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Furto di profumi, Benedetta Pilato scarica sull’amica: “Coinvolta mio malgrado”

Le nuotatrici Chiara Tarantino e Benedetta Pilato

 (ansa)

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Accuse, silenzi, rabbia. Un’ombra pesante che cala sulla carriera. Una bravata che, di racconto in racconto, è venuta fuori travolgendole in una storia più grande di loro. Non solo imprese, medaglie, nuoto. Ma sorpresa, dubbi, livori e ruggine difficile da togliere sulla propria fama e nel rapporto tra due (ex?) amiche e colleghe, atlete della nazionale, entrambe pugliesi. Benedetta Pilato, 20 anni, tarantina, ranista da record e trionfi precoci a cominciare da un argento da 14enne ai Mondiali in Corea del sud nel 2019, e Chiara Tarantino, 22 anni, stileliberista di Corato (ma si allena a Verona col coach di Thomas Ceccon, Alberto Burlina), sono diventate protagoniste e antagoniste in una vicenda sfuggita al loro controllo. E che ha suscitato lo stesso scalpore dell’anellino da 15 dollari che l’ex tennista prodigio americana, Jennifer Capriati, “dimenticò” al dito uscendo da una gioielleria in Florida nel 1993.

Accuse, silenzi, rabbia. Un’ombra pesante che cala sulla carriera. Una bravata che, di racconto in racconto, è venuta fuori travolgendole in una storia più grande di loro. Non solo imprese, medaglie, nuoto. Ma sorpresa, dubbi, livori e ruggine difficile da togliere sulla propria fama e nel rapporto tra due (ex?) amiche e colleghe, atlete della nazionale, entrambe pugliesi. Benedetta Pilato, 20 anni, tarantina, ranista da record e trionfi precoci a cominciare da un argento da 14enne ai Mondiali in Corea del sud nel 2019, e Chiara Tarantino, 22 anni, stileliberista di Corato (ma si allena a Verona col coach di Thomas Ceccon, Alberto Burlina), sono diventate protagoniste e antagoniste in una vicenda sfuggita al loro controllo. E che ha suscitato lo stesso scalpore dell’anellino da 15 dollari che l’ex tennista prodigio americana, Jennifer Capriati, “dimenticò” al dito uscendo da una gioielleria in Florida nel 1993.

Benedetta ha spento il telefono, ma solo dopo aver consegnato a Instagram un post in cui di fatto rifiuta le responsabilità del furto al duty free dell’aeroporto di Singapore e anzi giura di aver «collaborato fin da subito con le autorità locali, con il pieno supporto dell’Ambasciata Italiana». Benny non si dà pace: dopo un’esperienza esaurita a Torino dove aveva traslocato e comprato casa nel 2023, lasciando il suo allenatore storico a Taranto, Vito D’Onghia, per farsi seguire da Antonio Satta e studiare biologia all’Università, da settembre sarà a Roma all’Aniene, società per la quale è tesserata, con coach Mirko Nozzolillo, esperto di velocità. Ha cambiato anche università (sarà online).

Una decisione maturata con convinzione da tempo dalla ranista che, proprio ai Mondiali di Singapore, era andata via con un bronzo nei 50 rana (specialità in cui è stata primatista del mondo nel 2021) nonostante un anno complicato, tanto da definire la medaglia «la ciliegina su una torta che non c’era». La vacanza a Bali con diversi colleghi, avrebbe dovuto chiudere tutto in dolcezza. Invece, il fattaccio al duty free di Singapore. Pilato racconta quei «momenti particolarmente difficili, che poi fortunatamente si sono rilevati essere indipendenti dalla mia volontà, ma che mi hanno profondamente segnato sul piano umano». E, infine, passa all’attacco: «Non ho mai avuto intenzione di compiere gesti inadeguati e da questa esperienza traggo grandi insegnamenti sulla prudenza, sulla responsabilità individuale e sul valore delle persone che mi circondano». Scaricando di fatto la responsabilità sull’amica, seppur senza nominarla.

Pilato a 20 anni è una ragazza che ha vissuto tante vite. Promessa della rana azzurra, capace di conquistare a 16 anni la medaglia d’oro mondiale nei 100 rana e stabilire il record nei 50. Ma è anche l’atleta che, dopo il 4° posto alle Olimpiadi, ha normalizzato la “sconfitta” per un centesimo, ricordando che non è da quei particolari che si giudica un’atleta. La sua posizione, criticata da alcuni e appoggiata da molti altri, è stata al centro delle discussioni per molto tempo. Benny è stata anche tra le poche ad aver alzato il velo del tabù sulle difficoltà che comporta per un’atleta la gestione del ciclo mestruale, di cui lei soffre per via di un ovaio policistico, disturbo che sta curando e di cui parla pubblicamente. Ora è anche in questo gorgo, anche se vuole chiamarsene fuori, lasciando intendere di chi sia la colpa.

Se ogni gesto ha un senso, bisognerà interpretare la scelta di Tarantino di sparire appena la notizia si è diffusa. Telefono muto, ha addirittura chiuso i propri canali social: un silenzio assoluto. Quasi a inseguire l’anonimato di una carriera che ha toccato il punto più alto con i tre argenti conquistati agli Europei in vasca corta, due nel 2021, uno nel 2023. Il rischio ora è che una bravata comprometta per sempre la possibilità di allargare la collezione.

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