lasciato il bagaglio incustodito?

“Perché è andato a prendere da mangiare: ha detto che aveva con sé i soldi e il cellulare, nella valigia c’era solo l’abbigliamento, e inoltre il bagaglio era davanti alle telecamere, quindi non temeva un furto. Nella valigia è stata trovata una pistola ma lui dice che non sa chi ce l’ha messa. Ha visionato i video, io i video ancora non li ho visti”.

Facciamo ordine: l’accusa di terrorismo c’è nel capo di accusa?

“No, il capo di accusa è detenzione e porto d’arma in concorso. Ma nell’ordinanza cautelare c’è un riferimento all’appartenenza a una presunta cellula dell’Isis turca e a una possibile partecipazione a un complotto ai danni del Papa. Ma il mio assistito non riesce a capire da quale elemento investigativo derivi questa accusa”.

Quando è stato arrestato e quando è arrivato in Italia?

“E’ stato arrestato in Olanda ad aprile, dove è rimasto tre mesi, poi è stato portato per nove giorni a San Vittore, dove si è svolta l’udienza di convalida, e ora è a Trieste da due mesi. E’ ancora in isolamento. Quello che è strano è che di solito quando in carcere si rimane in isolamento solo le prime due settimane, non due mesi”.

Perché tutti questi dettagli vengono fuori solo adesso?

“Onestamente non ne ho idea. So che era stato fatto un riesame dal collega che mi ha preceduto, ma non so se c’è stata l’udienza o se c’è stato provvedimento di rigetto del riesame. Può darsi che un atto recente abbia suscitato un rinnovato interesse”.

Sa perché il suo assistito ha revocato i due avvocati precedenti?

“Da quanto mi ha detto a causa di mancanza di dialogo”.

Che storia ha il suo assistito e perché era in Italia?

“Ha un ristorante in una zona balneare di Istanbul, ultimamente viveva in Montenegro ed era di passaggio in Italia per andare in Olanda per aprire un ristornate con la sua famiglia”.

Quali sono i prossimi passi?

“Ho assunto l’incarico lunedì, ho chiesto accesso agli atti ostensibili, mentre le indagini sono ancora in corso. Dagli atti si dovrebbe capire perché è venuta fuori questa voce sull’Isis, da quale elemento investigativo nasce questa considerazione”.

Un’ultima domanda, qual è lo stato d’animo del suo assistito?

“L’ho trovato equilibrato e presente a se stesso ma sta soffrendo per l’isolamento. Ed è senza parole per la contestazione gravissima di terrorismo, che ha fatto il giro dei media in tutto il mondo. Si sente una vittima in questo contesto, vuole fare chiarezza e spera di poterla fare presto”.

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