Sono più di 800mila gli studenti fuorisede in Italia. Gli alloggi per gli universitari in tutto in Italia sono però 83.500, poco più del 10 per cento del fabbisogno, la maggior parte gestita da enti per il diritto allo studio e il resto in mano a privati. Meno della metà delle quattordici maggiori città universitarie supera la media nazionale e risulta comunque ancora lontana dalla capacità di soddisfare le richieste minime di posti letto.
Eppure il mercato dello student housing è in gran fermento, proprio perché la domanda è alta e l’offerta ancora insufficiente. Ma non è un mercato tutto uguale. Sono quattro le fette principali della torta: le residenze universitarie costruite grazie alla legge 338 del 2000, i posti letti finanziati con i fondi del Pnrr, gli studentati di lusso tirati su dai privati e gli alloggi che fanno parte di piani di investimento immobiliare pubblico-privato realizzate da Fondi a cui partecipano controllate dello Stato (come Cassa depositi e prestiti).
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Sono più di 800mila gli studenti fuorisede in Italia. Gli alloggi per gli universitari in tutto in Italia sono però 83.500, poco più del 10 per cento del fabbisogno, la maggior parte gestita da enti per il diritto allo studio e il resto in mano a privati. Meno della metà delle quattordici maggiori città universitarie supera la media nazionale e risulta comunque ancora lontana dalla capacità di soddisfare le richieste minime di posti letto.
Eppure il mercato dello student housing è in gran fermento, proprio perché la domanda è alta e l’offerta ancora insufficiente. Ma non è un mercato tutto uguale. Sono quattro le fette principali della torta: le residenze universitarie costruite grazie alla legge 338 del 2000, i posti letti finanziati con i fondi del Pnrr, gli studentati di lusso tirati su dai privati e gli alloggi che fanno parte di piani di investimento immobiliare pubblico-privato realizzate da Fondi a cui partecipano controllate dello Stato (come Cassa depositi e prestiti).
Case per studenti: le residenze universitarie
Negli ultimi vent’anni, grazie alla legge 338, sono stati tirati su 40mila posti letto, a un ritmo di 2mila posti letto l’anno, con con uno stanziamento di 80mila euro l’uno e tempi di realizzazione di 8-10 anni. Dal 2023, fa sapere il ministero dell’Università e della Ricerca guidato da Anna Maria Bernini, con quella stessa norma sono stati distribuiti oltre 800 milioni per il finanziamento di quasi 8.500 posti letto. Qualche esempio: quasi 220 milioni sono andati alla Lombardia per 2000 posti letto, 60 alle Marche per 520 posti letto, 70 al Piemonte per 930 posti letto.
Si tratta di alloggi gestiti dagli enti per il diritto allo studio. I costi, ad esempio nel Lazio, da quanto si legge sul sito di “Laziodisco”, vanno da un minimo di 143 euro a un massimo di 253 euro per una doppia e da un minimo di 174 euro a un massimo di 298 euro per una singola.
Case per studenti: le residenze private
Nelle residenze private, ad esempio quella a Bologna di The social hub che ha sedi anche a Firenze e una nuovissima a Roma e unisce l’ospitalità per gli studenti con quella dei turisti, il prezzo per una camera doppia standard è di 777,75 euro al mese, quello per una doppia deluxe di 859,79 euro. La spesa comprende palestra, aule studio e aree relax, piscina stagionale, bici in sharing, spazio co-working. La singola standard costa 1.449,97 euro.
Alloggi per studenti fuorisede realizzati da Fondi
Nelle residenze realizzate da Fondi, destinate anche ai viaggiatori, c’è una quota di posti riservata agli studenti vincitori di borse di studio a prezzi calmierati e un’altra a prezzi con tariffe agevolate definite da accordi con i Comuni. In quest’ultimo caso, ad esempio, al Camplus Venezia Santa Marta i prezzi sono di 426 euro per la singola e 327 euro per la doppia.
Alloggi universitari: gli studentati finanziati con il Pnrr
Quanto al Pnrr, non c’è una quota nazionale di studentati già finanziati. Secondo l’Unione degli studenti universitari “è stato un flop”. La storia non è semplice. Dal precedente governo la ministra Bernini ha ereditato un target estremamente ambizioso 60mila posti letto da realizzare in 3 anni (entro giugno 2026) con una dotazione finanziaria di 900 milioni di euro e condizioni già concordate. Con il governo Meloni i fondi sono cresciuti di altri 300 milioni, arrivando a un totale di 1 miliardo e 200 milioni, cioè 20mila euro a posto letto.
Nonostante le pressioni, anche da parte di gestori privati che si sono tuffati nel mercato del social housing, la ministra ha insistito per non ridurre il target. Non scendere, cioè, da 60mila a 20mila posti letto.
Case per studenti con il Pnrr: le modifiche
Il bando, rispetto a quello originario pensato dal governo Draghi, ha subito diverse modifiche. Tra le principali: è stata data la possibilità ai soggetti pubblici, inizialmente esclusi, di partecipare. Anche se non c’è stato lo sperato bagno d’interesse per via dei vincoli europei: tempi di realizzazione molto stretti, rimborsi solo a fine cantieri, singoli contributi ridotti.
Ancora, l’attuale governo ha chiesto e ottenuto l’eliminazione del vincolo massimo del 30% di camere doppie (i soggetti proponenti potranno ora decidere la composizione degli alloggi, scegliendo tra camere singole, doppie o una combinazione delle due, nel rispetto degli standard minimi qualitativi, con alcune eccezioni per gli studentati diffusi realizzati all’interno di appartamenti esistenti e per la dimensione dei servizi igienici nelle stanze singole).
Secondo l’Unione degli universitari, allo scorso marzo i posti letti finanziati valevano 227 milioni e 739mila euro a fronte delle risorse totali. Il ministero fa sapere che, tra quelli già avviati con i fondi Pnrr, ci sono 10mila posti letto in Campania, 6.500 in Piemonte, 7mila in Lombardia, 7.500 nel Lazio.
La notizia è che le candidature stanno arrivando a quota 60mila, al netto di quelle già scartate perché ritenute non valide o non rispondenti ai criteri fissati dall’Europa. Tra queste 60mila ci sono contratti già firmati, altri in attesa del via libera, altri ancora al vaglio.